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Bagnoli. La parola all’assessore comunale Piscopo

by Flavio Cioffi

Ancora Bagnoli. Ancora le bonifiche e la rigenerazione urbana. Questa volta abbiamo bussato alla porta del Comune di Napoli e ci ha aperto l’assessore Carmine Piscopo, delegato ai beni comuni e all’urbanistica.

Ci descrive il Piano approvato a giugno in conferenza dei servizi?

Oggi finalmente abbiamo un Piano di rigenerazione che comprende Coroglio e arriva a Piazzale Tecchio, dall’altro lato a Nisida e sino alle aree del litorale verso Pozzuoli. Questo Praru è definito in perimetri, quantità, indici di fabbricabilità, moneta finanziaria, moneta urbanistica, norme tecniche di attuazione. Circa 90 tavole, tra grafici ed elaborati descrittivi, con una precisione che ha consentito l’approvazione dello stralcio urbanistico relativo all’intero perimetro commissariale. Non a caso è partita la gara per la bonifica dell’area ex Eternit e a breve avremo il bando della progettazione che darà forma ai dati urbanistici.

Eppure, la Regione ha parlato di destinazioni d’uso generiche.

Se fosse solo il Comune a certificare la precisione del Piano potrebbe avere scarsa rilevanza, ma lo affermano i Ministeri competenti e tutte le altre Amministrazioni statali compresa l’Autorità portuale e le Soprintendenze. O una quindicina di Amministrazioni si stanno sbagliando oppure è proprio così. L’unica contraria è stata la Regione.

Perché, secondo lei?

Non posso che registrare i motivi espressi in conferenza dei servizi. Una cosa però va notata. Nel 2017 la Regione sottoscrisse il Piano approvato dal Tavolo interistituzionale e poi portato in Cabina di regia. Da allora non è cambiato sostanzialmente nulla. Quindi c’è stato un mutamento di posizione che ha annullato il parere precedente.

Ma è vero che questo Praru in pratica lo ha fatto il Comune?

Questa è una domanda “cattiva”. Si è lavorato tutti insieme, Regione compresa, ed è stata una progettazione condivisa. Questo è stato infatti il punto che ha lasciato molto perplessi Invitalia e il Commissario Floro Flores.

Ma concretamente cosa prevede il Piano?

La valorizzazione del paesaggio costiero, 190 ettari di parco urbano e di spiaggia pubblica, la rimozione integrale della colmata, le bonifiche integrali a terra e a mare, 35 ettari di attrezzature pubbliche per la collettività, il recupero dell’archeologia industriale, spazi e luoghi per la ricerca, attrezzature commerciali, il recupero di Borgo Coroglio, la ricostruzione dello Science Center, aree per lo sport e la vela, il prolungamento della linea 6 della metro, l’interramento della linea 8, la perequazione per tutti i proprietari delle aree indipendentemente da ciò che verrà realizzato sui loro suoli, un indice di fabbricabilità che funziona come una moneta urbanistica che è 0,68 mc. su mq., il rispetto dell’ordinanza chi inquina paga, l’abbassamento della volumetria dedicata alle residenze.

Parliamo delle volumetrie previste.

198.000 mc. circa di residenze di nuova edificazione e 200.000 mc. circa di conservazione di Borgo Coroglio. Il residenziale si ferma qui. In totale, sia sulle aree interne che esterne al perimetro commissariale, è prevista una volumetria di 1.600.000 mc. destinata a produzione di beni e servizi. Spazi espositivi, attività culturali, una piccola quota di commerciale, terziario, archeologia industriale.

E gli espropri al Borgo?

Nessuno perderà la possibilità di rimanere al Borgo Coroglio o di scegliere di trasferirsi nel primo lotto di case che verrà realizzato. L’esproprio viene agitato come uno spettro, ma il relativo vincolo preordinato semplicemente serve a Invitalia proprio per dare questa possibilità di scelta.

Circolo ex Ilva e Città della Scienza.

