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Il caso Moro alla Pegaso

by Noemi Vorro
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Nella stupenda Sala degli Specchi di Palazzo Zapata a piazza Trieste e Trento, una delle sedi napoletane dell’Università Telematica Pegaso, si è tenuto lo scorso 12 giugno la conferenza su “L’attualità di Aldo Moro a distanza di 40 anni dalla morte”.

Tema articolato e complesso, che i relatori hanno approfondito sotto il profilo dell’inchiesta sul suo rapimento, ma anche delineandone la figura di politico, statista e studioso.

Attualità, innanzi tutto perché “Moro, il caso non è chiuso”, come recita il titolo del libro di Giuseppe Fioroni, Presidente della Commissione d’inchiesta, e Maria Antonietta Calabrò, presentato in occasione dell’evento.

La verità giudiziaria si fonda sul memoriale Morucci/Faranda, ha sostenuto Fioroni, che lo ha definito piuttosto un dossier, scritto perlopiù da altri, a seguito di una lunga trattativa al termine della quale pochi si sono assunti le responsabilità di molti.

Un quadro ancora da definire, pieno di interrogativi, nel quale si inseriscono anche i tentativi, paralleli fra loro, di Craxi, dei palestinesi e del Vaticano per la liberazione dello statista.

Terribilmente emblematica, soprattutto alla luce dei successivi avvenimenti, la lettera di Moro a Zaccagnini dalla prigionia, letta dal Presidente dell’Università Pegaso, Danilo Iervolino.

Statista, appunto, e politico di assoluto rilievo, come ha sottolineato l’europarlamentare Paolo Russo, ma anche studioso. La figura di Moro studioso va di conserva con quella di Moro statista, ha rimarcato il professor Orazio Abbamonte.

La conferenza, moderata dal Direttore generale della Pegaso, Elio Pariota, dinanzi ad un pubblico giovane e attento, ha proposto un angolo visuale interessante e offerto un contributo di conoscenza davvero utile.

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