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Tanti motivi per amare New York

by Alessandro Cardente
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L’Autore, opinionista, è leader del movimento “Ecodigital – Qualità Urbana”.

New York è una metropoli piena di contraddizioni, diseguaglianze e di eccessi. E li evidenzia tutti senza timore. Ha la capacità di aggregare, ma allo stesso tempo, può farti sentire solo; in questa città molto spesso ci si passa accanto ma senza incontrarsi mai, però incredibilmente, sa tenere tutti insieme, legati da un modello di convivenza quasi unico nel suo genere.

Sono tornato esattamente dopo due anni. L’ultima mia presenza a New York è stata a novembre 2019, poche settimane prima che venisse ufficializzato l’inizio della pandemia. Nonostante la situazione sia ancora molto instabile e i vaccinati negli Stati Uniti appena sopra il 55% della popolazione, ho ritrovato quel fiero protagonismo e quell’instancabile propositività newyorchese quasi invariata.

 

Il mondo sembra essere tornato a passeggiare nelle Streets e sulle Avenues in quell’affollato e stupefacente via vai di variegata presenza umana, che si amalgama in se stessa.

La Grande Mela, o meglio The Big Apple, non è perfetta, anzi, tutt’altro!

Non potrebbe mai esserlo; non sarebbe più così attraente e affascinante. Non potrà mai avere infatti il rigore metodico e adagiato di Berlino; la prosopopea o il romanticismo di Parigi, il savoir-faire di Londra.

 

 

 

 

NY è libera di essere ogni giorno ciò che vuole e ciò che decide di essere. Interpreta se stessa e il nostro presente! Libera di cambiare con rapidità e solo chi dimostra di essere adeguato a tenere il suo passo, può sopravvivere a questa vertiginosa e prepotente velocità.

Ma osando, pur essendo diverse nella loro geografia e nella storia, un filo sottile unisce New York alla città apparentemente più impensabile al confronto: Roma.

 

New York City e Roma, le due protagoniste monumentali più imponenti al mondo.

La prima rappresenta l’attualità e, probabilmente, continuerà a rappresentare anche il nostro futuro, con le sue colossali e spettacolari architetture urbane ed esposizioni d’avanguardia. La seconda rappresenta ovviamente “l’eterno” passato, glorioso, attraverso il genio architettonico, urbano e artistico del tempo.

Ma sia i romani prima, che i newyorchesi poi, hanno saputo osare grazie al l’ambizione e al desiderio di opulenza e di grandezza! Forse per questi motivi sia i newyorchesi che i romani sono per stereotipo definiti scortesi, cinici e vanitosi.

 

 

Infatti il resto della popolazione dei due paesi continua a propagandare tale immagine, con la tentazione di oscurarne invece, l’innegabile fascino che le conferisce metropoli uniche sul pianeta. Molto simili per la presenza di innumerevoli musei, ristoranti, vivacità, confusione e vita più nelle strade che nelle case.

Ma proprio questa vitalità è questa predisposizione alle convivenze e all’ospitalità turistica, le rendono simili anche sull’argomento rifiuti e degrado.

Mai viste le strade di New York City tanto sporche come lo sono oggi. Mai viste tante auto bloccate in giganteschi ingorghi sulla Fifth o sulla Madison Avenue. Ma soprattutto, mai sentito prima, il fastidioso e continuo inquinamento acustico generato dall’impaziente “affondo” dei clacson.

 

 

Ma New York è talmente amata dai suoi abitanti che, a differenza di Roma, le perdonano tutto, anzi la proteggono sistematicamente giustificandone sempre i lati peggiori ed esaltandone i migliori. In entrambe le città la questione politica e sociale è rilevante e molto sentita. E l’orientamento politico progressista predomina e le accomuna.

Il sindaco Italo americano Bill De Blasio ha comunque fallito, e chi vive in questo luogo ricco di fermento e di opportunità, idealmente, non ha tempo di polemizzare contro l’istituzione della propria città. Ormai la speranza riposta è nel neosindaco: Eric Adams, secondo afroamericano della storia, dopo ben quattro primi cittadini di origini italiane.

Questo è lo spirito dei newyorchesi… andare avanti con romantico e vivace fatalismo.

New York però, è sostenuta da un modello politico e culturale inconfrontabile. A Manhattan non esiste la staticità e l’immobilismo delle istituzioni e di tutto quel tessuto sociale attivo e propositivo.

 

È inimmaginabile l’assenza di un nuovo grattacielo o della sua trasformazione come avvenuta nell’ultimo anno presso il Vanderbilt building con l’apertura dell’ennesimo osservatorio, ma questa volta di cristallo, del Sunset. Ma avviene per un Locale, per una Palestra, per un Hotel o per un semplice Store, purché sia speciale; purché si distingua dall’esistente con un primato.

Tutto diventa mediatico, evento internazionale. Tutto si trasforma, si plasma si riqualifica nei fatti!

 

 

 

 

NY si reinventa giorno per giorno, ora per ora. È componibile e scomponibile al bisogno. Dagli shows organizzati dalle radio o dalle TV in strada a Broadway, ai set cinematografici da tutto il mondo. La moda la musica, ma anche la politica. La vera capitale degli Stati Uniti.

Nulla non passa per questa città. Uno stato nello stato. Un mondo nel mondo.

 

 

New York è dura e furba, capace di manipolare anche una semplice accensione delle luci di un albero di Natale, convincendo milioni di persone a trasferirsi da ogni luogo del pianeta per essere presenti, in mondovisione, al Countdown per un semplice click…!

Questa città non regala nulla, sotto tutti i punti di vista, ma nasconde e dedica, solo ad alcuni, degli squarci unici di sé stessa. La sua bellezza più grande la offre a chi sarà capace senza timore di sfidarla. Non esiste pregiudizio per nessuno, per chi sa sognare, per chi impara a fare, per chi vuole fare e farà.

Questa è la Grande Mela, o meglio, The Big Apple!