“Green Sea”, realizzato dall’International School for Scientific Diving con la collaborazione del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova. E’ un progetto che prevede un’operazione di trapianto per estendere le praterie di posidonia nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella.
Ebbene l’operazione è in corso. Sono stati già installati gli impianti per 100 metri quadri di fondale nella zona B dell’Amp, nella Baia di Ieranto a Massa Lubrense. Posizionate sul fondale le prime biostuoie biodegradabili sulle quali crescerà la nuova posidonia. Nei giorni scorsi erano state installate circa 2mila talee, frammenti di pianta, precedentemente raccolte da materiale naturalmente distaccato. “Un sistema efficace per ridare vita a porzioni di fusto, rizomi o foglie di posidonia ormai destinate a degradazione”.
La Baia è una delle zone di maggior pregio naturalistico dell’Amp di Punta Campanella, che riesce a salvaguardare buona parte della posidonia presente. Anche se sott’acqua sono ancora visibili le tracce del passato e degli ancoraggi indiscriminati.
“L’area nella quale abbiamo scelto di realizzare questo intervento di trapianto non è stata individuata casualmente. – precisa Carolina Mazzella, Presidente dell’Amp Punta Campanella – Ieranto ha un passato fatto di sfruttamento e pressione antropica, sia a terra che a mare, e un presente invece volto alla tutela e allo sviluppo di attività compatibili con la salvaguardia della natura e con la presenza dell’uomo.“


Punta Campanella è la seconda area marina protetta italiana nella quale si è attivato il progetto Green Sea, dopo le Cinque Terre in Liguria nel 2024. Qui i monitoraggi scientifici hanno mostrato risultati incoraggianti, con un tasso di sopravvivenza delle talee pari al 60% e biostuoie stabili e ben integrate col fondale.
“Le praterie di Posidonia oceanica rappresentano un habitat fondamentale per l’equilibrio ecologico del Mediterraneo. – dichiara Stefano Acunto, direttore dell’International School for Scientific Diving – Sono piante marine che producono fiori e frutti e possono formare dei veri e propri boschi sommersi che costituiscono uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità del pianeta. Svolgono funzioni fondamentali: producono ossigeno, assorbono anidride carbonica, proteggono la costa dall’erosione e offrono rifugio e nutrimento a numerose specie marine. Il loro ripristino è oggi una sfida cruciale perché la posidonia è a forte rischio in tutto il Mediterraneo a causa dei cambiamenti climatici, con l’aumento della temperatura del mare che danneggia la pianta marina. Ancoraggi e pesca a strascico rappresentano altri fattori di rischio importanti per una specie endemica che svolge funzioni fondamentali per la vita sottomarina e non solo.”


