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1° Salone del libro Città di Portici

by Piera De Prosperis

 

Voglia di libri, ma soprattutto voglia di condividere esperienze e di stare a contatto di gomito con altri lettori. E il Salone del libro di Torino conferma questa tendenza. L’edizione numero 34 ha fatto registrare un numero di presenze davvero notevole. Ospiti di rilievo, un Salone Village per l’intrattenimento, il tempo estivo, hanno favorito l’evento.  Una importante vetrina che dimostra come l’oggetto libro goda di ottima salute nonostante tutte le cassandre circa il suo futuro. Del resto, l’e-book non ha sostituito il cartaceo ma lo ha affiancato.

Se il Salone del libro di Torino è la kermesse più importante e nota dell’editoria nazionale, fioriscono iniziative locali con altrettanto successo. Per esempio a Portici si è svolto dal 13 al 15 maggio il 1° Salone del libro Città di Portici, nella Reggia borbonica, organizzato dal Liceo Quinto Orazio Flacco in collaborazione con il Comune e il Dipartimento di Agraria della Federico II. Stand delle più o meno note case editrici campane, incontri con gli autori, laboratori e tanto altro. La location suggestiva, gli spazi aperti del parco sono stati pensati proprio perché il ricordo di questa nuova esperienza fosse indelebile. La forte territorialità ha reso la fiera un evento in cui si è rafforzato il senso di appartenenza.

In particolare mi piace sottolineare che proprio i ragazzi con i loro insegnanti hanno rappresentato la spina dorsale dell’evento. Coinvolgerli in manifestazioni così impegnative non può che renderli responsabili ed aumentare la loro autostima. Senza contare la centralità dell’oggetto libro che, oggi, tanto deve lottare contro ogni altra forma di comunicazione digitale che cerca di metterlo in secondo piano nei gusti dei giovani. Mi sembra perfetta la frase di Tabucchi: La letteratura può essere il mezzo per caricare di senso una cosa di per sé insensata come l’esistenza. Se a letteratura sostituiamo la parola lettura il valore della frase non cambia di molto. Ben vengano, quindi, queste iniziative che creano un percorso virtuoso libro-lettore.

Voglio ora condividere un’esperienza personale. Negli stand della Reggia i librai proponevano offerte vantaggiose: due libri a 9,90 euro. Di qualunque genere, formato, autore.  Ho comprato la Boutique del mistero di Dino Buzzati, autore che conoscevo per Il deserto dei tartari e qualche racconto nelle antologie scolastiche per esempio Il Colombre. E’ stata una scoperta, pur essendo una lettrice smaliziata, ho trovato delle riflessioni ironiche e delle acute osservazioni sotto forma di narrazione metafisica davvero sorprendenti. Ve lo consiglio. In particolare in questi tempi brutali vale la pena leggere un racconto, La canzone di guerra in cui la denuncia dell’inutilità e della falsa superbia del vincitore passa attraverso la triste canzone che i soldati, pur vittoriosi, cantano in accompagnamento al loro passo di marcia trionfale su paesi e città distrutti. E siamo nel 1968. Eppure l’attualità del testo è forte tanto più perché il linguaggio adottato è quello della comunicazione quotidiana, nulla di artificioso.

A me la Fiera del libro è servita.

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