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Assessora Pecoraro, chi e come attua le norme in Campania?

“al centro il dialogo con i territori”

by Flavio Cioffi
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L’avvocata Claudia Pecoraro, pentastellata salernitana, è l’assessora regionale della Campania con delega all’ambiente, oltre che alle politiche abitative e alle pari opportunità. In occasione di un recente convegno a Baia sui 20 anni del Codice dell’Ambiente, ha detto che “il problema non è mai la norma, il problema è chi attua quella norma”. Una frase che si presta a mille interpretazioni e che fa nascere spontanea una domanda: chi e come attua le norme in Campania? Lo abbiamo chiesto all’assessora Pecoraro e ci ha risposto così.

 

Ho accolto l’incarico di Assessora della Regione Campania con grande emozione e con la piena consapevolezza della responsabilità che questo ruolo comporta. È un incarico che vivo innanzitutto come un servizio verso la nostra comunità e come l’opportunità di contribuire, insieme al Presidente Roberto Fico e all’intera Giunta regionale, alla costruzione di una Campania sempre più sostenibile, inclusiva e capace di affrontare con coraggio le sfide del nostro tempo.

L’impronta che intendo dare al mio assessorato è chiara: mettere al centro il dialogo con i territori, la partecipazione attiva, la collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca, imprese e associazionismo, nella convinzione che le migliori politiche pubbliche nascano dall’ascolto delle comunità. È con questo spirito che abbiamo promosso gli Stati Generali dell’Ambiente, non come un evento, ma come l’avvio di un metodo di lavoro permanente, aperto e condiviso, perché la transizione ecologica si costruisce insieme e richiede il contributo di tutte e di tutti.

Tra le priorità del mio mandato c’è certamente il tema dell’acqua. Parliamo di un bene comune essenziale, che deve essere tutelato e gestito con responsabilità, efficienza e una visione di lungo periodo. Il ciclo integrato delle acque rappresenta una delle grandi sfide che abbiamo davanti: investire nelle reti idriche, ridurre le perdite, potenziare gli impianti di depurazione, favorire il riutilizzo delle acque reflue depurate e garantire una gestione sempre più moderna significa rafforzare la resilienza della Campania di fronte ai cambiamenti climatici e assicurare un diritto fondamentale alle future generazioni. È una scelta che si inserisce pienamente nella visione della Giunta regionale, che considera l’acqua una risorsa strategica da proteggere e valorizzare.

Lo stesso approccio guida le politiche regionali sul ciclo dei rifiuti. Quando parliamo di “rifiuti zero” non immaginiamo un traguardo immediato, ma indichiamo una direzione precisa. Significa lavorare per ridurre la produzione dei rifiuti, incentivare il riuso, rafforzare la raccolta differenziata, aumentare il recupero di materia e promuovere un’economia circolare nella quale ciò che oggi è considerato uno scarto possa trasformarsi in una risorsa. È una sfida culturale prima ancora che ambientale, che richiede investimenti, innovazione, educazione e una crescente responsabilizzazione collettiva.

In questo percorso rientra anche il completamento dello smaltimento delle ecoballe, una delle eredità più complesse della storia ambientale della Campania. Il lavoro prosegue con determinazione, attraverso una programmazione attenta e nel pieno rispetto delle normative ambientali. L’obiettivo è chiudere definitivamente una stagione che ha segnato profondamente il nostro territorio e consolidare un sistema di gestione dei rifiuti capace di prevenire il ripetersi di situazioni emergenziali. Parallelamente continueremo a investire nell’impiantistica pubblica, nell’innovazione tecnologica e nell’autosufficienza del ciclo regionale, affinché la gestione dei rifiuti sia sempre più efficiente e sostenibile.

In questo quadro il termovalorizzatore di Acerra continua a svolgere un ruolo importante all’interno dell’attuale sistema regionale. È una infrastruttura che oggi contribuisce alla gestione del ciclo dei rifiuti, ma la prospettiva verso cui guardiamo è quella di una progressiva riduzione del ricorso allo smaltimento finale, grazie all’aumento della raccolta differenziata, del riciclo e del recupero di materia. La transizione ecologica non si realizza con soluzioni semplicistiche, ma attraverso una programmazione seria, capace di accompagnare gradualmente il cambiamento e di garantire sempre la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Un’attenzione particolare continuerà ad essere rivolta alla Terra dei Fuochi. È una ferita che la Campania porta con sé da troppo tempo e che richiede continuità nell’azione istituzionale, rigore nei controlli e una forte capacità di coordinamento tra tutti i livelli dello Stato. Le bonifiche, il monitoraggio ambientale, il contrasto agli illeciti e la rigenerazione dei territori devono procedere insieme, così come è fondamentale sostenere le amministrazioni locali e valorizzare le tante eccellenze produttive che operano nel pieno rispetto della legalità. Accanto all’impegno per il risanamento ambientale, dobbiamo continuare a costruire una narrazione autentica della Campania, che sappia raccontare anche il lavoro, la ricerca, l’agricoltura di qualità, l’innovazione e la straordinaria capacità di riscatto delle nostre comunità.

È proprio in questa visione che trova piena applicazione l’approccio One Health, oggi sempre più centrale nelle politiche pubbliche. La salute delle persone, quella dell’ambiente e quella degli ecosistemi sono profondamente connesse e non possono più essere considerate separatamente. Proteggere il suolo, migliorare la qualità dell’aria, tutelare le risorse idriche, garantire sicurezza alimentare e promuovere la prevenzione significa costruire un unico percorso di benessere collettivo. È una prospettiva che orienterà le nostre scelte e che rappresenta una delle chiavi per affrontare con efficacia le sfide ambientali e sanitarie dei prossimi anni.

Sono convinta che la Campania abbia tutte le competenze, le energie e le risorse per essere protagonista della transizione ecologica del Paese. Il nostro compito sarà accompagnare questo percorso con responsabilità, ascolto e visione, trasformando le criticità in opportunità di sviluppo sostenibile, innovazione e occupazione. La tutela dell’ambiente non è un tema settoriale: è la condizione indispensabile per garantire salute, qualità della vita, crescita economica e giustizia sociale. È con questo spirito che affronto il mio mandato, con l’impegno di lavorare ogni giorno al fianco delle comunità, affinché la Campania possa continuare a crescere nel segno della sostenibilità, della partecipazione e della fiducia nel futuro.

 

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