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Infrastrutture materiali e immateriali. Per un futuro di sviluppo della coesione e della competitività del Mezzogiorno

by Vito Grassi

Pubblichiamo di seguito un estratto della relazione del Presidente di Confindustria Napoli e Campania, Vito Grassi, all’assemblea pubblica tenutasi il 4 giugno al Centro Congressi della Mostra d’Oltremare.

Nel quadro generale, italiano e meridionale, ci sono importanti opportunità ma anche rilevanti criticità. Il Prodotto interno lordo, fatto 100 il 2008, non raggiunge ancora quota 95 (Rapporto Ocse sull’Italia aprile 2019). Il Nord ha recuperato i suoi livelli produttivi. E’ il Mezzogiorno purtroppo a fare la differenza. … Tra il Mezzogiorno e il resto del Paese continua a esserci un enorme divario … Il prodotto pro capite del Sud è poco più del 56% di quello del Centro-Nord. Il tasso di disoccupazione al Mezzogiorno nel 2018 ha raggiunto il 18,4%, quasi tre volte quello del Nord (6,6%) e il doppio di quello del Centro (9,4%).

In questo scenario, ha una sua logica puntare a contenere tensioni e disagi con misure di sostegno sociale e strumenti che recuperino fiducia e senso dello Stato. Tali strumenti sono necessari, ma vanno tenuti distinti dalle politiche di sviluppo, che vanno però adottate con la stessa urgenza … Bisogna partire dal basso, soprattutto attraverso un nuovo patto per il lavoro tra organizzazioni sindacali e imprese, una convinta ripresa del dialogo sociale, un clima di collaborazione e focus sugli obiettivi, in linea con quanto impostato con il patto della fabbrica proposto da Confindustria.

La questione dello sviluppo del Meridione è spesso anche questione sociale e di ordine pubblico. … La strada maestra per sconfiggere la criminalità è costituita dalla crescita economica.

Infrastrutturare il territorio, da Nord a Sud, senza penalizzare chi è rimasto indietro, significa mettere tutti nelle stesse condizioni di competere. … Servono infrastrutture ma anche standard adeguati di strutture e servizi pubblici. E’ per questo, non per pregiudizio ideologico, che abbiamo chiesto, e in parte ottenuto, di aprire un’ampia discussione sulla proposta di alcune Regioni del Nord di rafforzare i loro livelli di autonomia … Per questo è necessario definire contestualmente livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere assicurati su tutto il territorio nazionale … Il progetto di autonomia finora avanzato, per le modalità con cui è stato prospettato, ha indotto un ex presidente della Corte Costituzionale a dichiarare: “Così com’è, sarebbe un golpe!”…

Crescita dell’internazionalizzazione

… Si tratta di un fenomeno che ha permesso di contenere l’impatto della lunga recessione, caratterizzata anche dalla crisi della domanda interna. Un fenomeno che va supportato, per far sì che il Paese conosca una nuova stagione di sviluppo. A tal fine, siamo convinti della necessità di un’ampia diffusione della cultura d’impresa e della responsabilità sociale. Ed un ruolo primario, tra i progetti di cultura finanziaria, è certamente svolto dall’iniziativa Elite, portata avanti da Confindustria e Borsa Italiana. Un progetto che, in pochissimo tempo, si è trasformato in un vero e proprio strumento di mercato. Come dimostra l’esperienza di Elite Leonardo Lounge, anche con la partnership di Cassa Depositi e Prestiti e Confindustria, con l’obiettivo della crescita e della solidità finanziaria delle filiere di aerospazio e difesa…

Un investimento per il Paese

Il Paese deve ritrovare adeguati livelli di competitività. Le infrastrutture costituiscono uno dei principali presupposti per centrare l’obiettivo. Servono reti e connessioni materiali e immateriali, che colleghino le città nel Mezzogiorno, e con il resto del Paese e dell’Europa. Piattaforme tecnologiche per consentire lo sviluppo dei traffici e del business su scala globale.

…in Italia sono in programma interventi in infrastrutture per i prossimi dieci anni pari a 172 miliardi di euro, di cui 113 già disponibili. Di quei 172 miliardi, quasi 58 e mezzo sono indirizzati al Mezzogiorno. Se l’importo destinato al Sud fosse ripartito per ciascuno dei dieci anni, il Pil annuo meridionale crescerebbe di 2 punti e mezzo, con la creazione di 125 mila posti di lavoro ogni anno … Finora non è stato così, ma va tenuto conto, come più volte denunciato, della farraginosità delle procedure imposte dall’attuale assetto normativo, e della conseguente insostenibile lentezza con cui procedono le opere pubbliche, dalla fase di progetto al collaudo finale. Tempi più volte denunciati, ma su cui non si registra nessun miglioramento, anzi…

La realtà è che, pur con vincoli e rigidità, i fondi europei sono da troppi anni la fonte di gran parte dell’investimento pubblico nel Mezzogiorno. Lo Stato è così venuto meno al rispetto del principio dell’addizionalità di tali risorse, utilizzate come sostitutive dell’intervento ordinario anziché finalizzate al recupero del divario strutturale economico e sociale.

