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La nostra Costituzione, la “più bella del mondo”.

fondata sul lavoro

by Giovanni Squame
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Foto by Senato della Repubblica

 

Grande e straordinaria la nostra Costituzione, la “più bella del mondo”. E’ stata di recente oggetto di un proditorio attacco, sventato dal popolo italiano con il netto no al referendum sulla giustizia. Grande e straordinario anche il popolo italiano, i giovani italiani che in massa hanno partecipato al voto per ribadire, ancora una volta, che la Costituzione non si tocca. Anche i nostri giovani conoscono la Storia e sanno che la nostra legge fondamentale è frutto del sacrificio dei partigiani e dello spirito antifascista che è stato costantemente alla base della sua elaborazione.

Gli italiani costituenti unirono i valori comuni al di sopra delle divergenze politico-partitiche e delle divisioni ideologiche, all’epoca molto marcate, e hanno in un grande impeto di patriottismo generato e scritto la più bella legge fondamentale di uno Stato democratico, moderno, liberale, repubblicano. E la nostra Carta ha aiutato tanti altri Stati nel mondo e dotarsi di una Costituzione aperta, moderna, inattaccabile. Gli italiani ne sono orgogliosi e la difendono, sanno che eventuali interventi di aggiornamento alle mutate condizioni di vita e ai progressi delle scienze e delle tecnologie, devono trovare il generale consenso dell’intero Parlamento.

La Costituzione è di tutti e ha sepolto un tratto indicibile della storia del paese. Un nuovo paese è nato con la Costituzione: un paese democratico, europeo, repubblicano, libero, paritario, che ha messo il lavoro al primo posto dell’agire politico (“fondata sul lavoro”, art. 1) e ha costituzionalizzato la sovranità del popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Tra i 581 membri dell’Assemblea costituente si annoverano personalità del calibro di Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Amintore Fanfani, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Nilde Jotti, Maria Federici, Angela Gotelli, Lina Merlin. I testi portano la firma di Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea e di Alcide De Gasperi, Capo del governo.

Il nostro Capo dello Stato, il Presidente Sergio Mattarella ha scritto: “La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno”. Questo straordinario ammonimento rispecchia in pieno le ancora attuali difficoltà ad un pieno dispiegamento delle tante potenzialità che la Carta esprime. Negli anni il confronto è stato duro, una parte del paese ha osteggiato l’approvazione di norme e leggi che l’applicavano. Purtuttavia, anche grazie alla Carta l’Italia è tra le nazioni una delle più ammirate ed apprezzate. Sono stati promossi organismi di garanzia e si è lavorato per rendere il cittadino artefice della propria vita con importanti servizi di supporto. Il lavoro ha acquisito una primaria dignità assicurando alle organizzazioni sindacali libertà di adunanze e poteri di tutela del lavoro e dei lavoratori. Alla ricerca è stata assicurata piena libertà, senza vincoli, anche se purtroppo con risorse non del tutto sufficienti. L’Italia è cresciuta, tra lotte sindacali, con nuove leggi per garantire pienamente le libertà personali. I cittadini hanno potuto pronunciarsi con il ricorso a quesiti referendari su temi istituzionali ed etici. L’Italia, pur con le difficoltà spesso dovute alla presenza della Chiesa come Stato sul suolo italiano e come entità religiosa molto rigida sui temi etici, è cresciuta come singoli e come collettivo, maturando la netta distinzione tra credo religioso, scelte politiche e scelte etiche.

Un grande paese che dalla sua Carta fondamentale ha tratto la forza etica, morale, civile e politica per affermare diritti personali e collettivi come forse in nessun altro paese. Non possiamo che proteggere, curare la nostra Carta ed affidarla ai giovani che hanno già dimostrato di apprezzarla e di amarla.

 

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