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Ricordo di Eugenio Corti

by Mario Raffa

L’Autore è professore ordinario di Economia ed Organizzazione Aziendale (Raggruppamento di Ingegneria Economico-Gestionale) all’Università Federico II di Napoli.

Lutto nel mondo dell’innovazione per la scomparsa di Eugenio Corti, docente universitario in Telecomunicazioni all’Università degli Studi di Napoli Federico II nella prima parte della sua carriera di ricercatore, poi docente di Gestionale sempre alla Federico II e negli ultimi anni all’Università del Sannio.

Eugenio Corti, era un grande innovatore, sia nel campo delle telecomunicazioni (prima) che nel campo della gestione e dell’innovazione dei progetti (poi).

Apprezzato in campo nazionale e internazionale provava in tutti i campi in cui operava a mettere insieme la sua visione dei percorsi futuri dell’innovazione con la capacità di sperimentare questi spezzoni di futuro nel presente.

L’ho conosciuto all’inizio degli anni ‘70. Per me giovane docente divenne un amico e un caro collega (con qualche anno in più). Insieme partecipammo negli anni ‘70 alla prima fase di incubazione e di nascita dell’Ingegneria Gestionale in Italia operando nel gruppo di Napoli. Al centro della nostra attenzione vi era l’idea – che poi ebbe un grande successo – di mettere insieme e integrare i diversi saperi. Da quelli più tecnici a quelli umanistici: partendo dalle persone, dagli aspetti organizzativi a quelli gestionali e di qualità della vita nelle organizzazioni e sul territorio. Per questo alla metà degli anni ‘70 nacque una collana editoriale su “Università e territorio” dove venivano pubblicati i migliori lavori di tesi dei laureati riguardanti la nuova industria in Campania, nel Sud e in Europa, lavori sulla sicurezza del lavoro nelle fabbriche e sui servizi di supporto alle organizzazioni e alla Pubblica Amministrazione. Lavoravamo con il metodo dell’inchiesta sul campo e ogni lavoro accanto all’impostazione metodologica conteneva sempre una indagine su un tema collegato e contestualizzato ad un problema dell’organizzazione in esame. In questo senso parlavamo di “una ingegneria di metodo” capace di dare una risposta in termini di progettualità e di individuazione dei percorsi più appropriati per raggiungere l’obiettivo. Più in generale sviluppavamo un rapporto più stretto tra l’università e il mondo dell’impresa e delle organizzazioni esterne.

Ma Eugenio Corti era un innovatore seriale. E mentre io mi concentravo sul “gestionale”, anche con incarichi operativi, Eugenio si impegnò nella nascita dei primi incubatori e acceleratori d’impresa in Italia. Tra il 1993 e il 1996 è stato Presidente di CALLPARK di Cosenza. Tra il 1993 e il 1999 è nel CdA dell’APSTI. Lavorò con tanta passione e competenza che nel 1999 divenne Presidente nazionale dell’Associazione (APSTI), suo vice Gigi Gravagnuolo. Gravagnuolo nel ricordarlo in occasione della sua scomparsa parla del viaggio che fecero nel 2000 in Australia per creare dei ponti stabili su questi temi a livello mondiale.

Questa attenzione all’innovazione era connaturata alla sua persona. Infatti negli anni ‘60 aveva studiato all’MIT l’elettromagnetismo, negli anni ‘70 e inizio anni ‘80 la Gestione dell’Innovazione e del Trasferimento Tecnologico. Tra gli anni ‘80 e la metà degli anni ‘90 ha gestito pure una società privata per il trasferimento tecnologico. Tante le sue consulenze strategiche. Franco Salvatore, fondatore del CEINGE, così scrive: “ho un ricordo molto bello di Eugenio, di grande professionalità e di grande amicizia”. E aggiunge: “Eugenio Corti ha sempre dato consigli importanti al CEINGE, supportandolo nel grande successo che il CEINGE ha avuto”.

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