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Le polveri sottili a S. Vitaliano.

by Giuseppe Onorati

L’Autore è il Dirigente della UOC Reti di monitoraggio di Arpac

 

Da alcuni anni ormai quando si parla di polveri sottili in Campania uno dei comuni inquinati sempre citato è San Vitaliano, piccolo paese del Nolano, con circa 6.000 abitanti ed una superficie pressoché pianeggiante di soli 5 kmq.

Ma perché proprio a San Vitaliano l’inquinamento da polveri sottili?

Procediamo con ordine, innanzitutto capiamo l’entità del fenomeno e poi cerchiamo di dare alcune indicazioni sulle cause. La situazione di inquinamento da PM10 è facile da descrivere, ci aiutano serie di numeri che non tranquillizzano. Quali numeri? Stiamo parlando delle sequenze relative agli ultimi cinque anni di due parametri chiave per valutare l’inquinamento da polveri sottili.

Il primo parametro è il numero di giorni in cui la media giornaliera della concentrazione di PM10 è superiore a 50 microgrammi metro cubo, se in un anno per più di 35 giorni si supera il limite di 50 l’inquinamento è maggiore del limite di legge.

Il secondo parametro è la media annua di concentrazione del PM10, se tale numero eccede 40 microgrammi metro cubo, ugualmente l’inquinamento è fuorilegge.

Ed ecco i numeri dal 2018 al 2021: per i giorni di superamento la sequenza è

120 115 107 111

Quindi siamo sempre molto al disopra del limite di 35 e i valori sono anche i più elevati a livello nazionale.

Per la media annua la sequenza è:

51 47 51 46

In questo caso ben al di sopra del limite di 40 microgrammi/metro cubo.

Da queste sequenze si osserva anche che non ci sono particolari tendenze né di miglioramento né di peggioramento, le fluttuazioni sembrano casuali ma in realtà sono probabilmente influenzate dai cambiamenti nelle condizioni meteorologiche. E il lockdown? I report dell’ARPAC ci mostrano che nel periodo di maggiori restrizioni, fra marzo ed aprile 2020 non ci sono state significative riduzioni di PM10 mentre le concentrazioni degli altri gas inquinanti sono nettamente diminuite. Come è possibile? La spiegazione è che durante il lockdown sono diminuite alcune tipologie di emissioni, in particolare quelle delle combustioni nel settore trasporti ma altre no: i riscaldamenti domestici sono stati probabilmente utilizzati di più, l’agricoltura non ha mai subito interruzioni, anche le attività di produzione di beni si sono solo parzialmente ridotte.

Ma come sta andando il 2022? Anche quest’anno San Vitaliano finora è la maglia nera della Campania come numero di superamenti pari a 40 giorni oltre il valore di 50 microgrammi metro cubo e quindi il limite di legge è stato superato, e anche come media annua (per adesso relativa al primo trimestre) pari a 48 microgrammi/metro cubo.

Per spiegare il fenomeno innanzitutto bisogna richiamare che, rispetto ai capoluoghi, i valori più elevati di concentrazione di PM10 sono misurati nelle aree suburbane, ad Avellino e nei Comuni compresi fra Napoli Caserta e Nola. Il fenomeno, sulla base degli approfondimenti svolti dalla Regione Campania per l’aggiornamento del piano regionale di miglioramento della qualità dell’aria, è dovuto anche, in maniera significativa, alle emissioni da biomasse per riscaldamenti domestici che incidono per oltre il 50% sulle emissioni primarie di PM10. Infatti la tipologia di riscaldamenti presente nei capoluoghi è molto diversa da quella delle aree sopra delineate, con la prevalenza dell’uso di metano, mentre negli ultimi anni nei comuni della piana ad oriente di Napoli si è riscontrato l’aumento nell’uso di stufe a pellet e camini aperti.

