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L’impegno civile di Carla Fracci per l’Ambiente

by Federico L. I. Federico
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carla fracci

Avendo campato abbastanza e raggiunto l’età che apre le porte a una incipiente vecchiaia, dopo avere coltivato molti interessi, i più svariati, mi tocca ora, nella mia relativamente giovane veste di giornalista pubblicista, di scrivere la commemorazione di un mio illustre predecessore, non come giornalista, ma come presidente di una Associazione Nazionale Onlus. Oggi il termine ONLUS non si usa più, per gli effetti di un cervellotico e complesso quadro normativo dedicato al “Terzo Settore”, ma ancora è utile a fare intendere “senza scopi di lucro”, evitando giri di parole inutili.

L’associazione è L’Altritalia Ambiente, in sigla L’AIA, ed è effettivamente un’Associazione di rilevanza nazionale, nel senso che essa è riconosciuta dal Ministero per l’Ambiente con specifico decreto fin dal 1994, anno del secolo scorso, in cui essa è divenuto un organismo nazionale riconosciuto per legge.

L’AIA era una associazione nata a Napoli, qualche anno prima, per iniziativa del proprio fondatore e primo Segretario nazionale, nonché rappresentante legale, il Dirigente sindacale UIL e giornalista Armando Pannone.

Promotori e cofondatori furono l’allora giovane deputato socialista Giulio Di Donato – proiettato già con successo nelle sfere romane della galassia craxiana di Via del Corso – e il Rettore della Università Federico II, il prof. Carlo Ciliberto, uomo di sinistra democratica e matematico napoletano, che guidò l’Ateneo Federiciano per un dodicennio, dal 1981 al 1993, cioè per quattro mandati consecutivi.

L’Altritalia Ambiente era quindi una Associazione di marchio ideologico laico-socialista. Ma quelli erano gli anni delle ideologie imperanti che si inveravano e imperavano – quando non imperversavano – nei partiti e nei sindacati.

L’AIA andava ad occupare e preservare – sia pure tardivamente – gli spazi liberi “alla destra della sinistra” filocomunista. Per batterla sul piano delle libertà, come aveva preconizzato Bettino Craxi, prima di essere travolto dalle vicende drammatiche – e anche tragiche – del ciclone di Mani Pulite.

Negli anni 2000 – dopo la drammatica scomparsa di Armando Pannone – la sua sede legale fu per la prima volta spostata da Napoli a Campobasso, da dove la diresse un altro giornalista, Filippo Poleggi, addetto Stampa della Regione Molise, fino ai giorni nostri.

Negli anni, ovviamente, la Associazione ha perso i propri connotati ideologici originari, aprendosi alla intera società civile, intanto divenuta società liquida in cui, secondo Zygmunt Bauman: “il cambiamento è l’unica cosa permanente e l’incertezza è l’unica certezza.”

Ma non ha mutato il proprio impegno per un ambientalismo non urlato ma praticato.

Nel novembre 2020 scorso, in vigenza delle restrizioni anti-Covid, con Assemblea operante con collegamento audio-video da remoto – approvata dal Ministero per l’Ambiente – è stato eletto il nuovo Segretario nazionale: il giornalista Renato Narciso, napoletano di nascita, sorrentino di adozione e romano per scelta professionale.

Egli ha voluto però ancora al proprio fianco la mia persona nella funzione di Presidente nazionale, riconfermato come traghettatore in questa fase di grande rilancio de L’Altritalia Ambiente, divenuta più giovane e attiva, forte di un protocollo di intesa per la tutela delle acque interne, vergato con l’Ordine Nazionale dei Biologi del vulcanico Sen. Enzo D’Anna.

In questi ultimi giorni, in cui ha festeggiato i 35 anni di vita, L’AIA ha dovuto però listare a lutto il proprio vessillo, già sventolante per la ricorrenza felice che la colloca tra le Associazioni ambientaliste più longeve d’Italia,

Il motivo del lutto era – ed è – direttamente collegato alla scomparsa di Carla Fracci.

L’eterea prima ballerina della Scala, la inimitabile artista del balletto classico, l’étoile blanche italiana che seppe imporsi per grazia ed eleganza sui palcoscenici più prestigiosi del mondo accettò volentieri la carica di Presidente offertale, quando la Associazione muoveva i primi passi.

E Carla Fracci ha ricoperto il ruolo di primo Presidente de L’Altritalia Ambiente, dal 1995 al 2005.  Una nota della Agenzia di Stampa ADNKronos, datata 07 gennaio 1995, scovata dal neo Segretario Narciso, riporta la notizia e anche una dichiarazione della stessa Carla Fracci. Eccola: “E’ mia convinzione che occorra operare affinché il valore ‘ambiente’ divenga patrimonio culturale della Società civile. E perché ciò si realizzi occorre il coinvolgimento e l’impegno culturale di tutti i cittadini. Nessuno dunque dovrebbe sottrarsi a questo dovere civile. Personalmente ritengo di potere dare in tal senso il mio contributo a questo progetto accettando l’incarico di Presidente dell’Altritalia Ambiente.

Noi, continuando a tenere vivo il medesimo impegno, intendiamo eternizzare queste parole della nostra “étoile blanche”, senza ricorrere ad alcun “coccodrillo” preconfezionato.