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Il programma di De Luca: “l’anima della Campania”

by Lucia Severino
Presidente De Luca

Ieri, 30 novembre, il Presidente De Luca ha esposto in Consiglio regionale il suo programma di governo per i prossimi cinque anni. Il suo intervento si è articolato in tre step successivi: analisi dei risultati finora raggiunti; presentazione del programma; risposta alle osservazioni svolte in aula dai Consiglieri.

I risultati. Equilibrio di bilancio al netto del debito sanitario. Raggiungimento degli obiettivi di certificazione della spesa dei fondi europei. Uscita dal commissariamento della sanità. Avviamento a soluzione dei grandi problemi infrastrutturali, a cominciare dal risanamento dell’EAC, e di un enorme programma di riqualificazione dell’ambiente. Cultura e formazione professionale. Concorso per 10.000 addetti nella Pubblica Amministrazione, di cui 3.000 saranno stabilizzati a maggio 2021.

Il programma. “Sono cinque i principali obiettivi che dobbiamo perseguire in questa Legislatura”. E cioè. 1 – Rilancio economico straordinario attraverso un piano industriale. 2 – Soluzione definitiva delle problematiche ambientali e del ciclo dei rifiuti, del ciclo delle acque; 3 – I masterplan e gli interventi per le periferie urbane. 4 – Valorizzare “l’anima della Campania” come regione di identità, valori e cultura. 5 – Sburocratizzazione e digitalizzazione.

In particolare, “sarà decisiva la partita dei fondi europei”. Perché “siamo di fronte ad una battaglia politica che vedrà la contrapposizione tra le aree meridionali e quelle del centro nord”. Tema sul quale il Presidente si è lungamente diffuso. Ma non solo. Fiscalità di vantaggio (ZES), oggi ancora al palo. 240 milioni di euro di evasione fiscale recuperati. Collegamento dell’area portuale di Napoli con gli interporti di Nola e Marcianise. Approvazione della nuova legge urbanistica. Edilizia ospedaliera, per la quale sarebbero disponibili un miliardo e trecento milioni di euro. Polo agricolo. Distretto digitale della cultura.

In conclusione, De Luca ha chiesto la collaborazione del Consiglio. “Piena apertura e disponibilità alla condivisione delle scelte”.

A questo punto, dando per scontata la stucchevole liturgia celebrativa da parte dei Consiglieri di maggioranza puntualmente verificatasi, c’era da aspettarsi un’analisi critica e magari propositiva da parte della minoranza. Tanto più che il programma esposto sembra scontare non poche genericità. Quale sia nel dettaglio il piano industriale che dovrebbe portare al rilancio economico “straordinario” non è stato detto. Come si dovrebbe arrivare alla soluzione addirittura “definitiva” delle problematiche ambientali men che meno. Per tacere della valorizzazione de “l’anima della Campania”. Invece, nessun discorso di vera prospettiva da parte delle opposizioni.

Caldoro ha sostenuto che la Campania è ultima sotto ogni aspetto e che se oggi è in zona rossa è colpa del suo Presidente. Il quale non avrebbe compiuto alcun miracolo, limitandosi a proseguire l’azione della precedente Amministrazione. Sarebbe piuttosto il caso di sostenere l’iniziativa del referendum sull’autonomia regionale proposto a suo tempo appunto da Caldoro. Già, che fine ha fatto?

Zinzi, oggi della Lega, ha dapprima invitato De Luca a chiedere scusa ai medici campani per averli oltraggiati e poi ha preso atto, alla luce del programma esposto, che abbiamo un presidente “attivabile”.

Ciarambino invece è sostanzialmente entrata in maggioranza (e non da ieri). Collaborazione ma senza inciucio. Hai visto mai che qualcuno potrebbe pensarlo?

D’altro tenore gli interventi di Annarita Patriarca (Forza Italia) e Michele Schiano di Visconti (Fratelli d’Italia) che con grande pacatezza hanno raccolto l’appello di De Luca ad una fattiva collaborazione. Senza porre condizioni o pregiudiziali, se non la richiesta di una completa e tempestiva informazione.

Quindi De Luca ha replicato, abbandonando i toni istituzionali. Dopo i ringraziamenti per Patriarca e Schiano, che fanno presagire un possibile effettivo coinvolgimento, è tornato aggressivo. “Chi non ha volontà di collaborazione stia sereno”. Zinzi “leghista di nuovo conio”. “Il Presidente è attivabile? Il Presidente è attivo. Non se n’è accorto lei ma è attivo”. “Abbiamo ereditato un disastro” e “abbiamo fatto un miracolo”. Napoli città è essenziale, con questo lanciando un messaggio in ottica prossime comunali. E via andare su questa falsariga. Ribadendo però la disponibilità alla collaborazione “perché avremo bisogno dell’aiuto di tutti”.

 

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