Non può essere sottaciuta infine la particolare morfologia della piana in cui è ubicata San Vitaliano, che si trova ad una quota media di 20 m sul livello del mare, anticamente sede di paludi poi drenate dai Regi Lagni e dal Sebeto. Da un punto di vista morfologico l’area circostante a San Vitaliano ha una forma a catino in cui i bordi sono costituiti dalle ultime propaggini dell’appennino campano, dal M.te Somma-Vesuvio, dal versante orientale dei Campi Flegrei digradante dai Camaldoli, con il centro del bacino ubicato fra Acerra e Pomigliano. Le misure meteorologiche al suolo e le simulazioni modellistiche hanno mostrato che per tale piana i venti sono in genere deboli e comunque meno intensi che nelle zone circostanti, i periodi di inversione termica sono più frequenti e più marcati, la dispersione degli inquinanti è spesso limitata. Quindi in presenza di condizioni morfologiche favorevoli al ristagno degli inquinanti in tutta la zona nolano-acerrana si osservano picchi elevati di polveri sottili, ed i valori particolarmente elevati di San Vitaliano dipendono dalla posizione depressa al centro della piana unita alla presenza del tutto prevalente di riscaldamenti a biomasse, anche in prossimità della stazione di misura.

Cosa si sta facendo per cambiare la situazione?

La Regione Campania ha approvato una legge regionale che definisce le azioni d’emergenza per fronteggiare l’inquinamento da polveri sottili e alla fine dello scorso anno ha approvato il nuovo piano regionale di miglioramento della qualità dell’aria, infine nel 2022 ha emanato la procedura operativa che fissa le azioni da intraprendere in caso di superamenti del PM10. In attuazione della procedura dopo i superamenti di San Vitaliano ed Acerra i comuni della Conca Acerrana-Nolana-Aversana hanno dovuto attivare misure di divieto di abbruciamenti e di lasciare i motori accesi a partire dal 29 marzo e fino alla fine del 2022.

L’ARPAC ha potenziato il monitoraggio sostituendo le misure giornaliere delle polveri con misure orarie, anche se non obbligatorie per legge, rendendo così disponibili al pubblico ogni ora sul sito www.arpacampania.it i dati aggiornati all’ora precedente di PM10 e PM2.5. In particolare, sul sito dell’Agenzia sono pubblicati i seguenti dati:

  • Elaborazione dati grezzi del giorno precedente, calcolo di massimi orari e medie giornaliere, pubblicati alle ore 8:30 di ogni giorno;
  • Dati grezzi “near real time” con aggregazione di 1 ora e archivio giornaliero in formato file .csv, aggiornati fino all’ora precedente la consultazione,
  • Dati validati giornalieri con aggregazione di 1 ora e archivio giornaliero in formato file .csv, aggiornati a tre giorni naturali e consecutivi precedenti la consultazione;
  • Prospetti di sintesi dati qualità dell’aria validati (cd. “bollettini”) pubblicati sul sito dell’Agenzia e inviati tramite pec a soggetti istituzionali di competenza con aggiornamento al giorno lavorativo successivo alla data di acquisizione del dato (allegati 1 e 2);
  • Relazioni e report, prospetti di sintesi dei dati monitorati con laboratori mobili, risultati di indagini analitiche di laboratorio (in accordo al D. Lgs. 155/2010)
  • indice di qualità dell’aria IQA.

Ma per ottenere realmente dei risultati ciascun cittadino deve fare la sua parte modificando gli stili di vita, ad esempio investendo nell’isolamento termico delle abitazioni, peraltro attualmente fortemente incentivato dal punto di vista fiscale, cambiare tipologia di veicolo, evitando i motori diesel, o ancora meglio cambiare modalità di trasporto evitando i veicoli privati, se dispone di aree dedicate all’agricoltura evitare gli abbruciamenti che producono polveri sottili.

Una riduzione significativa dell’inquinamento è possibile solo con la sinergia fra interventi istituzionali e individuali, a San Vitaliano ma anche nella conca nolana-acerrana ed in tutto il territorio regionale.

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