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Chi ha paura della Flotilla? L’incontro a Ponticelli con Arturo Scotto

“Diario di bordo per una nuova rotta”

by Piera De Prosperis
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“Perché una potenza militare come Israele ha paura di una quarantina di barche a vela che navigano pacificamente?” Se lo chiede Arturo Scotto nel libro “FLOTILLA IN VIAGGIO PER GAZA Diario di bordo per una nuova rotta” (Giunti 2026) che è stato presentato sabato 13 giugno nel parco della Villa romana di Caius Olius Ampliatus a Ponticelli. Dopo i saluti di Sandro Fucito, Presidente Municipalità 6 di Napoli, e Roberto D’Avascio, Presidente Arci Movie, l’autore ha dialogato con Imma Colonna, Vicepresidente Arci Movie, ⁠Carlo Puca, Assessore alla Partecipazione e all’Immagine del Comune di Napoli e ⁠Aldo Cennamo, già Parlamentare della Repubblica.

In un assolato pomeriggio in cui sembrava difficile che un tale invito potesse concretizzarsi in una folta presenza di ascoltatori, la realtà ha superato la più rosea ipotesi. Pubblico interessato, partecipe, commosso per quanto veniva descritto da chi realmente ha preso parte ad un gesto concreto di aiuto e solidarietà. Imma Colonna nella sua presentazione del libro ha saputo delineare i confini letterari entro cui si muove il testo: diario di bordo dei giorni trascorsi sulla Flotilla a partire dal Ferragosto 2025. Quando una telefonata di Stefano Rebora, presidente di Music For Peace, una ong che da anni opera nei tragici teatri di guerra, lo invita a far parte di questa azione umanitaria. “Ci serve un parlamentare per la missione della flotilla (…) che possa mantenere i rapporti istituzionali quando la situazione si farà difficile (…) uno di cui ci fidiamo”. E Arturo Scotto fa quel passo in avanti, quel passo in più come nella vita capita di fare a ciascuno di noi, un passo in avanti inaspettato ma che in un particolare momento della nostra esistenza sentiamo che è necessario e quasi ineluttabile compiere. Il momento era quello, sebbene il viaggio con tutte le sue difficoltà, non sembrasse alla sua portata.

Comincia così una narrazione che Imma Colonna non ha esitato a chiamare letteratura nel senso più profondo della parola. Non solo un diario di bordo, non solo un modo per fermare sulla carta i momenti che hanno caratterizzato la vicenda ma vera letteratura, in cui l’autore riesce a creare un rapporto solidale con gli altri, con i lettori.

Si concretizza nel testo quello che Calvino diceva della letteratura. In ogni poesia vera esiste un midollo di leone, un nutrimento per una morale rigorosa, per una padronanza della storia. Il rigore di linguaggio, il rifiuto d’ogni compiacenza romantica, il senso della realtà scontata e difficile, la non adesione alle apparenze più vistose, l’avara presenza del bello e del bene, questo è il midollo di leone. (Italo Calvino, Una pietra sopra. Discorsi di letteratura e società 2002). Non a caso nel titolo l’autore implicitamente suggerisce questa lettura, diario di bordo per una nuova rotta a cui siamo tutti chiamati a partecipare e condividere.

Il caso poi ha voluto che la Karma, la nave della Global Sumud Flotilla su cui Scotto ha scelto di imbarcarsi fosse quella dell’Arci, messa a disposizione della Flotilla anche se abitualmente fa altro. Non sto a dirvi che tutti i presenti si sono sentiti orgogliosi di questo evento quasi che ognuno di noi avesse messo a disposizione la propria imbarcazione!

Gli interventi di Puca e di Cennamo hanno sottolineato la straordinarietà del libro, che non è un esercizio di stile, come l’utopia che accompagna la Flotilla sia la sua forza.

Infine Scotto, che ha segnalato alcuni passaggi della sua esperienza a partire dalle accuse iniziali che hanno accompagnato i partecipanti alla missione: crocieristi, fiancheggiatori di Hamas, altro. Ma soprattutto la riflessione più significativa: la nuova generazione vuole difendere la legalità internazionale, forse diserta le urne ma non si tira indietro quando c’è bisogno di dimostrare a favore della giustizia e del rispetto dei popoli. Nota dolente l’Europa, che non solo non ha dato speranze ma non ha operato alcuna controffensiva. Quindi chi ha paura della Flotilla? Chi teme che questo movimento possa incidere sulla politica, che possa trasformare, con il suo impegno, l’indignazione per ciò a cui quotidianamente assistiamo in una proposta di mondo, capace di governare i conflitti.

Nella parte finale del libro, nei ringraziamenti, Scotto chiude la sequenza con queste parole: Al popolo palestinese- senza patria e senza potere- che lotta per la propria libertà. E che alla fine, ne sono certo, la otterrà.

Ecco, in quell’assolato pomeriggio di giugno tutti noi presenti ci siamo sentiti accomunati da questo anelito di pace e rispetto dei popoli.