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Il “Sud che vince” secondo Forza Italia

by Redazione

L’altro ieri, sabato, si è tenuta a Napoli, la kermesse (elettorale?) di Forza Italia dal titolo: Il Sud che vince. Le politiche dell’Unione Europea per il Meridione. Sale del Grand Hotel Vesuvio gremite. Giornalisti e telecamere dappertutto. Il padrone di casa, organizzatore dell’evento e moderatore del dibattito, l’eurodeputato Fulvio Martusciello, si dava da fare trafelato ma visibilmente soddisfatto per l’evidente successo dell’iniziativa.

Il foltissimo pubblico non era formato da semplici curiosi o simpatizzanti. Erano attivisti, grandi elettori, pubblici amministratori. Sono stati annunciati ben 91 sindaci. Una corazzata di consensi. Una dimostrazione di forza, personale e di partito.

Di politiche europee non si è praticamente mai parlato. Ma nessuno se lo aspettava e nessuno ci teneva più di tanto. Tutti volevano capire se davvero sarà Caldoro il prossimo candidato del centrodestra in Campania e se i maggiorenti di Forza Italia sono d’accordo e uniti nel sostenerlo.

Ebbene, sono rimasti nel dubbio. Nessuno, a cominciare dallo stesso Caldoro, ha dichiarato ufficialmente il nome del candidato. Tutti lasciavano capire che si trattasse di lui, ma appunto senza dirlo, tenendosi le mani libere. Hai visto mai?

Lo abbiamo chiesto alla Gelmini. “Non dipende da me. Non lo so. Certamente Caldoro è un ottimo candidato”, è stata la risposta. Tajani, nel rimarcare la sua stima per Caldoro, ha invece rimandato la scelta definitiva ad un prossimo tavolo aperto a tutto il centrodestra. Mastella, alla domanda si è contorto come le pale di un ventilatore. Consiglieri regionali e sindaci presenti allargavano le braccia. Qualcuno lo ha chiesto addirittura a noi.

Anche Caldoro è stato vago. “In politica c’è sempre il dibattito sulle persone, sui nomi. Però viene prima la grande unità sulla proposta di centrodestra. Raccolgo le testimonianze di stima di Berlusconi, di Salvini, della Meloni sul lavoro svolto. Ringrazio anche Mara Carfagna. Anche il ministro Costa. Che altro posso dire. Bisogna allargare alle liste civiche e alle migliori energie del mondo del lavoro che devono essere coinvolte in questa grande sfida”.

Dal palco si sono quindi succeduti gli interventi. Da quelli dei tanti amministratori forzisti provenienti da tutto il Mezzogiorno a quelli di Caldoro (integralmente pubblicato su questo giornale) e, ovviamente, di Gelmini e Tajani. Un tripudio di richiami all’unità (riferiti alla Carfagna? alla candidatura di Caldoro? nessuno lo ha chiarito) e all’orgoglio forzista. Alla centralità del Sud. Alla necessità dell’alleanza di centrodestra. All’obiettivo di recuperare il primato di Forza Italia.

Unica voce dissonante quella di Mastella. “Voglio dire una cosa con molta chiarezza … io non faccio accordi strampalati … se voi scegliete senza neppure dire come scegliete, francamente non ci sto…”.

Che dire? Se fossimo elettori di centrodestra, diremmo muovetevi, ufficializzate il candidato e mettetevi a lavorare. Se fossimo di centrosinistra o pentastellati staremmo zitti. Più tardi partono, meno chances hanno. Se fossimo indecisi, lo saremmo ancora di più.

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