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La nuova legge regionale sull’architettura

by Giulio Espero

La legge regionale (19/2019) “per la promozione della qualità dell’architettura” entrerà in vigore il 26 novembre prossimo. E’ stata finalmente pubblicata sul BURC della Regione Campania n. 68 dell’11 novembre.

Alla stesura del testo, fortemente voluto dall’architetto Bruno Discepolo in qualità di assessore all’urbanistica dell’Ente regionale, hanno partecipato rappresentanti degli Ordini professionali degli architetti e degli ingegneri, dell’ANIAI, dell’IN-ARCH, dei dipartimenti di Architettura della Federico II e della Vanvitelli, nonché di Docomomo Italia, la onlus per la documentazione e la conservazione degli edifici e dei complessi urbani moderni.

Nel solco consolidato del riconoscimento del valore professionale degli architetti e degli ingegneri, il cui diritto al compenso è stato efficacemente tutelato già con l’introduzione della legge regionale 59/2018, la Regione Campania per la prima volta si dota di uno strumento legislativo di questo tipo, ove, al di là di possibili risultati pratici, “…si riconosce alla progettazione e alla realizzazione di opere di architettura contemporanea il carattere di pubblico interesse, evidenziandone il valore sociale e collettivo in quanto strumenti fondamentali per assicurare la qualità dell’ambiente di vita delle comunità e la valorizzazione delle risorse storiche, culturali, urbane, ambientali e paesaggistiche dei territori…”

Oltre l’immediata riconoscibilità universale dell’architettura storica, l’architettura “contemporanea”, nella consapevolezza del significato del ruolo che naturalmente le compete nella concreta attuazione delle politiche di governo del territorio, viene riconsiderata quale volano indispensabile nei processi di recupero e trasformazione delle città e dei territori, sostenendo il valore della centralità del progetto.

L’accento dell’interesse pubblico non è più posato esclusivamente sull’idea di fare e trasformare il paesaggio e il territorio ma, in conformità ai principi di cui all’art. 9 della Costituzione, si volge anche al come, alle modalità concrete di rigenerazione urbana che, giocoforza, deve essere sostenibile.

Una legge di principi, di belle parole e suadenti concetti, ma anche di fatti concreti, seppur embrionali. Pensiamo al riconoscimento dell’intervento pubblico quale soggetto naturalmente vocato alla qualità architettonica. Alla promozione, nell’ambito dei processi di progettazione (architettonica e urbanistica), della collaborazione istituzionale e dei processi partecipativi, anche decisionali, delle comunità locali sui problemi emergenti del proprio territorio. Al “ricorso sistematico” ai concorsi di progettazione per gli interventi di trasformazione fisica del territorio.

I concetti di promozione, partecipazione e premialità vengono costantemente ripresi. In tal senso il Titolo II della legge contempla l’istituzione da parte della Regione, di concerto con i Comuni, di un elenco di opere architettoniche di interesse culturale presenti sul territorio regionale. Nonché l’attivazione di studi e ricerche, anche con il supporto delle università, sul patrimonio architettonico moderno e contemporaneo in Campania.

Particolarmente interessante l’introduzione sia di borse di studio universitarie per giovani laureati, sia di meccanismi di premialità nell’erogazione dei contributi regionali ed europei per le Amministrazioni comunali particolarmente virtuose. Ovvero “…che hanno avviato azioni, iniziative e progetti caratterizzati dal rispetto delle leggi regionali in materia di governo del territorio, da interventi all’interno dei tessuti urbani storici, dall’espletamento di procedure concorsuali, dalla misurazione dei risultati ottenuti anche in termini di sostenibilità e innovazione…”

Si parla anche di Case dell’Architettura o Urban Center, quali luoghi pubblici “dedicati alla partecipazione informata e attiva dei cittadini e al dibattito pubblico e spazio di esposizione permanente dei processi e degli interventi in corso sia di carattere urbanistico che architettonico”.

La Casa dell’Architettura di Napoli è stata già individuata in Palazzo Penne, l’edificio gioiello del Rinascimento napoletano in piazzetta Teodoro Monticelli, di proprietà della Regione Campania per il cui restauro sono stati già individuati 12 milioni di euro.

Architettura come cultura quindi, ma anche come sviluppo e investimento economico.

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