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Ischia. Ma è davvero un condono?

by Giulio Espero

Il primo è stato quello di Craxi nel lontano 1985, poi vennero i condoni Berlusconi 1 nel 1994 e Berlusconi 2 nel 2003. Quello del 2018 sarà ricordato come il condono targato 5Stelle?

Vediamo. Da una parte, un fiorire di anatemi ambientalisti di fronte all’ennesimo scempio legalizzato del territorio, dall’altra, le frementi speranze neanche tanto nascoste dei tanti isolani che intravedono una soluzione all’annoso problema delle abitazioni abusive ad Ischia.

Cerchiamo di capire e farci un’opinione scevra da condizionamenti ideologici. Il Decreto Legge recante “Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze” è in G.U. del 28 settembre 2018.

Prima osservazione: le disposizioni per gli eventi sismici del 2017 nel comune di Casamicciola, sono chiaramente declamate nel titolo del provvedimento e non infilate di soppiatto, come qualche malevolo commentatore aveva adombrato. Del resto, lo stesso Di Maio le aveva ampiamente preannunciate nelle sue uscite pubbliche.

Tralasciamo per un momento tutta la parte relativa alla nomina del Commissario Straordinario, lo stanziamento delle risorse, le contabilità speciali, il limite di convenienza alla ricostruzione degli immobili ecc. Andiamo al succo della questione, al famigerato art. 25 Definizione delle procedure di condono.

Leggiamolo sinteticamente insieme:

comma 1 – … i Comuni … (ovvero Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno), definiscono le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017, presentate ai sensi … (delle tre norme suddette), pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per la definizione delle istanze … trovano esclusiva applicazione le disposizioni di cui ai Capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47.

comma 2I comuni … provvedono … ad assicurare la conclusione dei procedimenti volti all’esame delle predette istanze di condono, entro sei mesi…

comma 3 Il procedimento per la concessione dei contributi di cui al presente decreto è sospeso nelle more dell’esame delle istanze di condono e la loro erogazione è subordinata all’accoglimento di dette istanze.

Sgomberiamo subito il campo. Non ci sono nuove sanatorie (o almeno, noi non le abbiamo trovate), ma si subordina la concessione del beneficio del contributo alla definizione delle pratiche di condono, di fatto inevase, presentate dal 1985 al 2003 presso i comuni interessati in base alle leggi già emanate e per il completamento delle quali, si dà un tempo massimo di sei mesi.

Bisognerà vedere, però, come effettivamente verranno applicate le disposizioni della legge del 1985 che appaiono discordanti con le pari disposizioni riportate nei condoni del 1994 e del 2003 rispetto alle quantità in termini di superficie e di volume condonabili.

Detto questo, constatato che il Commissario Straordinario non ha alcun potere in merito alla concessione di condoni, pare che si possa affermare con tutta tranquillità che la patata bollente rimane in mano a chi l’ha già posseduta in tutti questi anni, senza cavare un ragno dal buco: Comuni e Sovrintendenza ai Beni Ambientali.

Sembra, invece, che al Commissario venga data formalmente la facoltà (art. 13 comma 3) addirittura di approntare piani di delocalizzazione e trasformazione urbana. Facoltà, a dire il vero, del tutto teorica in assenza di specifiche deroghe urbanistiche, visto che nell’isola di Ischia, praticamente priva di lotti edificabili, diviene impossibile costruire legittimamente a meno di prevedere fantomatici piani di abbattimento e alleggerimento urbanistico.

Attenzione, però, a quanto viene enunciato all’art. 21 ove viene contemplata la possibilità, per lo stesso Commissario, di rilasciare contributi “…per superfici preesistenti, aumentabili esclusivamente ai fini dell’adeguamento igienico-sanitario, antincendio ed energetico, nonché dell’eliminazione delle barriere architettoniche…”

Vuoi vedere che qualche malintenzionato si sente autorizzato ad aumentare la superficie utile della propria casa danneggiata? Speriamo di no.

Altra domanda. Ma l’eventuale adombrato condono varrebbe solo per gli immobili danneggiati ricadenti nei tre comuni del decreto? E il resto delle abitazioni abusive non danneggiate? E gli altri comuni dell’isola?

Spogliandoci di ogni veste ideologica, viene da affermare che il provvedimento del governo gialloverde non è scandaloso. È deludente!

Sceglie di non scegliere, alza una cortina di fumo. Non spegne le speranze degli abusivi e non rassicura del tutto gli ambientalisti.

Il vero problema è di altra natura. Soltanto l’accennare alla parola condono, soltanto l’adombrare una possibilità seppure solo formale e remota di dilazione dei termini, in un paese come il nostro, scatenerà nella materiale definizione delle pratiche una serie infinita di eccezioni, istanze di riesame, interpretazioni pro veritate, ricorsi al TAR, richieste di sospensive.

Di fatto, tutti i procedimenti si ingolferanno e fra qualche anno ne staremo ancora a discutere. Forse i 5Stelle, magari inconsapevolmente, volevano proprio questo. Spostiamo il problema alle prossime generazioni, decidiamo di non decidere.

E allora viene il sospetto che il Presidente De Luca abbia ragione quando dichiara alla stampa che il decreto “…porterà i morti … la posizione del governo è totalmente irresponsabile per un verso e demagogica per un altro verso perché non si muoverà una foglia a Ischia in queste condizioni”.

Riferendosi non ai morti di un altro cataclisma ma ai “mortacci” che saranno invocati quando sarà chiaro a tutti che di fatto la sanatoria, come sotto sotto auspicata da tutti i proprietari di case ischitani (ambientalisti e non) non è altro che l’ennesima chimera elettorale.

di Giulio Espero

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