fbpx
Home Politica Ieri dicevamo: cronache di elezioni annunciate

Ieri dicevamo: cronache di elezioni annunciate

by Pietro Spirito

 

Quattro giorni prima del voto mi ero divertito a scrivere su Gente e Territorio un resoconto in termini di previsioni sui risultati elettorali (https://www.genteeterritorio.it/il-giorno-dopo-litalia-ad-urne-aperte/). Avevo immaginato che la partecipazione al voto crollasse di quattordici punti percentuali.

Alla fine sono stati dieci punti in meno, comunque una valanga: in Campania si è raggiunta invece esattamente la mia ipotesi di crollo. Nessuna traccia si trova invece sul numero delle schede nulle e bianche votate dagli Italiani: il sito del Ministero dell’Interno non consente di conoscere quanti siano i cittadini che hanno operato tale scelta.

La Destra, come previsto, ha raggiunto la maggioranza assoluta dei parlamentari, con poco meno del 44% dei voti, grazie al sistema elettorale che, attraverso i collegi uninominali, consente allo schieramento più forte e più coeso di ottenere il controllo di Camera e Senato. Non è stata però raggiunta la maggioranza qualificata, che avrebbe consentito anche modifiche costituzionali senza ricorrere al referendum confermativo.

Rispetto alle mie previsioni, Fratelli d’Italia arriva al 26% dei consensi, mentre la Lega fa molto peggio (meno del 9%, rispetto alla mia ipotesi dell’11,5%) e Forza Italia invece supera l’8%. Si è completata così una riarticolazione interna alla coalizione del centro-destra, che non è poi così complessivamente molto lontana dai valori storici che erano stati raggiunti nel passato, quando Berlusconi è stato presidente del consiglio. Il ciclo può dichiararsi completo perché nel tempo prima è stata Forza Italia ad essere maggioritaria, poi la Lega ed infine Fratelli d’Italia.

La Lega vede dimezzato il suo capitale politico rispetto alle elezioni del 2018, e lo vede ridotto addirittura ad un quarto rispetto al massimo storico raggiunto con le elezioni europee del 2019. Matteo Salvini, nel commentare tale risultato, sostanzialmente lo ha attribuito ala partecipazione al Governo Draghi ed alla sua estraneità rispetto alle decisioni che sono state assunte nel corso di questa esperienza.

Avevamo previsto che l’unico a poter cantare vittoria tra le opposizioni sarebbe potuto essere Giuseppe Conte: il Movimento 5 Stelle ha raggiunto il 15,4%, poco meno rispetto a quanto avevo previsto (16,2%). Soprattutto, la meridionalizzazione dei grillini è particolarmente evidente: si passa da oltre il 40% a Napoli, a valori attorno al 30% nel resto delle regioni del Sud.

Il Partito Democratico sta attorno al 19%, sostanzialmente in linea con i risultati delle elezioni del 2018. Non è stato raggiunto l’obiettivo di essere il primo partito, che era la bandierina stabilita dal gruppo dirigente come traguardo: queste elezioni segnano un pesante arretramento nel Mezzogiorno ed anche in alcune roccaforti storiche, come la Toscana.

Enrico Letta, nella sua conferenza stampa di commento al voto, ha detto che non si ricandiderà al prossimo congresso del partito che si terrà entro marzo. Comincerà un aspro confronto non solo sulla linea che dovrà essere seguita ma anche sulla articolazione dei gruppi dirigenti, che da troppo tempo sono rimasti sostanzialmente gli stessi nonostante i deludenti risultati nelle diverse elezioni che si sono tenute nel corso degli anni.

Il Terzo Polo è intanto diventato quarto in graduatoria, con meno dell’8%. Carlo Calenda ha commentato il risultato dichiarandosi deluso di non aver raggiunto le due cifre, mentre Matteo Renzi è partito per il Giappone, dove assisterà alle esequie di Kenzo Abe, restando lontano dall’Italia per i prossimi otto giorni.

Silvio Berlusconi, in un messaggio su Twitter, ha confermato che il suo partito sarà decisivo per la formazione del governo di centro destra e per il mantenimento del sistema di alleanze europea ed atlantica che caratterizzano l’Italia. Certo, con le altalenanti dichiarazioni su Putin, non è affatto chiaro chi possa garantire cosa, nello schieramento del nuovo governo. Lo scopriremo solo vivendo. Intanto, il primo messaggio che giunge alla nuova maggioranza è stato scritto e recapitato da Victor Orban, Anche questa non è una notizia.

0 comment

Cosa ne pensi