Noi abbiamo lavorato ad un lungomare fruibile per tutti, questo è il principio base che ha ispirato la progettazione. Il paesaggio deve essere di tutti. Mettere un qualsiasi oggetto sulla linea dell’orizzonte e davanti alla costa significa togliere visibilità e deprezzare immediatamente le aree che si trovano alle spalle. Ovviamente va riconosciuto il ruolo e l’importanza del Circolo che potrà trovare spazio all’interno delle funzioni veliche che sono previste sulla costa. Sappiamo che è in corso un dialogo con Invitalia. Quanto a Città della Scienza, è prevista la ricostruzione della volumetria incendiata nel 2013 negli spazi a monte dell’attuale via Coroglio. Non perderà il fronte a mare nel momento in cui viene acquisita da Corporea e si rivolgerà all’interno del parco con un edificio ampiamente visibile da tutte le direttrici.

Ci saranno attività commerciali lungo la costa?

Si, la rimozione integrale della colmata consentirà la realizzazione di un salto di quota al cui interno sarà possibile inserire attività senza ingombrare la linea dell’orizzonte. La spiaggia deve essere di tutti e quindi dovranno essere studiati modelli di gestione che non ne configurino la lottizzazione.

Veniamo alle infrastrutture.

Esiste un tavolo specifico al quale partecipa anche la Regione e per il Comune, oltre a me, l’assessore Calabrese. Sono stati composti più scenari che riguardano le linee ferrate, il collegamento tra la Porta del Parco e la tangenziale, nuove stazioni di cui una certamente nell’acciaieria. Per volontà espressa della Regione, le infrastrutture esterne al perimetro commissariale non sono state ancora approvate e sarà necessario trovare un assestamento. Davvero non comprendiamo perché la Regione, che siede ai tavoli fin dal primo momento ed ha approvato il Piano del 2017, oggi abbia una posizione contraria.

Ma a Bagnoli non esiste un problema di Zona Rossa?

La progettazione dovrà ovviamente essere conforme alle previsioni della Zona Rossa istituita per i Campi Flegrei nella quale Bagnoli rientra, ma non sono vietate nuove cubature purché rispettino le relative prescrizioni. La Zona Rossa nell’immaginario collettivo coincide sempre con un divieto assoluto, ma in questo caso non è così.

Come mai De Magistris non è più contrario al commissariamento?

Il Sindaco non ha mai cambiato opinione rispetto a questo commissariamento e ai commissariamenti in generale. Ciò che è cambiata è la normativa. Il Comune inizialmente non aveva alcun ruolo. Il riconoscimento della sua attività progettuale e pianificatoria è stato un passaggio fondamentale. Il Governo Gentiloni ha infatti avuto un atteggiamento molto diverso, per non dire completamente diverso, rispetto al Governo Renzi. Quando si separano le questioni politiche da quelle istituzionali le cose vanno bene. Detto questo, se il governo a cui spetta fare le bonifiche vuole commissariare sé stesso per farle, è uno strumento che si dà il Governo. Il Comune ha offerto tutta la propria collaborazione per uscire dall’impasse. Per quanto riguarda la rigenerazione urbana è evidente che le previsioni urbanistiche non hanno bisogno di commissariamento.  

A quale impasse si riferisce?

Al groviglio labirintico, innanzitutto amministrativo, dentro il quale questa Amministrazione si è dovuta muovere. Le medesime aree vantate dalla Bagnoli Futura, sono quelle vantate anche dal Comune, da Invitalia, dal Tribunale a garanzia dei creditori, e sono le stesse sotto sequestro della Procura.

Come si è rapportato il Comune con i comitati di base?

La programmazione comunale è stata sempre esposta ai comitati di Bagnoli, che rappresentano un momento importantissimo. Il Ministro Lezzi ha poi voluto introdurre la pre cabina di regia che prevede la presenza di associazioni convocate direttamente dal Ministero. Il confronto con i comitati ha consentito una programmazione in sintonia, anche se le spinte sono le più differenti e si tratta di fare una sintesi.

Che previsioni si sente di fare sulla bonifica?

Invitalia prevede di partire nel 2019/20 e concludere nel 2023. Sarà possibile solo se si lavorerà tutti insieme. Ci auguriamo che anche con la Regione si possa convergere al più presto su una vera cooperazione istituzionale all’interno della quale tutte le Amministrazioni si sentano riconosciute.

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