…Ma vanno anche rimossi gli ostacoli che ancora si frappongono alla realizzazione di investimenti di interesse pubblico effettuati da grandi fondi internazionali, in una logica di partenariato pubblico-privato e di attuazione reale della normativa già esistente!

…Infrastrutture da realizzare ma anche da gestire in una logica di sistema. Due esempi positivi. Abbiamo a suo tempo caldeggiato la riforma della governance portuale. I primi innegabili risultati sono evidenti negli interventi di ammodernamento e ampliamento degli scali portati avanti dall’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale. La gestione manageriale efficiente dell’Aeroporto di Capodichino ha favorito incrementi a due cifre dei traffici passeggeri e merci. Tanto da spingere verso la realizzazione di un vero e proprio sistema aeroportuale campano, con l’integrazione dello scalo di Salerno Pontecagnano.

Mediterraneo e Mezzogiorno

Il Mezzogiorno deve ripartire da nuove alleanze valoriali che sappiano fortificare e promuovere le connessioni che già esistono, rendendo visibili e sempre più efficaci i legami sull’asse nord-sud del paese.  … L’investimento infrastrutturale va inquadrato in una logica di sistema, non può prescindere dalla prospettiva di quello che dovrà essere un territorio. Dobbiamo avere visione, darci obiettivi ambiziosi. Riflettere sul ruolo del Mezzogiorno in uno scenario globale significa inevitabilmente rilanciarne la vocazione mediterranea … Le Zone economiche speciali, sulla carta, rappresentano una straordinaria potenzialità in questa direzione. Ma bisogna che finalmente diventino operative …Dobbiamo promuovere politiche di cooperazione e sviluppo per l’area

Mediterranea…

Una capitale dell’innovazione

Le prospettive delle grandi aree metropolitane sono spesso legate a processi di rigenerazione urbana. Napoli sta vivendo un momento importante per il suo prossimo futuro. Vi sono enormi potenzialità di investimento privato attivabili a est e a ovest della città, dall’area flegrea a quella dei giacimenti archeologici e delle zone contigue vesuviane … E, in questo ambito, il partenariato pubblico privato può assumere un ruolo particolarmente significativo … non si può non segnalare che la rigenerazione di Bagnoli non riesce ancora a decollare, gli sforzi finora prodotti non sono bastati! Mentre nell’area orientale la realizzazione del Polo universitario promosso dall’Università Federico II sta rivitalizzando il territorio … E, in questo momento storico, proprio facendo leva sul Polo di San Giovanni, esperienza d’eccellenza ampiamente riconosciuta a livello non solo europeo, Napoli si candida a diventare una capitale mondiale dell’innovazione, della creatività e della digitalizzazione … Apple, Cisco, Deloitte Academy, Tim Wcap Napoli, Fs Mobility Academy,

Innovation Center di Intesa Sanpaolo, Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, l’Incubatore Campania New Steel … Ma, lo Stato, inteso come Istituzioni centrali e locali ed Enti a vario titolo preposti, deve fare la sua parte … altrimenti sarà impossibile utilizzare al meglio cloud, big data e altre tecnologie 4.0.

…Costituendo, come anticipato, il Campania Digital Innovation Hub, che ha la funzione fondamentale di trasferimento di know how tra mondo della ricerca, top player aziendali e pmi, e affidando la Presidenza a uno scienziato di fama internazionale come Luigi Nicolais. La sinergia tra sistemi territoriali regionali (Campania e Puglia), tra le principali strutture universitarie e alcune delle più significative imprese e realtà industriali delle due regioni, accompagnate dal sistema confindustriale, si è tradotta nella realizzazione di un Competence Center, che darà vita a un

partenariato pubblico/privato con grandi aspettative di ricaduta positiva sui nostri territori, non solo formative.

… L’immagine di Napoli, negli ultimi anni, è migliorata su scala internazionale, riuscendo ad attrarre eventi importanti come le prossime Universiadi, su cui registriamo oggi una piena coesione tra tutte le parti sociali e le istituzioni regionali e comunali, uniti nello Sport: dimensione etica nella quale l’intera società si riconosce…

Ma la sfida si vince se, al di là di singoli eventi, cresce la competitività di un sistema territoriale. Il mancato decollo delle infrastrutture e dei servizi, materiali e immateriali, è stata una delle cause prioritarie del declino di Napoli, del Sud, di buona parte del Paese. Il loro rilancio sarà il trampolino per una nuova stagione di sviluppo. Ne siamo convinti. E a tal fine, senza tregua, continueremo ad impegnarci!

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