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Autonomia differenziata. Una e indivisibile

by Redazione

Una e indivisibile? Così è… se vi pare! Piccole regioni crescono: i pericoli e le richieste eversive del regionalismo differenziato”. Questo il titolo del convegno tenutosi lo scorso 10 maggio a Napoli all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, organizzato dall’associazione e-Laborazione.

Tra gli interventi, particolarmente interessante quello della senatrice Paola Nugnes del Movimento 5Stelle, l’unica a far parte della maggioranza di Governo e a poter offrire una lettura “autentica” di quello che sta accadendo sulla questione dell’autonomia e sui concreti sviluppi prevedibili.

La Nugnes ha parlato di riunioni riservate e di quadro allarmante che avrebbe spinto la ministra Lezzi a ribadire quelli che sono i principi costituzionali, probabilmente al fine di mettere dei paletti, pur precisando che l’autonomia è nel contratto di governo e si dovrà fare.

Però, fra la difficoltà di stabilire i Livelli Essenziali delle Prestazioni e la perdurante crisi economica, Nugnes non vede come si possa concretamente procedere nel rispetto della Costituzione. Infatti, il ministro Lezzi ha dichiarato che la pubblica istruzione non può essere localistica e non è una materia facilmente cedibile. Il ministro Grillo, sul settore farmaceutico, è stata molto chiara e per lei l’autonomia è impraticabile.

Ma questo non deve farci pensare di aver raggiunto un qualche risultato, perché i temi sul tavolo sono ancora molti e bisogna opporsi all’azione fraudolenta messa in atto in maniera scientifica per rendere incomprensibile quello che si sta facendo. In primo luogo, la narrazione dell’inefficienza delle amministrazioni meridionali dovuta ad una colpa genetica e non, come è, conseguenza di una cattiva redistribuzione del gettito fiscale.

La senatrice si è inoltre detta preoccupata, sia per la trasversalità politica di questa visione sia per l’ideologia della destra identitaria che oggi si sta sviluppando con chiarezza. Il vero nemico non è l’extracomunitario, ma colui che lo accoglie. Noi crediamo di fare solo un discorso tecnico, invece è un discorso culturale.

Nugnes fa affidamento su quella che ritiene essere una contraddizione intrinseca nella Lega, che da partito secessionista si è trasformata in partito nazionale proprio per ottenere l’autonomia, ma così facendo ha creato una spaccatura interna che non si vede ma esiste. A Salvini, infatti, l’autonomia probabilmente non converrebbe.

Esemplare dei contrasti all’interno della maggioranza l’auspicio finale della senatrice napoletana che si augura che la legge non arrivi in parlamento e si areni definitivamente.

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