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Alla conquista della Sardegna

by Lucia Severino

La libera concorrenza è o dovrebbe essere il fondamento del mercato. A tutela dei lavoratori e dei consumatori, perché abbassa i prezzi e aumenta i salari. Ma il sistema tende all’oligopolio, se non al monopolio, perché in quei regimi i profitti crescono. Anche per questo motivo è vietata la concorrenza sleale. Non è sempre facile individuarla né sanzionarla e spesso gli imprenditori si accusano reciprocamente in maniera strumentale proprio di questa scorrettezza. Magari invocando, prima dei propri, gli interessi appunto dei lavoratori e dei consumatori; ricorrendo alla magistratura; arruolando o blandendo politici e sindacalisti; inseguendo il consenso della “gente”.

E’ quanto sta accadendo nello scontro commerciale in atto per la conquista delle rotte dei trasporti marittimi da e per la Sardegna, che si inserisce nel più ampio contesto delle autostrade del mare nel Mediterraneo.

Sotto attacco il Gruppo Onorato e più precisamente la Moby e la Compagnia Italiana di Navigazione, che opera con il brand Tirrenia, titolare di una convenzione con lo Stato, del 2012, che prevede a favore dell’impresa una compensazione per oneri di servizio pubblico di circa 72,7 milioni di euro annui. Nel 2014, in applicazione della clausola contrattuale di salvaguardia, sono state ridotte rotte e frequenze a parità di compensazione.

Nel 2016, Grimaldi Euromed, società del Gruppo omonimo, denunciò Moby/CIN all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) per aver ostacolato il pieno sviluppo concorrenziale del mercato dei servizi di trasporto marittimo di merci da e per la Sardegna. Per dare un’idea delle grandezze in campo, il Gruppo Onorato nel 2016 aveva realizzato un fatturato consolidato a livello mondiale di circa 538 milioni di euro, il Gruppo Grimaldi 1.167 milioni di euro.

Le condotte abusive contestate riguarderebbero il rifiuto all’imbarco e il recesso unilaterale dagli accordi commerciali in danno di società di logistica che avevano trasferito parte delle loro merci sulle navi di Grimaldi. Stiamo parlando di Ro-Ro e Ro-Pax su tre fasci di rotte: Nord Sardegna/Nord Italia, Nord Sardegna/Centro Italia e Sud Sardegna/Centro Italia che costituirebbero tre distinti mercati rilevanti dal punto di vista geografico.

Grimaldi, nell’ambito dei collegamenti con la Spagna, esercisce dal 2008 la Cagliari – Salerno e dal 2009 la Civitavecchia – Porto Torres. Ma, a partire dal 2015, ha avviato altre 5 linee che toccano la Sardegna.

Nel corso dell’istruttoria avviata dall’AGCM, Moby/CIN ha sviluppato, tra le altre, un’argomentazione interessante anche aldilà della fattispecie concreta. I fasci di rotte individuati non rappresenterebbero mercati rilevanti perché si dovrebbe guardare almeno all’intera Sardegna stante la complessità del contesto nel quale si svolge il confronto competitivo col ben più grande Gruppo Grimaldi.

Ma l’AGCM non l’ha condivisa e lo scorso febbraio ha condannato Moby/CIN al pagamento di 29 milioni di euro e rotti per abuso di posizione dominante realizzata attraverso “un’articolata strategia di boicottaggio diretto e indiretto”.

Non entriamo nel merito della condotta (certo l’espressione “imprese traditrici”, rivolta alle società che avevano imbarcato con la concorrenza, non suona bene), ma ci chiediamo se, limitata a tre fasci di rotte sarde, sia effettivamente “suscettibile di alterare il commercio tra Stati membri” della UE.

In ogni caso, il TAR del Lazio ha da poco sospeso la sanzione e fissato l’udienza di merito a maggio 2019. Ma già nel 2015 il Consiglio di Stato aveva annullato una precedente sanzione (del 2013) della stessa AGCM a carico di Moby per illecito anticoncorrenziale sulle stesse rotte in relazione al traffico passeggeri.

Non basta. Mauro Pili, noto politico locale, ha recentemente chiesto pubblicamente la revoca della convenzione Tirrenia, con riferimento sia alla sanzione dell’AGCM di quest’anno che all’eccessivo costo dei biglietti in relazione al contributo statale e a disservizi vari.

Il Gruppo Onorato, dal canto suo, ricorda che i 72 milioni dello Stato non sono una sovvenzione, ma compensano un servizio, la famosa continuità territoriale, non remunerativo che altrimenti non verrebbe svolto e comprende, oltre alla Sardegna, anche alcune linee siciliane. Le tariffe applicate, poi, sarebbero al di sotto dei massimali previsti dalla convenzione e, più in generale, i costanti controlli effettuati dalle autorità sulla qualità del servizio certificherebbero l’assoluto rispetto dei parametri qualitativi fissati.

E’ di un mese fa l’annuncio di Onorato di una querela a carico di Pili, dietro il quale ci sarebbe la longa manus di Grimaldi animato da “palesi obiettivi di concorrenza sleale e distorsione commerciale”.

Sullo sfondo, osservatore interessato, c’è chi intravede MSC.

Si, è una guerra per la Sardegna, ma si inserisce in uno scenario “geopolitico” molto più ampio.

di Lucia Severino

1 comment

1 comment

Abuso di posizione dominante? Solo un pò - Gente e Territorio 10 Giugno 2019 - 12:24

[…] avevamo già dato conto (https://www.genteeterritorio.it/alla-conquista-della-sardegna/) del provvedimento dell’AGCM. Seguendo la ricostruzione in fatto del Giudice amministrativo, […]

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