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Bagnoli, un assordante silenzio

by Alessandro Bianchi

 

Come era lecito attendersi si sta mettendo in moto la macchina del PNRR che è la più imponente operazione politica ed economico-finanziaria varata in Europa dal secondo dopoguerra, paragonabile solo al Piano Marshall per l’entità delle risorse e per le ricadute che può avere. Il nostro Paese è tra i maggiori beneficiari del Piano e lo è, in particolare, il Mezzogiorno che ha la grande occasione per affrontare con mezzi adeguati alcuni dei grandi problemi che lo attanagliano. Ovviamente avere a disposizione grandi risorse non è di per sé risolutivo, perché occorrono buoni progetti, strutture tecniche adeguate, grandi capacità realizzative e una gestione serrata dell’intera operazione, a partire dal controllo sulla correttezza nella circolazione di ingenti somme di denaro.

Tuttavia, guardando quello che si muove intorno al PNRR credo che prima di ogni altra cosa sia indispensabile pensare in grande rispetto ad alcuni temi cruciali che sono sul tavolo, di cui voglio citarne due esemplari che insistono sul territorio campano e che mi sembra vadano oggi in direzioni opposte: Pompei e Bagnoli.

Sul primo, è stato già avviato il “Contratto Istituzionale di Sviluppo/CIS Vesuvio-Pompei-Napoli” il che significa – come ha scritto qualche giorno fa su queste pagine Federico L.I. Federico – che si è dentro la fase progettuale che dovrà essere ultimata entro marzo 2022 per consentire di accedere ai fondi del PNRR. Si tratta di un’operazione di grande respiro che può avere ricadute positive non solo sulla capacità di attrazione turistica di Pompei, ma sulla condizione socio-economica di una vasta porzione dell’area napoletana.

Del tutto diversa sembra la situazione di Bagnoli della cui deplorevole vicenda ho già scritto in dettaglio su Gente e Territorio, per cui limito a richiamarne gli elementi salienti. Parliamo di una vicenda che dura ormai da 30 anni, che ha visto sperperati circa 750 Milioni di euro (la cifra esatta nessuno la conosce) e ha visto susseguirsi una incredibile sequela di proposte, piani, progetti, delibere e soggetti attuatori.

Museo della Scienza e dell’Archeologia industriale – Fondazione Città della Scienza – Progetto Napoli 2000 – Documento di prescrizioni tecniche per l’attuazione del Piano di risanamento dei siti dismessi di Bagnoli in NapoliVariante di salvaguardia del PRG Società Bagnoli S.p.A. – Piano urbanistico di Bagnoli-Coroglio – STU-Società di Trasformazione Urbana – Bagnoli Futura S.p.A. INVITALIA-Bonifica ambientale e rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale Bagnoli-CoroglioPRARU-Stralcio urbanistico dell’area di Bagnoli-Coroglio – Progetto Balneolis e la nuova stagione felice.

Detto questo per avere memoria dell’enormità della cosa di cui stiamo parlando, è di qualche giorno addietro la dichiarazione del Presidente della Commissione Urbanistica Consiliare del Comune di Napoli: “La rigenerazione dell’area di Bagnoli è possibile. E’ il nostro obiettivo, c’è la volontà politica per realizzarla, ci sono tutte le condizioni”. E a seguire: “L’incontro, peraltro nell’imminenza di un cambio di vertice della struttura commissariale, è stato particolarmente utile. Oggi abbiamo un resoconto completo dello stato dell’arte a partire da quello delle bonifiche e dei contenziosi, sulla divisione dei lotti dell’intera zona, degli interventi realizzati e da realizzare, degli investimenti finanziari e dei fondi a disposizione che, allo stato ammontano a circa 500 milioni di euro, grazie ai quali potremo intervenire sul Parco dello Sport, sul Turtle Park (sic!) e su altri siti (che) possono tradursi in altrettanti volani di sviluppo e occupazione”. “Altrettanto proficuo sono certo, sarà il sopralluogo che a breve la commissione terrà sui principali siti di Bagnoli per toccare con mano quanto oggi relazionatoci dal commissario di Governo”.

Dunque apprendiamo quanto segue.

  1. Che la rigenerazione dell’area di Bagnoli è possibile e c’è la volontà politica di farlo.

Non certo una novità strabiliante nell’anno di grazia 2022, ovvero 30 anni dopo la chiusura degli stabilimenti con tutto quello che c’è stato nel frattempo e, comunque, in linea con le dichiarazioni di volontà politica di tutte le amministrazioni che si sono succedute.

  1. Che è imminente un cambio della struttura commissariale.

E’ possibile sapere perché? Se l’attuale commissario Floro Flores ha espletato il suo mandato, vorremmo sapere quali risultati ha conseguito. Se, viceversa, viene allontanato perché non ha fatto quello che doveva – ipotesi più plausibile vista la situazione in cui versa Bagnoli – vorremmo sapere quali sono le omissioni, gli errori e i conseguenti danni che ha provocato.

  1. Che oggi abbiamo un resoconto dello stato dell’arte, a partire da quello delle bonifiche e tutto il resto.

Purtroppo lo stato dell’arte con tutti gli annessi e connessi è noto da sempre, è quello che abbiamo sentito rappresentare ogni volta che sulla scena è apparso un interlocutore a qualche titolo coinvolto: Governo, Comune, Regione, Italsider, Invitalia e altri ancora. L’unica novità è che lo stato dell’arte è ogni volta peggiore del precedente e di questa inqualificabile circostanza nessuno sembra volersi fare carico.

  1. Che sono disponibili 500 milioni.

Una somma assai inferiore a quanto nel tempo è già stato speso, per lo più inutilmente, e assolutamente inadeguata rispetto all’entità dell’operazione che occorre realizzare.

  1. Che la commissione farà un sopralluogo sui principali siti di Bagnoli per toccare con mano quanto detto dal Commissario.

Toccare cosa e come? Girovagando per 200 ha di terreni, tra siti contaminati, manufatti industriali dismessi e pompose architetture più volte inaugurate e mai usate? Purtroppo tutto è già stato toccato con mano, scritto e documentato in migliaia di atti pubblici, documenti, pubblicazioni, siti e via dicendo. E tutto sembra essere noto a tutti meno che a qualcuno che dovrebbe occuparsi di risolvere la questione, a partire dalle amministrazioni pubbliche a tutti i livelli.

Direi che è piuttosto evidente che manca la percezione di quale sia l’entità e la gravità del problema e manca la capacità di capire che la rigenerazione di Bagnoli può consentire di ridisegnare l’intero volto della zona occidentale di Napoli.

Allora, Presidente Pepe, Commissario vecchio e nuovo, Sindaco Manfredi, Presidente De Luca, Presidente Draghi, quando è che prenderete atto che la vicenda di Bagnoli è uno scandalo di proporzioni inaudite e farete pesare il vostro ruolo per denunciarlo in tutte le sedi possibili e per avviare un immediato cambiamento di rotta a cominciare dall’approvazione di un serio progetto di rigenerazione, da uno specifico stanziamento sui fondi del PNRR e dalla fissazione di un serrato programma temporale per la sua realizzazione?

Chi di voi lo farà – magari insieme, facendo cadere le insopportabili sovrapposizioni di competenze e i relativi contrasti – potrà intestarsi il merito di aver sanato una ferita aperta nel cuore di Napoli e di averne restituito una delle parti più pregiate ai suoi cittadini.

Al contrario, questo assordante silenzio non fa onore a nessuno di voi.

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