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“Sono orgoglioso di aver comandato uomini come voi”

L’Autore è stato Capo di Stato Maggiore della Marina e Capo di Stato Maggiore della Difesa.

La recente decisione della Corte Suprema Indiana chiude finalmente il caso dei nostri due fucilieri di Marina, anche a seguito della sentenza del Tribunale Arbitrale Internazionale che aveva dato nella sostanza piena ragione all’Italia in merito alla evidente immunità dei due Sottufficiali per troppo tempo illegalmente trattenuti in India. Illegalmente dico perché erano militari in servizio di Stato e hanno agito nel rispetto delle regole di ingaggio in vigore, né vi era né a tutt’oggi vi è alcun elemento che determini la loro responsabilità nella morte dei due pescatori del Kerala. In quei mari da tempo è in corso una guerra tra diverse flotte pescherecce senza esclusione di colpi. Un pensiero commosso ai due pescatori indiani caduti in circostanze che forse nessuno riuscirà ad appurare e alle loro famiglie. Loro sono le vittime innocenti del progressivo deteriorarsi della sicurezza marittima in quelle aree e non solo per effetto della pirateria. Famiglie da anni colpite da una sofferenza che nessun risarcimento potrà lenire.

Ma chi risarcirà i nostri due Fucilieri e le loro famiglie per i lunghi anni e le angosce dell’illegale trattenimento in India?

Ma oggi non è il momento di recriminare, oggi desidero soltanto ringraziare i nostri due Sottufficiali della Brigata Marina San Marco per lo straordinario spirito di servizio dimostrato in questi lunghi anni. Spirito di servizio significa dedizione, compostezza, dignità, disciplina, riservatezza, forza d’animo e coraggio.

Tutte queste qualità loro le hanno dimostrate in ogni occasione, da quando la Guardia Costiera Indiana ha svelato il suo machiavellico inganno fino ad oggi, e anche nei momenti più cupi e disperati quando hanno dovuto, per la seconda volta, ritornare in India dopo che il nostro Governo aveva formalmente dichiarato che non sarebbero ritornati.

Anche in quella occasione, con disciplina ed onore, da veri Marinai, Massimiliano e Salvatore hanno obbedito senza esitare nonostante molti li incitassero a ribellarsi e in quel momento, sono certo, sarebbero balzati all’onore delle cronache come eroi dell’immaginario collettivo.

Dunque, grazie Massimiliano, grazie Salvatore e grazie alle vostre famiglie, ai vostri cari, che con la stessa dignità e con la stessa disciplina hanno seguito il vostro calvario. Nei miei ultimi incarichi di servizio, prima da Comandante della Squadra Navale, poi da Capo di Stato Maggiore della Marina e infine da Capo di Stato Maggiore della Difesa la vostra vicenda è sempre stata la mia prima priorità e la mia prima preoccupazione e voi l’avete capito, avete avuto fiducia e avete ricambiato l’affetto.

Per il vostro comportamento vi ho insigniti, in India, della medaglia d’onore dello Stato Maggiore della Difesa, l’unica onorificenza che potevo autonomamente concedervi, nessun altro riconoscimento ufficiale, tutti ben defilati…

Avete sopportato a testa alta umiliazioni e sofferenze per i vostri familiari e anche grandi angosce quando siete stati colpiti nel fisico … un Ictus e la Dengue, ma voi siete Leoni, siete Marinai, siete uomini del Sud capaci di superare con dignità e umiltà ogni prova e ogni difficoltà.

Sono orgoglioso di aver comandato uomini come voi. Con l’affetto di sempre.

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