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Dal milazzismo al deluchismo

by Pietro Spirito
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C’era una volta il milazzismo: nel gergo politico italiano si indica ancora oggi la convergenza di due schieramenti politici diversi (destra e sinistra) per sconfiggere quello di centro, al fine di far eleggere un determinato candidato o di costituire una maggioranza di governo alternativa. Il termine prende il nome dalla vicenda politica nota come “operazione Milazzo”, che a sua volta prende il nome da Silvio Milazzo che la mise in atto.

Ora il milazzismo si è raffinato ed è diventato prodotto della politica come mercato, come mercimonio di poltrone in cambio di una finta opposizione. Sono apparentemente ancora destra e sinistra ad essere protagoniste di questo connubio sotto banco, ma in realtà il vero artefice di questa moderna costruzione politica è il personalismo politico, che ormai è sradicato dalle culture istituzionali ed è invece impiantato con basi solide nell’intreccio trasversale tra classi dirigenti.

Vincenzo De Luca ne è un valido prototipo: sin dalla sua prima elezione in ballottaggio come sindaco di Salerno ha giocato la carta del trasversalismo e degli accordi sottobanco per governare senza opposizioni. La tecnica è – nel trentennio successivo – evoluta, sino a costituire il pilastro di una strategia di governo senza opposizioni.

La democrazia a questo punto è un surrogato per le apparenze, mentre di fatto tutto si svolge dietro le quinte delle istituzioni, in un reticolo di scambi che svilisce il confronto politico a compravendita di favori personali. Quel che resta della politica è il teatrino delle frasi ad effetto, delle battute brillanti, degli ammiccamenti, del vilipendio degli antagonisti.

L’ultima testimonianza di questo schema di gioco – lo possiamo chiamare deluchismo, malattia senile del milazzismo – riguarda la Sma, sulla quale come noto sono in corso indagini. L’ex amministratore unico della Sma, Lorenzo Di Domenico, avrebbe dichiarato candidamente che la sua nomina (del tutto lecita) sarebbe stata frutto di un patto a tavolino tra il Presidente della Giunta Regionale, Vincenzo De Luca, e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luciano Passariello, in modo tale da garantire un approccio morbido dell’opposizione nei confronti del governo regionale.

Se ci pensiamo bene, si è verificato il ribaltamento del manuale Cencelli: la distribuzione del potere fuoriesce dagli ambiti della maggioranza eletta e si trasferisce nelle alchimie dei poteri personali. Insomma, questo è oggi il tessuto connettivo della politica. Affari trasversali. Tutto il resto è noia. E poi ci si stupisce che i cittadini in numero crescente non vadano nemmeno a votare. Il deluchismo ha anestetizzato la democrazia e la sta conducendo per mano verso il coma profondo.