fbpx
Home Scuola Il convegno sul cyberbullismo al Fermi-Gadda

Il convegno sul cyberbullismo al Fermi-Gadda

by Redazione

Lo scorso 21 marzo, nell’aula magna dell’ITIS Fermi-Gadda si è tenuto l’interessante convegno dal titolo “bullismo, cyberbullismo e social network”, voluto e organizzato dalla professoressa Simona Mauriello. Un incontro tra studenti, insegnanti ed esperti per la prevenzione del bullismo, nel corso del quale sono stati presentati dati sul fenomeno e soluzioni per il contrasto.

Non è la prima volta che diamo conto delle iniziative del Fermi-Gadda, sempre attento, grazie all’impegno dei suoi docenti, alla realtà nella quale opera. Non a caso il dirigente scolastico, Natale Bruzzaniti, nel commentare l’evento ha auspicato che possa portare a “nuove produttive collaborazioni, non solo per pensare ad azioni di prevenzione del bullismo, ma per costruire insieme nuovi percorsi culturali che rimettano al centro la formazione delle nuove generazioni”.

Davanti a circa trecento studenti, alcuni dei quali hanno inscenato atti di bullismo, si sono succeduti gli interventi, moderati dalla prof. Mauriello, del vicequestore Iolanda Ippolito; del sostituto procuratore del Tribunale dei minori Emilia Galante Sorrentino, dell’ex procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore.

A conclusione dell’evento si è esibito il rapper Luca Blindo, che ha portato la sua testimonianza di vita vissuta nel difficile Rione Salicelle.

“Il bullismo è un fenomeno relazionale – ha dichiarato Simona Mauriello – ed è lo smartphone il principale strumento che ha trasformato il bullismo in cyberbullismo, amplificando la visibilità degli eventi e moltiplicando il numero dei casi di bullismo in rete, con tutte le negative conseguenze. Spirito di emulazione e necessità di essere super connessi in quella che è stata definita la società dei like, coinvolgono i ragazzi in un sistema di cui, spesso, perdono il controllo, non considerando che possono compiere dei veri e propri reati … Il cyberbullismo diventa una priorità per le politiche educative e rende ineludibile il dialogo tra diverse istituzioni per riconnettere le fila di una rete protettiva e responsabilizzante che prevenga o recuperi le degenerazioni di un uso scorretto di Internet.

0 comment