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Le Semplificazioni viste dal presidente UCSI Franco Vorro

by Flavio Cioffi
Franco Vorro su semplificazioni

Il cosiddetto Decreto Semplificazioni, approvato lo scorso 28 maggio dal Consiglio dei ministri, definisce la governance del PNRR e detta misure di snellimento delle relative procedure. L’obiettivo, evidentemente, è quello di realizzare le opere nei tempi previsti senza comprometterne la corretta esecuzione. Ma sulle imprese di costruzioni le nuove misure impattano in maniera differente, per lo più a seconda delle dimensioni aziendali. I Consorzi Stabili rappresentano uno strumento fondamentale di crescita delle PMI e si sono rivelate molto utili per limitare i danni della crisi pandemica del settore. Come valutano le nuove regole? Lo abbiamo chiesto al Presidente dell’associazione di categoria, l’Unione dei Consorzi Stabili Italiani, ingegner Franco Vorro.

Partiamo dalle novità sui subappalti, che tante polemiche hanno suscitato. Dal primo novembre non vi sono più limiti.

Si tratta di una riforma inevitabile del nostro Codice degli appalti. L’Italia, infatti, è stata più volte richiamata sull’argomento dalla Commissione Europea e la questione aveva già trovato una sua sistemazione definitiva con la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 27 novembre 2019. Ovviamente, la modifica della norma è positiva a patto che si richieda all’appaltatore principale il possesso di tutti i requisiti di gara. Solo in questo modo si avrà certezza della buona riuscita della realizzazione dell’opera. In sostanza dovrebbero rimanere i limiti di qualificazione per le cosiddette SIOS e per le categorie soggette alla normativa del Beni Culturali e, rispetto al totale dell’appalto, il limite di qualificazione per almeno il 70% dei lavori.

E’ giusto che l’appalto integrato sia l’unica forma di affidamento?

Il Piano prevede tempi di esecuzione molto stringenti. L’appalto integrato è l’unica procedura che riesce davvero a velocizzare l’iter di affidamento delle opere, perché riunisce in una sola gara le due attività di progettazione ed esecuzione.

Ma è stato corretto prevedere specifiche regole di semplificazione esclusivamente per le sette opere definite di “impatto rilevante”?

E’ fondamentale velocizzare quanto più possibile la realizzazione delle opere strategiche. Ma lo dico a chiare lettere: il modello Ponte di Genova per noi non va bene. Vanno assolutamente tutelati i principi del libero mercato dove tutti gli operatori devono poter gareggiare. Prevedere eventuali affidamenti diretti, ai soliti “big”, per poi trasformare il mercato dei lavori pubblici in un mercato di soli subappaltatori, non ci vede d’accordo e ci batteremo affinché gli appalti abbiano un taglio favorevole alla più ampia partecipazione. Diciamo no a singoli appalti da un miliardo di euro e siamo favorevoli ad appalti dai 100 ai 350 milioni.

Ne avrebbe aggiunte altre?

Credo che le opere inserite siano quelle giuste. Anche se in Campania, la mia regione, sarebbe necessario migliorare la logistica del porto di Napoli, ampliare il porto di Salerno e, soprattutto, rendere finalmente operativo l’aeroporto di Pontecagnano che ha come “obiettivo principale” quello di servire il turismo sia cilentano che della costiera amalfitana e sorrentina.

Per concludere, cambierà il ruolo dei Consorzi Stabili?

I Consorzi Stabili avranno sempre lo stesso obiettivo e lo stesso ruolo, quello di coordinare le attività delle Piccole e Medie Imprese e di accompagnarle in un percorso di crescita.

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