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Fiume Sarno: meno cromo ma più escherichia coli

by Redazione
escherichia coli

Le concentrazioni di cromo totale sono calate in alcuni punti del Sarno e dei suoi affluenti. Lo comunica l’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente in Campania, con riferimento al periodo di lockdown. I dati dello scorso aprile sono stati confrontati con quelli dell’aprile degli ultimi tre anni e i valori sono risultati sensibilmente inferiori.

Cinque le stazioni di monitoraggio utilizzate: due lungo il basso corso del Sarno, una sul Torrente Cavaiola, una sul Torrente Solofrana e una sull’Alveo Comune. La diminuzione più significativa è stata registrata sul Torrente Solofrana: 12,6 microgrammi per litro contro i 187 di media dei tre anni precedenti.

Nessun miglioramento per gli altri parametri relativi ai reflui civili ed allo stato chimico dei corsi d’acqua (ad esempio metalli pesanti). Anzi, le concentrazioni di Escherichia coli, indicatrice di contaminazione fecale, in alcuni punti sono aumentate.

Come dice il Commissario dell’Arpac, Stefano Sorvino, “Anche nel caso dello stato ambientale dei fiumi, l’Agenzia ha riscontrato che le concentrazioni dei vari inquinanti hanno reagito in maniera differenziata alle misure di contenimento della pandemia. Siamo di fronte a un’opportunità unica per riflettere sulle connessioni tra attività umane e ambiente, e in questo senso i dati delle reti di monitoraggio Arpac possono offrire spunti di analisi senz’altro utili per le istituzioni e la comunità scientifica”.

Utili per fare qualcosa, immaginiamo. Bene, allora ci chiediamo cosa stia facendo la Regione, a che punto siano gli interventi annunciati e tanto attesi, quali risposte si possano dare ai cittadini che ancora l’altro giorno sono scesi in piazza a protestare.

Andremo a porre queste domande a chi di dovere e vi faremo sapere.

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