Martedì 13 ottobre, negli spazi dell’Opificio Golinelli di Bologna, si inaugura Marino e le Stelle, percorso espositivo gratuito “che raccoglie gli esiti del laboratorio multidisciplinare di arte e scienza promosso da Fondazione Golinelli, a cura del duo artistico Antonello Ghezzi, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia Augusto Righi dell’Università di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Bologna, INAF – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio e INAF – Istituto di Radioastronomia”.
Le otto opere realizzate.
Empty threads: “Elisa Altomonte e Leonardo De Deo, mettono in relazione la rete che struttura l’Universo con quelle che attraversano le relazioni umane”.
Flusso: “di Alice Bomberini e Abinet Alessandro Buson Pizzardo, riflette invece sulla fluidità dello spaziotempo attraverso segni tracciati su una pellicola trasparente e trasformati dalla luce del sole, in un processo di continuo divenire”.
Chip! Chip!: “Nicola Borghi e Alessio Bongianino stabiliscono un collegamento tra dimensione terrestre e cosmica attraverso semi di girasole, movimento e suono, richiamando con il termine “chirp” il segnale associato alle onde gravitazionali prodotte dalla fusione di buchi neri”.
Camera a nebbia: “di Leonardo De Deo ed Elysée Farazmand, dove un gesto minimo e ripetuto diventa occasione per riflettere sulla possibilità di rendere percepibili fenomeni altrimenti invisibili”.
Buchi bianchi: “Leonardo De Deo e Anna Rolfi trasformano il concetto dei buchi bianchi in un trittico scultoreo e sonoro, interrogandosi sulla possibilità di trasformare luoghi privi di una funzione definita in spazi di relazione e di vita”.
Dare una bocca: “realizzato da Viviana Fardella e Francesca Riccioni, prende invece spunto dalle reti miceliali per costruire un ambiente site-specific riconfigurabile, nel quale le decisioni individuali concorrono alla costruzione di un’organizzazione collettiva”.
Dialoghi Emergenti: “di Veronica Ilari e Chiara Sette, parte dall’esplorazione di luoghi abbandonati e dalla presenza di natura, luce, acqua, animali e tempo per costruire una mappa digitale interattiva e in continua evoluzione”.
Dieci minuti di buio: “di Martina Platone, Viola Ricci e Gaia Vallese, affronta invece il tema dell’inquinamento luminoso: la luce artificiale viene utilizzata per imprimere su carta fotosensibile l’immagine della Via Lattea, evidenziando la progressiva perdita del cielo notturno nelle aree urbane”.
Le opere saranno visibili fino a domenica 22 novembre.
