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Basta mostri in vetrina

by Luigi Gravagnuolo

Circa un mese fa – per la precisione il 5 marzo scorso – tre ragazzi tra i 18 ed i 19 anni avrebbero abusato di una ragazza un po’ più grande di loro nel vano ascensore della stazione della Vesuviana di San Giorgio a Cremano. Le cose forse non sono andate esattamente così, ma ciò è ininfluente ai fini del nostro ragionamento. La magistratura accerterà i fatti, punto. All’oscuro delle reali dinamiche dell’accaduto mi rifiuto pertanto di indicare i nomi dei quattro protagonisti, ancorché siano stati già ampiamente spiattellati sui media locali e nazionali.

Una prima considerazione va fatta sulla sete di punizioni sempre più atroci per ogni sorta di reato, che sembra aver ghermito l’animo del popolo italiano. Neanche si era saputo della vicenda che già sui social c’era chi chiedeva la castrazione chimica dei tre presunti violentatori, ovvero la loro evirazione; i più benevoli scrivevano della necessità di metterli in gattabuia e di gettare le chiavi.

Immancabili, a stretto giro, si univano i politici, sempre pronti a correre dietro gli umori del ‘popolo’. Paradossale, proprio loro, i politici, così spesso vittime di analoghe gogne popolari e mediatiche.

Infine, le donne impegnate nei movimenti femministi o loro simpatizzanti, che vedevano in quell’ennesimo episodio di violenza di branco su una donna indifesa l’incontrovertibile conferma di un grave allarme sociale da loro più volte denunciato.

Poche ore dopo i tre sono stati individuati ed assicurati alle patrie galere. La ragazza si è quindi concessa con facilità ad interviste nelle quali ha raccontato dettagli sui fatti e ha sottolineato il cinismo dei tre.

Passa qualche giorno ed un primo ragazzo viene scarcerato, il giudice del riesame ritiene che sia estraneo alla vicenda. Ancora qualche giorno e viene rimesso in libertà un altro di loro. Resta dentro il terzo, sarà lui la belva umana? Macché, ancora un paio di giorni ed anche lui viene scarcerato. Il PM, che aveva chiesto la custodia cautelare dei tre, ottenendola dal Gip, ha fatto perciò ricorso alla Cassazione. Intanto il Tribunale del Riesame ha reso note le motivazioni delle sue decisioni: la ragazza ha mentito!

Apriti cielo. Ancora la bava avvelenata dei giustizialisti si sfoga sui social, stavolta contro la ragazza: quella è una sgualdrina, ha messo a repentaglio la dignità e la libertà di tre bravi ragazzi per la sua sete di sesso, va lapidata. Non senza gli immancabili sospetti delle coscienze femministe: vuoi vedere che i giudici del riesame li abbiano liberati perché partecipi del viscido tentativo del potere maschile di colpire la tenace trincea femminista?

Ma scusate, aspettare che la giustizia faccia il suo corso proprio no?

Un sommesso suggerimento, rivolto soprattutto ai politici: per favore non smantellate lo stato di diritto, ne sareste le prime vittime!

Il senatore Matteo Renzi, uno che di gogne mediatiche ha fatto diretta esperienza, in un contesto diverso, ha dichiarato giorni fa: “La gogna mediatica fa schifo. Sempre. Occorre che la società civile abbia la forza di prenderne atto e di reagire. Le sofferenze della gogna mediatica sono cicatrici profonde nell’anima delle persone, anche di chi sembra forte. L’Italia deve imparare ad aspettare e rispettare le sentenze, non vivere in uno stato di perenne dittatura del risentimento e della superficialità”. Come dargli torto!

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