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Arpac: considerazioni e auguri di fine anno

by Stefano Sorvino

 

L’Autore è Direttore Generale dell’Agenzia regionale per l’ambiente della Campania.

Termina il 2021, un anno particolarmente denso e tormentato all’insegna soprattutto, come il precedente, dell’emergenza pandemica ma anche proiettato verso nuove prospettive di ripartenza e ricostruzione morale e materiale dell’Italia e dell’Europa, simboleggiate dalla sigla PNRR e, per il settore ambientale, dal processo in atto di “transizione ecologica”.

Dopo l’intenso sviluppo della campagna vaccinale la pandemia sembrava in via di superamento, con un graduale rientro nell’ordinario ed un progressivo ripristino delle normali condizioni di vita, anche in ambito lavorativo e sociale. Invece i poco confortanti dati epidemiologici delle ultime settimane sembrano farci ripiombare in una fase di forte preoccupazione e ripiegamento, facendo accrescere le misure di cautela e prevenzione in ambito sia privato che lavorativo con significativi disagi per tutte le attività.

L’anno in chiusura, segnato in parte da questa condizione limitante, con i suoi notevoli aggravi logistici ed economici, è stato tuttavia particolarmente intenso e movimentato per ARPA Campania, sia sotto il profilo del rinnovamento organizzativo delle strutture che della produzione svolta e delle criticità fronteggiate sul campo.

Rileva innanzitutto il faticoso consolidamento dell’equilibrio economico-finanziario, con una buona situazione di cassa, che ha consentito una sensibilissima riduzione dei tempi di pagamento (come documentato dall’indicatore di tempestività-I.T.P.), nonostante la perdurante e grave sottodotazione di fondi assegnati in bilancio per la spesa ordinaria a fronte dei sempre crescenti e molteplici compiti di istituto. Permane quindi l’esigenza prioritaria di un adeguamento strutturale dei trasferimenti finanziari all’Agenzia, necessari anche per consentire il reclutamento del personale tecnico occorrente al mantenimento dei livelli di prestazioni e servizio.

Sul piano della organizzazione interna – nonostante i rallentamenti ed intralci derivati dal perdurante stato di emergenza – sono stati rinnovati quasi tutti gli incarichi dirigenziali amministrativi e tecnici, anche all’insegna del principio di rotazione, avviati importanti procedimenti di valorizzazione delle risorse interne ed il rinnovo degli incarichi di funzione, svolte o attivate procedure di mobilità e reclutamento necessarie a rincalzare le fuoriuscite, rimosse pendenze e nodi irrisolti, implementate azioni formative di supporto all’aggiornamento ed all’accrescimento della cultura agenziale.

E’ ulteriormente avanzato il processo di digitalizzazione ed innovazione tecnologica delle procedure e strutture agenziali, con il corrispondente perfezionamento della comunicazione ed informazione ambientale, anche attraverso il continuo arricchimento ed aggiornamento dei dati, dei quadri informativi settoriali e delle sezioni tematiche del sito istituzionale. Sono stati incardinati alcuni investimenti regionali per l’ammodernamento del parco tecnologico e la realizzazione di progetti di potenziamento quali-quantitativo delle attività tecniche di controllo e monitoraggio ambientale, in aderenza alle specifiche problematiche del territorio (come ad esempio per la qualità dell’aria o per l’olfattometria dinamica).

Tuttavia siamo ancora a metà del guado in una fase di forte movimentazione e produzione, con tanto lavoro avviato, procedimenti aperti e programmi impostati ed anche con la delineazione di nuovi obiettivi da conseguire nel breve e medio periodo. Ma, per paradosso solo apparente, a fronte di tanti problemi affrontati e risolti, se ne pongono molti altri gravosi ed impegnativi anche perchè la disponibilità dell’amministrazione all’impegno ed al rinnovamento sollecita sempre nuove richieste e fabbisogni.

Sul piano delle attività tecniche il 2021 è stato assai laborioso, anche per i numerosi eventi emergenziali (soprattutto incendiari) che hanno frequentemente colpito tutte le province campane, chiamando gli operatori dell’Agenzia a continue e delicate attività di pronto intervento per il monitoraggio delle loro potenziali ricadute ambientali.

Molto pervasiva risulta sempre la problematica dell’inquinamento atmosferico in diverse aree della Campania, con l’esigenza assolta dall’Arpac di rendere sempre più puntuale e dinamico il monitoraggio della qualità dell’aria insidiata dalle polveri sottili e dai gas climalteranti, sviluppando un’azione conoscitiva che è il presupposto per l’adozione di interventi e misure integrate di competenza soprattutto degli enti territoriali.

