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Rifiuti. La parola a Bonavitacola

by Flavio Cioffi

Era parecchio tempo che inseguivo Fulvio Bonavitacola, il nostro assessore regionale all’ambiente, per chiedergli di tracciare un quadro complessivo dello stato dell’arte e dell’azione del governo regionale sulle problematiche connesse al ciclo dei rifiuti. Inutilmente. La sua è forse la delega più complessa e difficile, insieme a quella della sanità nelle mani del presidente-commissario. Così, vuoi per il vortice di impegni connessi, vuoi per valutazioni di opportunità, non mi era mai riuscito di sedermi di fronte a lui.

Neanche questa volta, in verità, ma almeno a distanza ho potuto sottoporgli alcuni temi. Di persona sarei stato più ficcante, avrei cercato magari di provocarlo un po’, ma mi è sembrato comunque interessante ed utile raccogliere il suo contributo sia pure senza contraddittorio. Del che, i nostri lettori mi scuseranno.

Emergenza e termovalorizzatori.

Affermare che in Campania siamo tornati all’emergenza e che addirittura occorrono nuovi termovalorizzatori è totalmente privo di fondamento. Prima del 2009 la raccolta differenziata era al 29,3%. Nel 2017 ha raggiunto il 52,8%, in piena media nazionale. Il programma regionale mira a raggiungere il 60% nel giro di 3 o 4 anni. Un obiettivo del tutto ragionevole. Per realizzare un termo occorre il doppio del tempo, col paradosso che andrebbe in funzione con la differenziata già al 60% e non avrebbe rifiuti da smaltire. Basterebbe l’impianto di Acerra. E chi investirebbe mai in questo scenario?

Parliamo, allora, della raccolta differenziata.

Nel 2017 la Campania ha prodotto 2.560.000 tonnellate di rifiuti e, come detto, la differenziata si è attestata al 52,8%. La parte indifferenziata viene tritovagliata dagli Stir che separano il secco dall’umido. Il secco è pari al 70%, circa 847.000t. Di queste, 720.000 sono bruciate ad Acerra e le restanti sono inviate in impianti fuori regione. L’umido, da non confondersi con quello della raccolta differenziata, non può diventare compost di qualità e viene a sua volta smaltito fuori regione.

La differenziata, oggi, produce circa 1.350.000t. delle quali più o meno la metà rifiuto organico destinato in parte ai 9 impianti esistenti (278.000t.) e in parte di nuovo fuori regione. Il programma regionale prevede un piano di sostegno, che andrà a regime nel 2019, con contributi straordinari ai Comuni in ritardo, 18 milioni solo a Napoli, che consentirà un trend di progressione della differenziata tra il 2 e il 2,5% all’anno. Quindi, l’obiettivo del 60% in 3/4 anni è davvero concreto e rappresenta il punto di equilibrio dell’intero ciclo.

Nel frattempo?

Il problema dei rifiuti, non solo in Campania, resta comunque complesso e impegnativo. In questa fase intermedia va mantenuta massima attenzione sull’attuazione del programma stabilito. Anche nelle more del raggiungimento del 60%, il sistema regge comunque, ma è esposto a fattori turbativi esterni. Nel senso che possono determinarsi ritardi nelle evacuazioni degli impianti con accumuli di rifiuti già tritovagliati o selezionati, presso gli Stir e le piattaforme, in attesa del ripristino del flusso ordinario.

Questo problema è diventato uno dei principali temi a livello nazionale, a causa della carenza di impianti idonei. Infatti, l’umido da tritovagliatura ha un basso potere calorifico per cui solo in misura molto limitata può andare a combustione. Molte delle gare espletate dalle società provinciali sono andate deserte per questo motivo. Come Regione faremo direttamente una nuova gara per evacuare l’umido accumulato, dalle 5.000 alle 10.000 tonnellate a impianto. Se anche quella dovesse andare deserta, porteremo dei correttivi alla normativa di gara. Ripeto, sono criticità che non hanno nulla a che fare con uno stato di emergenza, che significa avere rifiuti accumulati per strada.

