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Elezioni: sette battute d’antan

by Redazione

 

Da: “Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano”, di Gino & Michele e Matteo Molinari (Einaudi 1991).

  1. Il segreto del candidato politico è di sembrare stupido come chi lo ascolta, così che gli ascoltatori si sentano intelligenti come lui. (Fred Barnes)
  2. Colui che sorride quando le cose vanno male ha pensato a qualcuno cui dare la colpa. (Legge di Jones)
  3. Che paese l’Italia: mi sono distratto un attimo e non è successo niente. (Pericoli e Pirella)
  4. Roma. Un esattore dell’Enel è piombato ieri a casa di due anziani coniugi pronunciando la fatidica frase: “Fermi tutti, questa è una bolletta!” (Amurri & Verde)
  5. Noi italiani siamo così indipendenti che certe sere possiamo anche fare tardi senza chiedere ogni volta il permesso a Reagan. (Enrico Vaime)
  6. Come ha detto recentemente il presidente del Consiglio: “E’ ora che ognuno si assuma le nostre responsabilità”. (Massimo Bucchi)
  7. E disse il sindaco in campagna elettorale: “Milano è la città più europea del mondo. Neanche New York è così europea come Milano!”. (Claudio Bisio)
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