Questo il comunicato diffuso oggi da Marevivo.
Dopo oltre quarant’anni di impegno portato avanti da Marevivo, l’Area Marina Protetta “Isola di Capri” è finalmente realtà. Con l’approvazione definitiva del disegno di legge da parte della VIII Commissione Ambiente in sede legislativa, si è concluso alla Camera l’iter parlamentare che istituisce la nuova AMP, segnando una svolta storica per la tutela del patrimonio naturale dell’isola.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica provvederà, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, agli adempimenti necessari per renderla operativa. Il provvedimento modifica, inoltre, la denominazione dell’area marina di riferimento “Penisola della Campanella – Isola di Capri”, distinguendo definitivamente le due realtà: “Punta Campanella” e “Isola di Capri”, ciascuna con un proprio percorso gestionale.
L’istituzione dell’Area Marina Protetta di Capri colma una storica lacuna nel sistema nazionale delle aree marine protette. Pur essendo una delle isole più conosciute e visitate del Mediterraneo, nonché un patrimonio naturalistico di valore internazionale, Capri era infatti ancora priva di uno strumento di tutela dedicato. Con l’approvazione della legge questa anomalia viene finalmente superata, segnando un ulteriore passo decisivo verso gli obiettivi fissati dall’Unione Europea con la Strategia 30×30, che mira a proteggere almeno il 30% delle aree marine entro il 2030.
Da sempre Marevivo richiama l’attenzione sulla necessità di ampliare e rafforzare il sistema delle Aree Marine Protette italiane, che oggi comprende 32 AMP, incluse due aree archeologiche sommerse, a fronte delle 52 previste dalla Legge quadro n. 394 del 1991, che ha consolidato il sistema delle aree protette avviato con il D.P.R. 979 del 1982 sulla difesa del mare. Nel corso degli anni la Fondazione ha promosso una politica più ambiziosa per la tutela del mare e, nel 2024, in occasione degli Stati Generali delle Aree Protette organizzati dal MASE, ha presentato una proposta di riforma della legge per equiparare la disciplina delle AMP a quella dei Parchi Nazionali, riconoscendo al patrimonio marino pari dignità rispetto a quello terrestre e prevedendo risorse adeguate, una governance più efficace e strumenti più incisivi per il monitoraggio e la gestione.
Tuttavia, la recente riduzione del 23% dei fondi destinati ai Parchi Nazionali, alle Riserve Naturali e alle Aree Marine Protette desta forte preoccupazione. Marevivo continuerà a impegnarsi affinché, nella prossima Legge di Bilancio, possa essere individuata una soluzione adeguata per garantire le risorse necessarie alla tutela del patrimonio naturale del nostro Paese.
“Marevivo nasce oltre quarant’anni fa proprio a Capri, da cui sono partite le nostre prime campagne per la tutela del mare. Da allora abbiamo lavorato con dedizione e costanza per proteggere la straordinaria biodiversità dell’isola. Siamo convinti che le Aree Marine Protette debbano essere non solo strumenti di conservazione, ma anche centri di ricerca scientifica, monitoraggio della biodiversità, educazione ambientale e diffusione della cultura del mare” – dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo. – Da molti anni promuoviamo nelle scuole delle isole minori il progetto ‘Delfini Guardiani’, perché crediamo che solo educando le nuove generazioni al rispetto del mare si possa garantire un futuro al nostro patrimonio naturale. Desidero ringraziare i Comuni di Capri e Anacapri che, attraverso il posizionamento dei gavitelli per regolamentare l’accesso delle imbarcazioni nelle aree più sensibili dell’isola, come le grotte e le zone maggiormente frequentate per la balneazione, hanno anticipato concretamente quello che sarà uno degli strumenti di gestione della futura Area Marina Protetta. Un sentito ringraziamento va, inoltre, a tutti i parlamentari che hanno sostenuto e promosso questo importante provvedimento legislativo e, in particolare, alla senatrice Lavinia Mennuni, prima firmataria del disegno di legge, e all’On. Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei Deputati, per il costante impegno profuso nel percorso che ha portato all’approvazione della legge. Questo risultato è il frutto di un lavoro corale che dimostra come, quando istituzioni, amministrazioni locali e associazioni collaborano con un obiettivo comune, sia possibile raggiungere traguardi fondamentali per la tutela del nostro mare”.
Per Marevivo, l’Area Marina Protetta di Capri rappresenta molto più di una nuova area sottoposta a tutela. Grazie alla sua straordinaria biodiversità, alla posizione strategica nel Mediterraneo e alla notorietà internazionale dell’isola, Capri può diventare il simbolo di un modello di sviluppo capace di coniugare conservazione ambientale, ricerca scientifica, turismo sostenibile ed economia del mare.
Nel corso della sua storia, Marevivo ha contribuito in modo determinante alla nascita di gran parte delle Aree Marine Protette italiane: dalla prima AMP di Ustica, istituita nel 1986, alle Isole Tremiti, da Punta Campanella alle Egadi, dai parchi archeologici sommersi di Baia e Gaiola fino al Santuario internazionale dei Cetacei e a Capo Milazzo, l’ultima Area Marina Protetta istituita anche grazie al contributo della Fondazione. Un percorso costruito attraverso decenni di ricerca, campagne di sensibilizzazione e collaborazione con istituzioni, comunità locali e cittadini.
Fedele alla missione con cui è nata proprio a Capri, Marevivo continuerà ad affiancare istituzioni, comunità locali e cittadini affinché la nuova Area Marina Protetta diventi uno strumento efficace di tutela della biodiversità, ricerca scientifica, educazione ambientale e sviluppo sostenibile, contribuendo a fare dell’isola un punto di riferimento nazionale e internazionale per la protezione del mare.
