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Il caso Vesuvio

by Redazione

Mercoledì alle 12.30 nella sede dell’Orientale di palazzo Giusso si terrà un incontro sul tema “Politica ambientale dell’UE, biodiversità e aree protette. Il caso Vesuvio”. A promuoverlo, la cattedra di Diritto dell’Unione europea, della quale è titolare la professoressa Adele Del Guercio.

Il seminario avrà quale punto di partenza la politica dell’Unione europea in materia di ambiente, ed in particolare si soffermerà sulle zone di protezione speciale e sulla rete Natura 2000, previste rispettivamente dalle direttive “Uccelli” (79/409/CEE) e “Habitat” (92/43/CEE). Si tratta di uno dei contributi più significativi dell’UE all’obiettivo di arrestare la perdita della biodiversità entro il 2010 e ripristinare gli ambienti ecodegradati, come ribadito nella “Strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2020”, adottata dalla Commissione europea nel 2011. Alle due direttive “Uccelli” e “Habitat” l’Italia ha dato attuazione nel 1997 con modifiche e integrazioni poi nel 2003.

Dopo aver fornito un inquadramento del livello sovranazionale, verrà approfondito il “caso Vesuvio”, grazie all’intervento dei dottori Fausto Palomba e Giulia Pugliese, naturalisti e guide escursionistiche dell’associazione Vesuvio Natura da Esplorare. Nel Parco nazionale del Vesuvio, istituito nel 1995, sono infatti presenti due aree SIC (siti di interesse comunitario – “Monte Somma” e “Vesuvio”) ai sensi della direttiva “Habitat”; e un’area ZPS (zona di protezione speciale – “Vesuvio e Monte Somma”) ai sensi della direttiva “Uccelli”. Il dott. Palomba e la dott.ssa Pugliese illustreranno la normativa in materia di aree protette, la questione degli incendi dell’estate 2017 e le azioni messe in campo ordinariamente per tutelare un ecosistema ricco come quello del Parco del Vesuvio con accenni alla problematica del rischio vulcanico.

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