Martedì 11 settembre 2001. Guardavo il telegiornale! Avevano appena preso d’assalto le due torri a New York! Eravamo sconvolti e atterriti.
A Roma c’era già da anni una delle più belle moschee moderne esistenti. Se non l’avete mai vista andate a visitarla. È uno spettacolo! L’architetto che l’ha progettata, Portoghesi, è stato uno dei più geniali e prestigiosi del secolo scorso. Qualche giorno dopo quel tragico martedì, andai al mercatino che allestivano sulla strada della moschea. C’era ogni venerdì. Si sentiva la musica, si vendevano merci tipiche speziate. Io andavo a comprare i falafel.
Quel giorno avevo un motivo in più. Un punto interrogativo inconsapevole, vago. Uno dei banchi allestiti vendeva televisori. Alcuni accesi trasmettevano… roba… per bambini. Mi fermai di botto! Trasmettevano il cartone animato degli aerei che colpivano e polverizzavano le due torri. Con musichette infantili appropriate… gli aerei disegnati con tratti rotondeggianti… nuvolette… figurette esultanti…
Rimasi paralizzata a guardare. Il cuore impazzito. La nostra meravigliosa moschea perse tutto il suo significato. Compresi confusamente che sarebbe stata altro. Un cavallo di Troia. Non ho mai più messo piede nella via della moschea. Il mercatino non esiste più.
Erano passati solo due giorni dall’attentato e già circolavano messaggi di proselitismo. Diretti a bambini che oggi avranno tra i 25 e i 35 anni. Sono stati formati a quella scuola. Cosa faranno oggi? E il processo sembra tuttora in atto. Oriana Fallaci lo aveva capito.
Riguardo la questione attuale tra Gaza e Israele ho solo pena UMANA per le vittime. TUTTE. La questione è complessa. Confusa. So bene che ci sono torti e ragioni infinite, stratificate. Non parteggio.
Il pifferaio magico continua da sempre a trascinare i creduloni nel baratro, da qualunque parte. Ogni illusione viene sfruttata come Cavallo di Troia. Troia da espugnare e distruggere è ovunque! Troia è Gaza! Troia é Israele! Troia è l’Ucraina! Troia sarà la Russia! Troia sarà l’America!
Troia. Tremo mentre penso e scrivo. Spero che i nostri figli e nipoti vengano risparmiati da questa onda di odio. Chi vuole la pace non può e non deve impietosirsi per le vittime di una parte e ignorare le vittime dell’altra parte. Chi vuole la pace non indulge all’odio. Non cerca di trasformare l’odio in giustizia.
Io voglio la pace e non voglio lo sterminio di nessuno. Voglio i diritti di una formica. Sono solo una formica.
