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Le mummarelle al Plebiscito

by Giulio Espero
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Ci risiamo! Di questi tempi poi. Evidentemente, esiste uno zoccolo duro di napoletani a cui proprio non va giù che proseguano i lavori a Piazza Plebiscito per la realizzazione della Linea 6 della Metropolitana di Napoli.

Parliamo, per essere chiari, di quella lunghissima e, lasciatecelo dire, veramente penosa, querelle tra il comune di Napoli e la Soprintendenza da un lato e, addirittura, il Ministero dei beni culturali dall’altro. Querelle riguardante la sacrosanta realizzazione delle necessarie griglie di aerazione situate in corrispondenza della pavimentazione di piazza Plebiscito.

Ricorderete che i lavori, prima autorizzati dalla Soprintendenza napoletana, furono poi sospesi a seguito dell’annullamento di tale autorizzazione da parte del Mibac. Sicché la Sovrintendenza fu costretta a fare ricorso al TAR contro la decisione del suo stesso Ministero di appartenenza (caso più unico che raro).

Ricorso fortunatamente vinto, che portò alla nota del 14 giugno 2019. Con la quale l’allora Direttore Generale del Mibac, Gino Famiglietti (per quanto ricorderemo questo nome!), fu costretto, obtorto collo, ad autorizzare “…esecuzione dei lavori finalizzati a collocare la griglia di ventilazione nella nuova posizione così individuata”.

I lavori ripartirono e pensavamo che la storia fosse finita così. Da qualche giorno, invece, sulla stampa locale sono apparsi articoli sulle forti preoccupazioni per l’andamento dei lavori in merito alle condizioni del sottosuolo della piazza. La questione, lo sapete, ha sempre interessato il nostro giornale e, preoccupati, ci siamo chiesti se casomai ci fossero sfuggiti fatti rilevanti.

Cari lettori, in tutta onestà, niente di che!

Si tratta del più che prevedibile allargamento dell’area dei lavori che ora arriva oltre l’ingresso della Prefettura. Resterà così per almeno tre mesi. Come spiegato dall’assessore comunale all’Urbanistica, Carmine Piscopo, che ha aggiunto “…Tra maggio e giugno il cantiere sarà nuovamente ridimensionato e rientrerà verso la parte del colonnato dove è stato fino a pochi giorni fa”.

Pare che la cosa preoccupi molto il solito esperto di turno che teme si stia “.. andando a rompere gli equilibri delle falde e delle pressioni che sono presenti al di sotto della piazza, bisogna fermarsi con quei lavori, altrimenti si rischia grosso”. Addirittura, viene riesumata una notizia del 2009, riguardante il furto o la sparizione di un fascicolo contenente lo studio di impatto ambientale, in virtù del quale fu dato il via libera ai lavori.

Sembra che i 5Stelle, e in particolare la onorevole Di Lorenzo, vogliano vederci chiaro. La risposta che ha dato il nuovo sovrintendente La Rocca ad una loro specifica interrogazione, ove si chiariva che tutti gli studi prodotti non evidenziavano effetti negativi sul colonnato né sugli edifici circostanti e che le indagini geologiche realizzate non segnalavano la presenza di acqua nel sottosuolo alla quota interessata ai lavori, evidentemente non è bastata. La Di Lorenzo non si capacita di tale “carenza idrica” atteso che “…tanti napoletani ricordano il pozzo dell’acqua ferrata del Beverello proprio a ridosso dell’ingresso di Palazzo reale dal lato di Piazza san Ferdinando

Non abbiamo le competenze per disquisire di falde idriche sotterranee e degli effetti che la loro presenza o la loro assenza possano avere sui lavori di Piazza Plebiscito. Ma siamo abituati a fidarci degli studi geologici prodotti. Se ci dicono che non si prevedono effetti negativi, li diamo per buoni. A meno che non vengano smentiti da indagini altrettanto rigorose.

Che, evidentemente, non possono essere ridotte al “tutti si ricordano delle famose mummarelle, anfore di terracotta nelle quali l’acqua si conservava fresca”.

Purtroppo, la mamma del terrapiattista è sempre incinta.