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E se Renzi questa volta avesse ragione?

by Gianluca Volpe
Matteo Renzi

Non era per nulla scontato, ma in una riunione fiume del Consiglio Europeo durata un’intera notte senza pause è stato trovato l’accordo per la definitiva approvazione del testo del Recovery Fund, inserito nel Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea 2021 – 2027. Alla fine, attraverso la mediazione della Cancelliera Merkel, anche Ungheria e Polonia hanno accettato il testo dell’accordo che non ha rinunciato alla clausola sullo stato di diritto (seppure con la riserva di investire la Corte di Giustizia Europea) sulla quale, soltanto qualche settimana fa, venivano minacciati veti rischiando di bloccare le ingenti risorse già stanziate per il rilancio economico degli Stati dell’Unione post pandemia.

Un fiume di soldi, quindi, circa 209 miliardi di euro, sono pronti per arrivare in Italia, che entro poche settimane dovrà presentare il Recovery Plan nel quale esporre il piano di riforme ed investimenti per rilanciare l’economia e modernizzare il sistema Paese.

E’ proprio sulle modalità per la definizione e l’attuazione del Recovery Plan, per il quale la Presidenza del Consiglio ha pensato ad una cabina di regia formata da esperti (“per non buttare soldi” cit. Conte) che si potrebbe aprire una vera e propria crisi politica nei prossimi giorni.

La voce più critica che, a Consiglio Europeo ancora in corso, ha rilasciato un’intervista alla testata spagnola “el Pais” minacciando di togliere la fiducia al Governo e paventando addirittura una nuova maggioranza, ovviamente non guidata da Giuseppe Conte, è quella di Matteo Renzi che chiede esplicitamente al Presidente del Consiglio di rinunciare all’idea della cabina di regia, a suo avviso una modalità troppo accentratrice appannaggio della presidenza stessa.

Serietà, sacrifici ed unità” è stato l’appello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che intervenendo alla cerimonia del Premio Nazionale dell’Innovazione presso la fondazione Cotec, ha sottolineato la duplice responsabilità della politica in questo momento di crisi senza precedenti. “Difendere al meglio persone e comunità e preparare una nuova stagione di sviluppo grazie al salto di qualità fatto dall’Unione Europea, per qualcuno inatteso, ma che trae origine dai suoi valori costitutivi e fondanti”.

Il Presidente del Consiglio Conte, ha dichiarato chiaramente che andrà avanti soltanto con la fiducia di tutta la maggioranza e annuncia il coinvolgimento di tutte le forze politiche, anche di opposizione, con le quali inizierà una serie di confronti sul Recovery Plan.

Le posizioni che si vanno delineando vedono Matteo Renzi (Italia Viva) per il quale Mattarella, in caso di crisi, sarebbe capace di trovare una maggioranza ancora più ampia di quella attuale. Matteo Salvini (Lega) che si dice disposto ad appoggiare un governo “serio” che porti alle elezioni (ma intanto dichiara in TV: “non commento più Renzi ormai creduto da 3 persone”). Giorgia Meloni che ha ribadito che Fratelli d’Italia non appoggerà mai un Governo con dentro PD o MS. II segretario del PD Zingaretti che dichiara che “nessuno deve chiedere marcia indietro a nessuno”. II M5S che fa quadrato intorno ad un Presidente del Consiglio che ha il merito di aver contribuito in prima persona all’attuazione del Recovery Fund in Europa. E Forza ItaliaI che continua ad avere due anime al suo interno: quella dei cosiddetti responsabili e quella dei falchi.

In uno scenario del genere, se è difficile pensare si riesca ad andare avanti con l’attuale Governo, è anche a dir poco complicato pensare ad un’alternativa all’attuale maggioranza. Considerati, però, i 209 miliardi di euro da spendere, l’attuale sistema elettorale italiano, i numeri che ci ritroviamo in Parlamento, vuoi vedere che Renzi ci ha visto bene e ci ritroveremo tra qualche mese con un nuovo governo, una maggioranza più ampia e magari un “Conte ter” con Italia Viva all’opposizione? Vedremo ed applaudiremo…

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