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Cultura a Salerno. Incontro con la neo assessora Willburger

by Flavio Cioffi

Il Comune di Salerno si è dato, a fine luglio, un nuovo assessore alla cultura. Ha scelto Tonia Willburger, operatrice culturale di grande esperienza, ideatrice di eventi di assoluto rilievo. Attorno a lei si nota già notevole fermento carico di aspettative.

Assessore, lei è entrata in Giunta in quota socialista, come è nata la sua nomina?

E’ stata una chiamata alle armi da parte del segretario del partito in un momento nel quale era importante ritrovare la presenza socialista in Giunta per dare una nota di cambiamento e ricostituire un polo aggregante. Mi considero un tecnico, vicino al partito, che lavora da tanti anni nel mondo della cultura. Ho vissuto un momento difficile a Vietri sul Mare e quindi la mia nomina è stata quasi un modo per valorizzare la mia persona che era stata un po’ trattata male.

Cosa è successo a Vietri?

A Vietri sono nati i concerti d’estate a Villa Guariglia, oggi alla 22^ edizione, è nato il concorso pianistico internazionale “Antonio Napolitano” e tante altre iniziative. Siamo stati anche vincitori di un progetto europeo. Ma sa come succede, le Amministrazioni si appropriano degli eventi importanti e volevano escludermi. Io l’ho capito e ho detto ok, vado via io.

La sua delega comprende anche informatizzazione e servizi anagrafici. Qual è il nesso con la cultura?

Vorrei saperlo anch’io (ride). E’ veramente una bella sfida. Non lo so, sto studiando.

Qualcuno si è lamentato perché lei avrebbe ricevuto le Associazioni culturali prima di confrontarsi con i consiglieri comunali.

Appena nominata ho rilasciato alcune dichiarazioni che sono state fraintese. In realtà ho subito chiesto al Presidente della Commissione cultura di convocare una riunione che si è tenuta dopo soli due giorni dal mio insediamento. Ci siamo confrontati sulla linea da portare avanti e ci incontreremo almeno una volta al mese.

Però sta incontrando le Associazioni?

Il mio scopo è quello di ascoltare i loro problemi. Avere una persona competente con cui parlare è già una cosa psicologicamente rassicurante. Adesso, appena entrata, mi limiterò a piccole iniziative, “pillole” nate grazie all’ascolto quotidiano delle Associazioni. In questa città è sempre mancato il necessario coordinamento tra le varie realtà.

Lei ha detto che adesso non ci sarà più bisogno di avere degli amici per parlare con il Comune.

Il mio discorso è stato travisato. Io ho detto che finalmente c’è un assessore alla cultura. Altrimenti il clima esterno all’Istituzione potrebbe essere appunto quello: vanno avanti gli amici degli amici.

Quindi non voleva dire che prima di lei funzionasse così.

Non volevo dire questo, assolutamente. Qualcuno ha estrapolato una frase da un discorso più ampio.

Ha già un programma?

Ci sto lavorando. La linea guida è la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, non solo con eventi importanti ma anche con piccoli eventi che ricordino tra l’altro cosa è stata Salerno negli anni ’70 e ’80, quando c’era un fermento culturale molto positivo. Penso a Ugo Marano, Pietro Lista, Filiberto Menna, a mio padre. Un circuito di personalità importanti. Non abbiamo più la memoria storica di questa città e dobbiamo recuperarla. Già in questo scorcio di 2019 ci saranno i “Fogli d’autunno”, gruppi di lettura nei vari siti. Nella biblioteca comunale, in quella provinciale, nell’Archivio di Stato. Insomma, luoghi nei quali donare libri, scambiarli con la plastica, ma più che altro parlare dei libri, parlare di cultura.

Lei ha fatto riferimento ad una generazione d’antan e ha chiamato l’iniziativa “Fogli d’autunno”. Viene l’ansia. Dove sono i giovani?

(Ride) I gruppi di lettura non sono solo per gli anziani, rappresentano momenti di aggregazione anche per i giovani, di rivitalizzazione delle biblioteche. In prospettiva anche i parchi possono diventare luoghi di cultura ascoltando un concerto o seguendo una piccola rappresentazione teatrale. Quindi la cultura per le strade e molto spazio ai giovani anche con blues e jazz durante l’estate. In passato ad agosto, dopo un paio di eventi anche importanti, in città non c’era più niente. Bisogna colmare i vuoti.

Questa è una filosofia molto diversa da quella delle “Luci d’artista”.

“Luci d’artista” è un attrattore, punto. Ma organizzeremo tanti altri tipi di eventi. Come concerti di musica classica nelle chiese accompagnati da tracking culturale, coinvolgendo il conservatorio e i licei musicali. E non solo musica. I salernitani vogliono cultura

Nasce un problema di comunicazione.

Stiamo infatti allestendo il portale cultura del Comune nel quale saranno inseriti tutti gli eventi. Anche per questo motivo sto ascoltando le Associazioni già dal 27 agosto, perché le proposte devono presentarle adesso perché voglio essere pronta entro fine anno con la comunicazione. E’ assurdo arrivare il giorno prima per il giorno dopo.

Quante associazioni ci sono a Salerno?

Tante, un centinaio.

E lei di quale budget dispone?

Ancora non lo so. Anche per questo motivo parto con piccole iniziative non troppo costose. Con il nuovo bilancio saprò qual è il mio capitolo. E’ ovvio che il Comune ha bisogno di specifici finanziamenti. Gli operatori devono rapidamente avanzare idee e proposte, poi bisogna partecipare ai bandi per ottenere i relativi finanziamenti. Per esempio, stiamo partecipando a un bando sulle biblioteche insieme ai Comuni di Pontecagnano, Cava e Pellezzano.

Quindi lei chiede alle associazioni di mettersi le pile e al governatore De Luca di passarsi una mano sulla coscienza e finanziare il Comune.

Io chiedo partecipazione e condivisione. Chiedo a tutti di dare una mano e fare squadra.

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