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Riordinare per trasformare

by Pietro Spirito

 

Marie Kondo, nel suo libro “Il potere magico del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita”, Vallardi, illustra le tecniche necessarie per portare ordine nella esistenza, cominciando dalla riorganizzazione della propria casa.

Consulente domestica e direttrice del corso “Lezioni di riordino e organizzazione per signorine”, Marie Kondo (Konmari) ci conduce per mano dentro un universo che non è adatto solo alla economia domestica, ma anche ad una filosofia di vita capace di affrontare il conservatorismo del disordine.

Il riordino va affrontato, secondo Marie Kondo, tutto in una volta. Le tecniche graduali non conducono da nessuna parte. Quando si tenta di gestire il cambiamento secondo una logica gradualista ci si ritrova a girare a vuoto, e si finisce per tornare al punto di partenza, con un pugno di mosche in mano.

Facendo le cose a metà non si riesce mai a tenere la casa in ordine. Anche buttar via qualcosa ogni giorno non porta ordine, ma soltanto gran fatica continua con scarsi risultati.

Nel momento stesso in cui si inizia a riordinare, si è costretti a resettare la vita: di conseguenza questa comincerà a cambiare. Nessun approccio gradualista aiuta quando si vuole dare una netta discontinuità alla propria impostazione di vita.

Organizzare gli spazi crea l’illusione che, riponendo vestiti ed accessori negli appositi contenitori, si risolva il problema del disordine. Di conseguenza, per procedere sul sentiero sostanziale del riordino, bisogna innanzitutto liberarsi delle cose che non servono.

Riordinare non richiede complesse riclassificazioni. Le azioni fondamentali da eseguire sono due: buttare via ciò che non serve e trovare una collocazione a quello che rimane.

L’operazione del riordino deve essere affrontata una volta sola, in maniera efficace e nel più breve tempo possibile. Portare a termine il riordino in maniera definitiva trasforma completamente lo scenario che si presenta dinanzi a noi.

Sono tre gli elementi che contribuiscono al valore degli oggetti: la funzione che svolgono, le informazioni che contengono, i sentimenti che evocano. In base a questi tre parametri possono essere definiti i percorsi che consentono la selezione dei materiali indispensabile ad una operazione radicale di riordino.

I concetti che Marie Kondo applica alla riorganizzazione degli spazi domestici si possono applicare alle sfere della politica e della economia.

Il gradualismo che gira attorno ad elementi che restano identici a se stessi non serve a niente e non porta da nessuna parte. Ci vuole il coraggio della discontinuità e la determinazione nel rendere esecutivo il cambiamento.

La sistematicità richiede metodo e cambiar passo implica la capacità di condurre in porto l’operazione di riordino in tempi brevi, senza diluirla in un arco temporale lontano, tale da stemperare ogni reale volontà di cambiamento.

Tra economia domestica ed organizzazione sociale non esiste una insormontabile barriera concettuale: c’è solo da convincere un numero molto più elevato di soggetti.

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