Oggi, domenica 19 aprile, alle ore 10.00 si ritrovano a Scafati davanti all’ingresso del Parco WENNER – accanto al Palazzo Comunale – alcune associazioni e cittadini comuni, per un appuntamento ambientalista di impegno, protesta e proposta. Un appuntamento che, stando a chi ha sottoscritto il Documento come Comitato SOS SALVIAMO LA VILLA, ha lo scopo di: …segnalare alla Amministrazione Comunale problematiche relative alla tutela e conservazione della Villa Comunale, Parco WENNER e rappresentare la base per un confronto più aperto con la cittadinanza con la sua salvaguardia attraverso segnalazioni, richieste di intervento e proposte.
L’iniziativa è stata organizzata da un gruppo di Associazioni – alcune di rilievo nazionale – aventi sedi operative a Scafati, che riportiamo di seguito volentieri e per dovere di cronaca giornalistica: ANPI – sezione Bernardino Fienga; Ass. CORTOCIRCUITO; Comitato LABORATORIO VITRARE; APS HALEAKALA Armonia e Benessere; LA CASA DEL POPOLO; Gruppo AGESCI 1. Ad esse si affiancherà la presenza e il sostegno di L’ALTRITALIA AMBIENTE, Associazione Nazionale con sede a Roma ma presente e attiva da decenni a Pompei e nella Valle del Sarno, prossima a festeggiare il proprio primo quarantennio e stabilmente tra le circa Ottanta Associazioni Nazionali ambientaliste del Terzo Settore riconosciute dal Ministero competente, una volta MISE oggi MIMIT.
Il Parco Comunale WENNER di Scafati ha radici storiche ottocentesche prestigiose, legate alla nascente industria tessile e alle colorazioni vegetali dei tessuti, attività che erano garantite, in epoca paleoindustriale, dalla feracità versatile dei suoli agricoli bagnati dal Fiume Sarno e dalla presenza in zona di industriose famiglie – prevalentemente di origine svizzera – che si erano insediate a Napoli, già con la nascente industria turistica e alberghiera, grazie ai buoni rapporti con il Regno delle Due Sicilie.
Il Parco nacque dall’acquisizione di terreni agricoli effettuata nella prima metà dell’Ottocento dal Maestro tintore svizzero Giovanni Giacomo Meyer, originario delle sponde del lago di Zurigo, giunto a scafati nel 1824 per impiantarvi una tintoria di “Rosso di Adrianopoli” che si ricavava dalle radici della robbia, il cui nome scientifico è Rubia tinctoria.
La piantumazione arborea del Parco venne poi realizzata su un preesistente frutteto dall’industriale Freitag, che vi costruì accanto un grande opificio per la tessitura, che ha contribuito alla nascita delle Manifatture Cotoniere Meridionali e – più tardi – fu trasformato in uno stabilimento conserviero sull’onda della trasformazione della economia agricola della Valle del Sarno, un fiume che fu una risorsa per millenni, diventato un problema di devastazione ambientale nel dopoguerra, a partire dagli anni cinquanta del Novecento.
Foto FAI
La famiglia Wenner, che ebbe in seguito in possesso il parco portandolo a livelli botanici di grande prestigio con piantumazioni di essenze rare per l’epoca, lo vendette al Comune di Scafati nel 1933, insieme all’edificio residenziale prestigioso, che fu adibito a sede municipale, cinque anni dopo la istituzione nel 1928 del Comune di Pompei, il cui territorio fu formato con la annessione di porzioni di territorio di quattro diversi comuni limitrofi, ma principalmente inglobando la frazione scafatese di Valle di Pompei, località periferica del centro urbano storico di Scafati.
Nel Parco poi furono costruite anche delle “rovine romantiche” e alcune vasche per ospitare le anatre numerose – provenienti dalle acque pulite del contiguo fiume Sarno – e anche un gabbione voliera, poco lontano da una gabbia che ospitava una scimmia e alcuni pavoni dalla ruota cangiante. Infine, varie serre di design originale mitteleuropeo punteggiarono il Parco nei decenni.
Foto FAI
Negli anni Settanta del Novecento il Parco WENNER, già in declino, ha subito una serie di interventi antropici estranianti e irrispettosi della qualità del suo impianto da “Giardino Romantico” di gusto anglosassone. Il Parco WENNER rappresenta, non solo a livello locale, un patrimonio botanico e ambientale unico, sia per l’estensione di circa 27.000 mq, sia per la bellezza, lo sviluppo e la rarità delle essenze verdi che ospita, in un territorio costellato di Villae pompeiane, contiguo alla Buffer Zone UNESCO della Grande Pompei, di cui Scafati fa parte. Vale la pena di ricordarlo.
Il sito monumentale arboreo del Parco WENNER, però, oggi versa in uno stato di degrado totale, causato da mancata manutenzione e dalla realizzazione di interventi incompatibili con la qualità ambientale del Sito, che stanno vanificando gli effetti di un precedente “restauro ambientale” che – all’alba degli anni 2000 – fu ispirato e controllato dalla Soprintendenza competente.
