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Non abbassare la guardia

by Gianluca Volpe

“Esattamente 4 mesi fa sono morti in un solo giorno oltre 800 concittadini. Non possiamo e dobbiamo rimuovere tutto questo, per rispetto dei morti, dei sacrifici affrontati dai nostri concittadini, con comportamenti che oggi ci permettono di guardare con maggiore fiducia. Altrove il rifiuto o l’impossibilità di quei comportamenti ha provocato o sta provocando drammatiche conseguenze” Sergio Mattarella, alla tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale, parlando alla stampa, ha voluto sottolineare come è estremamente importante non abbassare la guardia rispetto all’epidemia da Covid 19 che ancora è presente nel nostro Paese.

Ed è proprio di questi giorni il voto in Parlamento per la proroga al 15 ottobre dello stato di emergenza chiesto dal Governo per bocca del Presidente del Consiglio Conte che nella sua esposizione alle Camere ha fatto presente come tale provvedimento sia indispensabile per poter continuare ad adottare misure appropriate per la gestione della così detta fase 2, quella in cui siamo ancora costretti a convivere con la presenza del virus.

Non sono mancate ovviamente le polemiche da parte delle opposizioni che hanno criticato la scelta del Governo come una deriva autoritaria per la quale si vuole mantenere lo stato di emergenza per avere mani libere e tenere soggiogata la popolazione. Il Premier, da parte sua, ha ribadito come lo strumento della dichiarazione di stato di emergenza è stata adottata in Italia decine di volte per situazioni anche molto meno critiche, sfidando i parlamentari di opposizione a confrontarsi anche con gli amministratori locali, ed in particolare con i Presidenti di Regione, sulla eventualità di una mancata proroga che,  improvvisamente, li lascerebbe impediti nel poter continuare l’opera di contenimento della pandemia e di gestione dell’emergenza.

In realtà, la tanto invocata unità della politica di fronte ad una situazione del tutto straordinaria è rimasta soltanto negli appelli del presidente della Repubblica e non ha mai visto, di fatto, il nostro Parlamento unito. Le diverse forze politiche, impegnate adesso, legittimamente, per l’appuntamento elettorale delle Amministrative di settembre, anche nella fase più critica della crisi sanitaria non sono state all’altezza del comportamento assolutamente diligente dei cittadini. Grazie ad essi, l’Italia è stata presa ad esempio in tutto il mondo da osservatori attenti che hanno sottolineato la gestione italiana della crisi; sia per l’operato del Governo, che si è affidato pienamente al contributo della comunità scientifica, ma soprattutto per il comportamento dei cittadini italiani ai quali solitamente non viene attribuita la qualità di essere diligenti osservatori delle regole.

Se, com’è noto, in democrazia i rappresentanti istituzionali sono la sintesi della popolazione che li elegge, ci verrebbe da dire che nel nostro Paese, qualcosa in questo meccanismo non funziona.

Ricordandoci, poi, che in realtà è un bel po’ di tempo che i nomi dei nostri onorevoli parlamentari sono scelti dalle segreterie di partito, allora, fortunatamente, i “Conte tornano”.

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