Gli impianti di compostaggio.

Una volta raggiunto il punto di equilibrio del 60% di raccolta differenziata, stimiamo un fabbisogno di compostaggio di 740.000t. all’anno. Gli impianti esistenti coprono un fabbisogno di 278.000t. annue. Ne restano 462.000 per le quali saranno realizzati 15 nuovi impianti. L’impianto presso lo Stir di Battipaglia è stato appaltato e gli altri sono in fase di progettazione o di acquisizione dei pareri preliminari. A questi si aggiungono le 200 compostiere di continuità che stanno per essere distribuite ai Comuni che ne hanno fatto richiesta.

Le discariche.

Sempre a 60% raggiunto, la frazione organica non differenziata, derivante dalla tritovagliatura presso gli Stir, con parziale inertizzazione, sarà inferiore alle 100.000t. e sarà smaltita utilizzando le capacità residue delle discariche esistenti, Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino e San Tammaro. A queste si aggiungeranno i nuovi volumi disponibili rinvenienti dalla ricomposizione delle discariche da mettere in sicurezza. Lo smaltimento della frazione secca potrà essere assolto al 100% da Acerra e quello della frazione organica da differenziata graverà sugli impianti di compostaggio. In questo modo non ci sarà bisogno di nuove discariche.

I fermi del termovalorizzatore di Acerra.

Facciamo chiarezza su questi fermi temporanei. Ogni anno l’impianto smaltisce 720.000t. di rifiuti. Quando dovrà fermarsi completamente per un mese, cosa che avviene ogni 10 anni per la necessaria manutenzione, occorrerà individuare siti di stoccaggio provvisorio per sole 60.000t. sulle 2.560.000 prodotte in un anno. Poi ci sono i fermi semestrali programmati delle singole linee e, a fare due conti, le quantità sono ancora inferiori. E’ tutto largamente gestibile.

Ecoballe.

Quelle giacenti sono pari a 5,6 milioni di tonnellate, la gran parte a Taverna del Re, a cavallo del confine tra Giugliano e Villa Literno, dove ce ne sono 4,2 milioni. Il piano regionale prevede tre filiere distinte.

Trasporto fuori regione. Finora abbiamo affidato la rimozione di circa 881.000t. divise in 9 lotti. Ad oggi ne sono state smaltite circa 230.000, il 27%.

Impianto di produzione di combustibile solido secondario a Caivano. Sarà utilizzato un capannone già esistente presso lo Stir. Tratterà 400.000t. all’anno per 3 anni, rinnovabili per un altro triennio, per un totale di 2,4 milioni di tonnellate. La gara è in corso e l’aggiudicazione è prevista entro marzo.

Impianto per il recupero di materia riciclabile a Giugliano. Sarà realizzato ex novo in un’area già adibita a centrale Enel, oggi dismessa. Smaltirà 200.000t. annue, anche in questo caso per 3 anni più 3, quindi 1,2 milioni di tonnellate. La gara è in corso e l’aggiudicazione è prevista entro aprile.

In questo modo riusciremo a smaltire quasi 4,5 milioni di tonnellate. Se consideriamo il calo di peso delle ecoballe riscontrato, potranno essere tutte rimosse senza dover fare ulteriori gare.

di Flavio Cioffi

2 comments

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La favola dell'inceneritore buono - Partenope, XXI secolo 22 Dicembre 2018 - 11:20

[…] Cfr. per le cifre dei rifiuti campani l’intervista all’assessore regionale all’Ambiente Fulvio Bonavitacola , di Flavio Cioffi su Gente e Territorio del 6 dicembre […]

La favola dell’inceneritore buono 2 Gennaio 2019 - 12:42

[…] per le cifre dei rifiuti campani l’intervista all’assessore regionale all’Ambiente Fulvio Bonavitacola , di Flavio Cioffi su Gente e Territorio del 6 dicembre […]

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