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Io Sono Tempesta

by Carla Lauro

Regia di Daniele Lucchetti.

Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco.

Numa Tempesta è un furbo affarista senza scrupoli, impegnato ad avviare un grosso progetto immobiliare in Kazakistan. Gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro ed abita da solo nel suo immenso e deserto hotel, pieno di stanze vuote in cui trascorre tutte le notti insonni.

Troppi fantasmi del passato disturbano la sua apparente serenità e la sua ostentata sicurezza. Numa ha soldi, potere e carisma da vendere ma, inaspettatamente, la vita gli presenta il conto. Proprio nel momento in cui sta per concludere le trattative con gli investitori in terra straniera, i suoi avvocati lo informano che, a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale, dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza.

Così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla.

Solo se la sua condotta sarà giudicata impeccabile e se riuscirà ad entrare in empatia con chi ha un vissuto tanto diverso dal suo, potrà ritornare alla sua vita di sempre, d’altra parte “è solo dall’empatia che nasce l’amore” come ribadirà l’assistente sociale del centro, incitandolo a socializzare.

Inizialmente questa condanna gli sembrerà peggiore della reclusione in carcere ma, col tempo, capirà quanto i suoi nuovi compagni di vita, abbiano da insegnargli e che i sentimenti, quelli puri, che nascono spontaneamente, non possono essere comprati.

L’incontro con i senzatetto, in particolare con Bruno, un giovane padre che frequenta il centro con suo figlio, sembrerebbe offrire al nostro protagonista l’occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia.

Ma c’è sempre il denaro di mezzo quindi come nel miglior cinema di Daniele Luchetti, bisognerà chiedersi: chi sono i buoni, se ci sono?

Fra mille sfumature di grigio, serate in piscina vagamente felliniane e comicità dell’assurdo esce fuori una tragicommedia che si snoda seguendo tappe ora improbabili ora un po’ scontate.

Senza scadere nei luoghi comuni della commedia italiana dei buoni sentimenti, il merito di “Io Sono Tempesta”, è sicuramente quello di raccontare la metamorfosi di un’umanità “altra” focalizzandosi, in particolare, sul prototipo di un peccatore impenitente e truffaldino che, forse, si redimerà.

Ottima interpretazione del poliedrico Marco Giallini, che riesce a rendere simpatico un uomo arido ed anaffettivo, con un passato irrisolto e dall’animo molto più profondo e sensibile di quanto voglia mostrare in apparenza.

di Carla Lauro

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