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Ravasi, il cardinale che non ti aspetti

by Francesca Pica
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Quando di sera fai distrattamente zapping in Tv e qualcosa ti aggancia inaspettatamente. Il programma in questione è “Chiara e forte” il nuovo one woman show con Chiara Francini andato in onda mercoledì 10 aprile in prima serata su Rai 1. Il programma è imbastito sulla vita di una euforica padrona di casa, su un gatto, una drag queen, un corpo di ballo, grandi ospiti vip con momenti di racconto e momenti di spettacolo. Ora, quando in uno show con lustrini, orchestra e balletti senti annunciare l’arrivo del cardinale Gianfranco Ravasi insieme a una valangata di ospiti, il primo pensiero è che si tratti di un imitatore. E invece era sua eminenza  in persona.

Il porporato si è accomodato sulla panchina dello studio e ha chiacchierato con Chiara Francini, lei stessa dice “potremmo sembrare così distanti – una showgirl e un monsignore – ma in fondo cosa c’è di più moderno di un uomo di chiesa che parla con una donna della vita, di provincia e di donne, in fondo tutto è iniziato con Eva”. Ravasi, uno dei cardinali più colti ed eclettici della Chiesa cattolica, racconta dell’importanza delle donne nella sua vita e di Eva nella bibbia. E proprio a proposito della bibbia arriva il pezzo forte, il cardinale afferma con disinvoltura che è chiara e fondata l’impressione che sia stata scritta da mani patriarcali, maschiliste anche, dove compaiono racconti brutali di donne violentate.

Perché la cosa stupisce? Certo anche i Vangeli, il Corano, i Veda, l’Iliade, l’Odissea e tutti i grandi codici della cultura occidentale sono stati scritti da mani patriarcali e maschiliste, ma quello che stupisce è che lo dica un cardinale. E quando Chiara Francini insiste sul ruolo delle donne, sempre in bilico tra emancipazione e cura e che, nonostante l’impegno, resteranno donne sempre e madonne mai, il porporato accoglie la provocazione e riconosce l’accusa nei confronti della chiesa di aver posto la Madonna, figura di luce abbagliante e rarefatta, come prototipo irraggiungibile di figura femminile. “Bisognerebbe -sostiene Ravasi- recuperare la Madonna dei Vangeli e confrontarci con la sua umanità”.

Interessante anche la sua definizione di provincia, soprattutto legata a una provincia ormai remota: “Persone che vivevano con semplicità e pensavano con grandezza, donne che ci hanno insegnato la differenza tra intelligenza e sapienza”.

E per un finale che non ti aspetti, ascoltiamo l’alto prelato confessare il suo debole per la musica e in particolar modo per Raffaella Carrà. “Aveva una sua presenza nello spettacolo estremamente incisiva e decisiva. I suoi armoniosi arabeschi mostravano le capacità espressive del corpo umano”. L’altra donna novecentesca ammirata dal porporato è Alda Merini, “poetessa di una classicità antica, che declamava poesie orali e riusciva a nobilitare anche la miseria in cui era costretta a vivere”.

La conduttrice ringrazia emozionata e fiera che il cardinale abbia accettato l’invito inviato via mail, nel quale spiegava lo spettacolo. Il noto teologo da molto tempo discute sulla condizione delle donne, specialmente della missione femminile nelle varie confessioni religiose, offrendo spesso spunti di riflessione e di apertura.

Insomma, forse chi conosce Ravasi da tempo non si stupisce delle sue dichiarazioni liberali e di spunti di tale apertura, ma queste cose dette in prima serata hanno un valore più “notiziabile”, non te lo aspetti, ecco.