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Osservatorio sui rifiuti, un primo bilancio

by Lucia Severino

Lo scorso 19 dicembre, presso l’assessorato regionale all’ambiente, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della relazione annuale del presidente dell’Osservatorio regionale sulla gestione dei rifiuti.

Si tratta di un organismo istituito con una legge regionale del 2016. Un Ente fresco fresco al primo anno di attività in un settore fondamentale per il benessere e la sicurezza di noi tutti, della cui esistenza dubitiamo che molti cittadini siano informati.

Il suo presidente, Enzo De Luca, politico di lungo corso, già senatore e consigliere regionale, non rieletto all’ultima tornata, ha esposto lungamente obiettivi e attività svolta, tratteggiando un quadro in rapida, concreta e positiva evoluzione al quale, per la verità, non ci sembra di trovare riscontro girando per le nostre strade e le nostre campagne.

Anche la sua relazione 2017 al Consiglio regionale è particolarmente ottimistica, addirittura definendo la Campania un modello per l’Italia.

Hanno risolto il problema della terra dei fuochi senza dirci niente? Hanno smaltito tutte le ecoballe? Hanno eliminato gli sversamenti abusivi?

Niente di tutto questo. L’Osservatorio ha compiti di acquisizione ed elaborazione di dati statistici, verifica, monitora, informa, censisce, analizza, segnala, propone. È un osservatorio, appunto. In questo primo anno, sostanzialmente, si è insediato il Consiglio direttivo ed è stato elaborato un applicativo web (O.R.SO. – Osservatorio Rifiuti Sovraregionale) per la raccolta dei dati secondo il nuovo metodo di calcolo che sarà in vigore dal prossimo aprile.

Quindi l’ottimismo è di prospettiva. Ben venga comunque.

L’idea sarebbe quella di puntare sulla raccolta differenziata e quindi coinvolgere le amministrazioni locali, le associazioni ambientaliste, informare i cittadini, preparare gli studenti. Perché, come ha detto l’assessore Bonavitacola, con i commissari si possono fare i termovalorizzatori, ma per la differenziata ci vuole il consenso di tutti. Sacrosanto.

L’Osservatorio è dunque chiamato a fare la sua parte che, se funzionerà a dovere, non sarà secondaria e la farà attraverso il suo Consiglio direttivo, avvalendosi della struttura della Direzione Generale Ambiente della Regione e delle Agenzie regionali competenti in materia, nonché collaborando con qualunque struttura regionale ed Ente competente (DGR 342/16).

Cioè è una scatola vuota? Se la struttura, il personale, ce lo mette la Regione, che bisogno c’è di un organismo nuovo? Non si poteva dare il compito direttamente alla Direzione ambiente o all’ARPAC o alla SMA?

Ci sarà sicuramente una buona ragione. La politica è piena di risorse.

In ogni caso speriamo che faccia qualcosa di buono.

Differenziate gente, sul serio. Mi raccomando.

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