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De Magistris e il fronte popolare senza confini

by Lucia Severino

Avete letto l’appello di ieri del sindaco De Magistris per la costruzione di un fronte popolare democratico? Forse no. Ne avrete sentito parlare sui giornali o sui social, ma dubito che lo abbiate letto nella sua interezza. Ebbene, vi consiglio di farlo. Non ha importanza quale sia la vostra posizione politica né cosa pensiate del Sindaco di Napoli e della sua amministrazione, potreste farvi un’idea più chiara di cosa bolle in pentola.

Non si tratta, infatti, solo delle elezioni europee, ma delle prossime regionali e dei nuovi equilibri a palazzo San Giacomo. Forse c’è anche dell’altro.

Vediamo un po’. Il punto centrale del programma della costituenda alleanza politico-elettorale sembra essere la piena attuazione della Costituzione contro il Sistema, le politiche liberiste, la distruzione dei beni comuni, gli sgomberi dei luoghi liberati; per l’acqua pubblica, la dignità giuridica ai luoghi dell’autogoverno, la valorizzazione delle differenze e delle autonomie senza più discriminazioni territoriali, la difesa dei territori dalle distruzioni ambientali e dalle opere pubbliche dannose. Per un’Europa dei diritti e dei popoli contro i fascismi ma anche le tecnocrazie.

A realizzarlo sono chiamate organizzazioni di base, associazioni, comitati, movimenti, militanti, amministratori che già lottano, dal basso, per tutto questo. Uniti in un fronte popolare che si proponga di governare con “competenza e coraggio” perché “i rivoluzionari a chiacchiere e i traditori sono linfa per il sistema”.

Sembra che ci siano nomi e cognomi. Certamente De Magistris parla al suo elettorato tradizionale e guarda a quanti cercano ancora una casa a sinistra del PD, ma altrettanto chiaramente si rivolge ai delusi dei 5Stelle. Ai no TAP traditi, appunto. Ai tarantini che ritrovano l’ILVA tale e quale come se avessero votato Calenda. Agli abitanti di Bagnoli senza fondi per la bonifica. Agli ambientalisti basiti davanti ai condoni edilizi a Ischia e ai roghi di rifiuti in tutta Italia. Agli antieuropeisti non sovranisti. A tutti quelli che soffrono l’alleanza con la Lega. Anche a chi nota una certa approssimazione tecnica, per dir così, nell’azione del Governo centrale e di alcune amministrazioni locali, da Torino ad Avellino passando per Roma.

Strizza l’occhio magari a Fico e ai suoi? Possibile, lo si capirà meglio nelle prossime settimane. Forse pensa direttamente a Grillo e Casaleggio, con i quali ha un vecchio rapporto e per i quali potrebbe in futuro rappresentare una risorsa. Si vedrà, intanto mette in campo una proposta politica che potrebbe portarlo in Europa, tenere in piedi la sua giunta a Napoli e metterlo utilmente in lizza per le regionali, poi, a seconda della tenuta del Governo e del risultato elettorale della prossima primavera, potrà fare le ulteriori mosse.

E’ un progetto che si avvantaggia anche del generale disorientamento delle forze politiche, almeno dalle nostre parti. Il PD latita e non si capisce se ricandiderà in Regione De Luca, il quale a sua volta si muove a prescindere dal suo partito e flirta con gli elettori di destra.

Nonostante i richiami all’unità di Caldoro, Forza Italia è completamente balcanizzata e non è chiaro che peso avrà al Sud la Lega.

I 5Stelle sono l’un contro l’altro armati e dopo il voto di oggi sul decreto sicurezza al Senato, lo saranno ancora di più. Dicono che candideranno la Ciarambino a palazzo Santa Lucia, ma resta da vedere.

In questo quadro, De Magistris si è messo le pile per tempo. Dal richiamo al Fronte Popolare del dopoguerra e ai principi della Rivoluzione Francese alla citazione sessantottina del vietato vietare, dall’invocazione al coraggio e alla follia alla ricerca della civiltà dell’amore, offre un’alternativa e una casa a più militanti ed elettori di quanti molti pensino.

di Lucia Severino

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