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#FridayforFuture. Studenti in piazza per l’ambiente anche a Napoli

by Maria Chiara Pezzullo

“Una sola noce in un sacco non fa rumore”. Questo detto è un assioma ma ogni regola ha la sua eccezione, che in questo caso ha un nome e un cognome: Greta Thunberg.

Anni sedici, svedese, è una delle più giovani attiviste per lo sviluppo sostenibile e i cambiamenti climatici. Divenuta ancora più nota dopo il discorso che lo scorso giovedì, dinanzi alla sessione plenaria del Comitato Economico e Sociale Europeo, ha pronunciato per ricordare ai “potenti”, con voce salda e chiara, gli impegni da loro non ottemperati, entrerà presto in Italia attraverso il #FridayforFuture, da lei ideato.

E Napoli, con i suoi giovani, non si esclude dall’iniziativa, ma anzi è pronta a diventare green venerdì 15 marzo alle ore 10 in Piazza Municipio.

Il “Venerdì per il Futuro” nasce dal desiderio di dare avvio a livello europeo ad una serie sistematica di scioperi nelle scuole. Non solo con il fine immediato di far capire all’opinione pubblica quanto i giovani sentano il problema di vivere in un mondo che intossica, secondo dopo secondo, sé stessi e chi si ama, ma anche con il fine mediato di sensibilizzare i membri della classe politica circa la loro inettitudine nel non rispettare i limiti e le modalità di emissione/smaltimento, pattuiti nei vari accordi internazionali e comunitari.

A seguito dell’esplosione del fenomeno in Europa, animando Bruxelles, l’Aia, Berlino e Londra, lo spirito verde ha varcato il confine del nostro Paese, toccando Bologna, Pisa, Milano, Torino e Venezia, fino a raggiungere adesso Napoli.

Nella nostra città, la forza motrice dell’evento dimora nel movimento #STOP, organizzazione giovanile ambientalista, il cui nome deriva dall’universalità che la parola stop ha nel significare la volontà di porre fine ad un “guarda e passa” politico molto diffuso su queste tematiche.

Nata da poco più di due settimane, proprio per promuovere la giornata italo-europea, è capitanata dai ventenni Gabriele Capobianco e Manuela Normale Bussillo, studenti universitari rispettivamente della Università Federico II e della Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.

In vista dell’evento, che non assumerà la forma del corteo ma consisterà in una tenace sosta nella piazza del centro storico, i membri del movimento si sono attivati per dare un taglio trasversale alla manifestazione, coinvolgendo principalmente, oltre che gli studenti universitari, gli allievi delle scuole, tra le quali il Pansini, il Nitti, il Labriola e il Brunelleschi, che hanno caldamente aderito all’iniziativa, ed estendendo il richiamo di partecipazione anche agli adulti. Il mondo che ogni giorno percorriamo nel nostro vivere è un’eredità che in gran parte dipende da loro, che spesso dimenticano che ogni loro azione ha un peso nella qualità di vita futura di figli e nipoti. Sempre ricordando che anche noi giovani, spesso distratti da altro, diamo per scontato il mondo che ci fa da casa.

Abbiamo voluto coinvolgere più giovani possibili, con idee politiche anche diverse fra loro, per il fine comune di difendere l’ambiente. Partiremo da Napoli e provincia, ma il nostro sogno è quello di espandere i valori e gli ideali di questo movimento in tutta Italia, creando dei coordinamenti con rappresentanti di istituto di scuole e università”, dice Gabriele.

I giovani attivisti dello #STOP hanno tante idee da proporre: dall’ introdurre nel percorso scolastico ore di educazione civica, con particolare attenzione all’ecologia, al cercare di trarre l’alimentazione energetica per la fornitura delle strutture pubbliche, il più possibile, da fonti di energia rinnovabile; dal propugnare una “plastic free state of mind”, affinché l’uso della plastica venga sempre più ridotto, al creare momenti di incontro perché aumenti la consapevolezza, dati alla mano, circa l’impatto che l’inquinamento ambientale ha sull’aumento di malattie.

Insomma, l’intraprendenza è tanta e l’impegno non è da meno, ma l’attuazione dei buoni propositi non è così semplice per chi non manovra il potere costituito. Sarebbe bello se tutti cercassimo di sostenere queste iniziative, perché questi movimenti riescano a crescere e diventare nostre voci nel dialogo cittadini/politica che tanto desideriamo.

È difficile mettere da parte i tanti impegni quotidiani, in vista del benessere futuro, lo so. Ma si può iniziare a piccoli passi. Da dove? Beh, Piazza Municipio, 15 marzo, ore 10, direi che è perfetto.

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