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Research. 100 imprese riunite per affrontare la ripartenza

by Redazione

“Non si può non immaginare una ripartenza delle infrastrutture pubbliche. In questo caso, con la smobilitazione che c’è stata negli ultimi 12 anni, chi realizzerà le opere?” Era il gennaio 2020 quando l’UCSI, l’Unione dei Consorzi Stabili Italiani presieduta da Franco Vorro, poneva sul nostro giornale questo interrogativo. Poi è scoppiata l’emergenza Covid e la domanda appare oggi ancora più attuale. Molte imprese infatti hanno chiuso, altre hanno ridimensionato gli organici e non hanno fatto investimenti.

Una risposta viene certamente dai Consorzi Stabili. Ossia da quegli “operatori economici” costituiti da aziende che creano una comune struttura di impresa e sommano i requisiti per partecipare alle gare. Un meccanismo che consente di unire la flessibilità della piccola impresa alla capacità della grande, rappresentando una garanzia ulteriore per la Stazione Appaltante.

Un esempio importante a riprova del ruolo fondamentale che svolgono e potranno svolgere in futuro i consorzi stabili viene dalla Campania. E’ il Consorzio ReseArch.

Costituito nel 2005 fra imprese attive nel settore dei beni culturali (Restauro e Archeologia), negli anni si è ingrandito al punto di diventare un’azienda “di contraenza generale”.

Oltre 1,3 miliardi di euro appaltati in Europa. Lavori in corso per circa 800 milioni. 700 operai e 50 tecnici impiegati sui cantieri. In pratica, una delle aziende più grandi del Sud Italia che quest’anno si accrediterà come “General Contractor” presso il MIT. Da un fatturato diretto di circa 31 milioni nel 2015 è passato a circa 71 milioni nel 2019. 100 imprese consorziate, nessuna delle quali ne detiene la maggioranza.

I 5 appalti di importo più elevato sono:

  • Il 2° lotto della galleria scolmatrice del torrente Bisagno a Genova, per 160 milioni di euro;
  • La manutenzione di fabbricati ferroviari in Lombardia, per 90 milioni;
  • Opere civili e di linea sulla Pozzolo-Tortona, per 75 milioni;
  • Irrigazione nei Comuni di Banzi, Genzano, Palazzo S. G. ed Isernia, per 70 milioni;
  • Manutenzione straordinaria di viadotti sulla A19 Palermo- Catania, per 50 milioni.

Ne presiede l’Organismo di Vigilanza il Generale Fabrizio Lisi, già comandante della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, che vanta un background specifico di vigilanza e controlli in materia tributaria, valutaria e antiriciclaggio. Un bagaglio di esperienze messo a disposizione del Consorzio e delle aziende consorziate.

Era tempo che nel settore dei lavori pubblici, in Campania in particolare, non si registrava un percorso di crescita così lineare e strutturato. 100 aziende riunite in una struttura comune flessibile possono davvero fare la differenza. Uno strumento di penetrazione del mercato e di crescita per le PMI particolarmente idoneo ad intercettare gli investimenti infrastrutturali che il nostro Paese e l’intera Europa si apprestano a varare.

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