Arpac, avvalendosi di un finanziamento della Regione, sta realizzando un’operazione complessiva di aggiornamento della rete di monitoraggio della qualità dell’aria, pur già attualmente adeguata alle prescrizioni normative vigenti. In particolare, ad inizio 2022, ulteriori venti stazioni di monitoraggio saranno in grado di misurare le concentrazioni medie orarie di Pm 10 e Pm 2,5, oltre a misurare le medie giornaliere già disponibili, portando il complesso dei punti di monitoraggio che effettuano misurazioni orarie di polveri sottili a più del 75% dell’intera rete.

Defatigante è risultata, come sempre, la stagione di monitoraggio a mare delle acque di balneazione della lunga ed articolata costa campana, che ha registrato anche quest’anno risultati di tendenza complessivamente più che soddisfacenti ma non senza rilevare occasionali e delicate criticità in vari punti di litorale, anche per ragioni contingenti.

Un’esperienza particolarmente dura è stata costituita, a fine estate, dalla “emergenza-miasmi” che ha investito, per diverse settimane a cadenze ed orari alterni, la vasta area di Napoli Nord-Giuglianese con pesanti maleodoranze (senza conseguenze tossiche ma con grave disturbo della qualità della vita), sollecitando un impegno straordinario di monitoraggio olfattometrico – finalizzato a caratterizzare il fenomeno ed a identificarne le cause – in un ambito tecnico di esperienze non ancora consolidate ed in assenza di un definito quadro normativo. La problematica è poi progressivamente cessata, sia per l’effetto deterrente delle intense azioni di controllo e monitoraggio attivate in vario modo sul territorio interessato, che per le mutate condizioni meteo-climatiche e, individuate probabilmente le cause, si è in attesa degli esiti del relativo procedimento giudiziario.

Una massiccia e costante collaborazione è stata resa dall’Agenzia alle Autorità Giudiziarie della Campania, in particolare alle Procure della Repubblica ed alle forze di Polizia delegate (specializzate e territoriali), fornendo un qualificato supporto tecnico alle copiose attività di indagine in materia ambientale per il contrasto e la prevenzione degli “ecoreati”, in tutti i principali ambiti e con particolare riferimento all’inquinamento dei corpi idrici, ad esempio con operazioni significative – realizzate ed in atto – sul bacino idrografico del fiume Sarno, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata.

Tracciato questo sommario riepilogo, non mi resta che rivolgere un sentito messaggio augurale sia alla cittadinanza campana che ai dipendenti dell’Agenzia ed ai loro familiari, ringraziandoli per l’impegno finora profuso ed il lavoro largamente svolto, spesso con partecipazione e dedizione e talvolta anche in condizioni disagevoli e non ottimali.

Colgo anche l’occasione per rivolgere – associandomi agli appelli delle autorità – un doveroso invito ai concittadini della Campania, ed in particolare di Napoli e dei centri urbani, ad evitare in occasione del Capodanno l’utilizzo di petardi e fuochi d’artificio che, oltre ad essere pericolosi, nuocciono all’ambiente e, in particolare, alla qualità dell’aria che respiriamo.

Un interessante grafico rappresenta i valori di concentrazione di polveri sottili rilevati nella notte di Capodanno dalla stazione di monitoraggio dell’ARPAC ubicata presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con l’impressionante picco di particolato registrato nelle prime ore del 2021. Andamenti simili, purtroppo, sono stati riscontrati da molteplici stazioni delle rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, oltre alla considerazione che le polveri sottili (PM 10 e PM 2,5) sono solo uno dei vari inquinanti determinati dall’utilizzo diffuso dei prodotti pirotecnici.

Il nostro grafico mostra chiaramente la punta elevatissima di inquinamento atmosferico registrato a partire dalla mezzanotte tra il 31 e l’1, dove ad esempio – per la stazione citata di Napoli – la media giornaliera del PM10 ha raggiunto il valore di 126 µg/m³ (microgrammi per metro cubo), superando così il limite massimo di 50 che la normativa vigente prescrive di non oltrepassare più di 35 volte in un anno, mentre la media oraria rilevata ha addirittura superato i 1000 µg/m³.

Analoghe situazioni critiche si sono verificate per la stessa causa nel resto della Campania in occasione dell’ultimo Capodanno, laddove nell’agglomerato Napoli-Caserta ben 17 delle 20 stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria hanno superato questo limite.

Evitare l’utilizzo di articoli pirotecnici di ogni tipo, a partire ovviamente da quelli illegali, non soltando rende il Capodanno più sicuro ma contribuisce anche ad evitare un pernicioso fenomeno di inquinamento atmosferico, che può durare anche per diversi giorni se le condizioni meteorologiche non sono favorevoli al ricambio ed al rimescolamento dell’aria ma ne determinano invece il ristagno.

Auguri a tutti di felice e sereno Anno Nuovo.

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