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Manovra finanziaria 2023 nel dettaglio

by Pietro Spirito

 

A sentire le voci del governo, la Legge di Stabilità per il 2023 è opera di una sapiente cucitura, attenta alle compatibilità di finanza pubblica, ma anche alla sostenibilità economica e sociale. “La Manovra si basa su un approccio prudente e realista che tiene conto della situazione economica, anche in relazione allo scenario internazionale, e allo stesso tempo sostenibile per la finanza pubblica, concentrando gran parte delle risorse disponibili sugli interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l’aumento dell’inflazione”. Questo si legge nel comunicato stampa diffuso dal Governo nella tarda serata di lunedì 21 novembre.

Durante la conferenza stampa di presentazione del DDL Bilancio, che si è tenuta nella mattinata del 22 novembre, il premier Giorgia Meloni si è detta “molto soddisfatta” per aver scritto “un testo, che non si limita a un lavoro ragionieristico, solo in un mese”.

Qualche momento di nervosismo per l’incalzare delle domande da parte dei giornalisti tradiva da parte di Giorgia Meloni certamente stanchezza, ma forse anche irritazione per un rapporto con i media che non sembra cominciato sotto i migliori auspici. Stessa soddisfazione, senza nervosismi, è stata espressa dal Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, che ha descritto la linea adottata come “prudente, responsabile e sostenibile”.

La legge di Bilancio 2023, approvata il 21 novembre in CdM, vale 35 miliardi di euro, di cui 21 per le misure contro il caro energia. Il segno principale della manovra economica, dunque, sta ancora all’insegna della crisi energetica e dell’emergenza bellica. Tra gli altri dossier, oltre a flat tax e taglio del cuneo fiscale, è stato definito un pacchetto per famiglie e occupazione, con risorse per sanità ed enti locali. Ridimensionato il Reddito di cittadinanza, mentre per le imprese arriva il rifinanziamento di Nuova Sabatini e Fondo di garanzia.

Anche se il testo ancora non c’è – e sembra che non arriverà prima di venerdì – si comincia a delineare l’ossatura della nuova Manovra finanziaria, con il Consiglio dei Ministri che ha licenziato il disegno di legge di bilancio 2023. Vedremo quale sarà il giudizio della Commissione Europea, che per ora resta in attesa di conoscere il testo di legge per formulare il proprio giudizio.

Si tratta di una manovra impostata “su un approccio prudente e realista che tiene conto della situazione economica, anche in relazione allo scenario internazionale – si legge nella nota del Governo – e allo stesso tempo sostenibile per la finanza pubblica, concentrando gran parte delle risorse disponibili sugli interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l’aumento dell’inflazione”.

Dei 35 miliardi complessivi, infatti, la quota maggiore (21 miliardi) è destinata a ridurre le bollette per imprese e famiglie. Altri 3 miliardi sono destinati a Enti locali, sanità e trasporti, mentre 4-5 miliardi di euro vanno alla proroga (e in parte all’aumento) del taglio del cuneo fiscale varato da Draghi. Sempre sul tema lavoro, la Manovra 2023 prevede incentivi per le assunzioni e alcune misure per il lavoro stagionale e occasionale.

Per le imprese e il settore produttivo, oltre alle misure contro il caro energia, la Manovra 2023 punta in parte sullo strumento della flat tax (ne sono previste tre), in parte su tregua fiscale e aumento del tetto al contante e in parte sul rifinanziamento del Fondo di garanzia e della Nuova Sabatini. Vale invece 1,5 miliardi di euro il pacchetto famiglia che prevede, tra le altre misure, l’aumento dell’assegno unico e la proroga delle agevolazioni per la prima casa per i giovani.

Infine, la Legge di Bilancio 2023 oltre a iniziare a ridimensionare il Reddito di cittadinanza mette mano alle pensioni e adotta alcune misure contro il “caro carrello”. Partendo dal pacchetto più sostanzioso (21 miliardi di euro), quello contro il caro bollette, la Manovra 2023 proroga le misure contro il caro energia per i primi tre mesi del 2023 prevedendo nello specifico:

  • la conferma dell’eliminazione degli oneri impropri delle bollette;
  • il rifinanziamento, fino al 30 marzo 2023, del credito d’imposta per le imprese energivore per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, che sale dal 40% al 45%;
  • il rifinanziamento, sempre fino al 30 marzo 2023, del credito d’imposta per bar, ristoranti ed esercizi commerciali, che sale invece al 30% al 35%.

Per il comparto sanità e per gli enti locali, compreso il trasporto pubblico locale, sono invece stanziati 3,1 miliardi. Infine, per le famiglie la Manovra 2023 proroga il bonus sociale bollette, includendo nella platea dei beneficiari anche le famiglie con ISEE fino a 15mila euro (prima l’ISEE si fermava a 12mila euro).

Dopo il capitolo “caro energia”, quello più sostanzioso in termini economici è il dossier “lavoro”. La legge di bilancio 2023, infatti, stanzia oltre 4 miliardi di euro per la proroga del taglio del cuneo fiscale di due punti percentuali, aggiungendo un ulteriore punto percentuale di taglio del cuneo fiscale (che arriva quindi al 3%) per i redditi fino a 20mila euro.

Oltre a intervenire sul costo del lavoro, la Manovra 2023 prevede anche agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato (o la trasformazione di un contratto a termine in uno a tempo indeterminato) per chi assume donne, under 36, over 50 e percettori del Reddito di cittadinanza.

La Finanziaria 2023 interviene anche sul tema del lavoro stagionale o occasionale per regolarizzarlo e stabilizzarlo, prevedendo dei buoni lavoro per l’agricoltura, il settore HORECA e i lavori domestici. Infine, viene prevista una detassazione dei premi di produttività fino a 3mila euro per i dipendenti, con aliquota al 5%.

Sostanzioso anche il pacchetto famiglia della Manovra 2023, che cuba 1,5 miliardi di euro. Tra le misure principali figura la maggiorazione dell’assegno unico che aumenta del 50% per tutte le famiglie per il primo anno di vita del bambino. Inoltre, per le famiglie numerose l’assegno viene aumentato del 50% anche per i successivi tre anni. Infine, la Manovra 2023 rende strutturale la maggiorazione dell’assegno unico per i figli disabili. Sempre sul fronte natalità, la nuova legge di Bilancio prevede un mese in più di congedo parentale retribuito all’80%, prevedendo la possibilità di usarlo fino al sesto anno di vita del bambino.

Prevista anche la riduzione dell’Iva per i prodotti per la prima infanzia e per gli assorbenti, che scende al 5%. Viene inoltre istituito un Fondo da 500 milioni di euro destinato alla realizzazione di una “Carta Risparmio Spesa” per redditi bassi fino a 15mila gestita dai Comuni e volta all’acquisto di beni di prima necessità. Si tratta di una sorta di “buoni spesa” da utilizzare presso punti vendita che aderiscono all’iniziativa con un’ulteriore proposta di sconto su un paniere di prodotti alimentari.

Infine, vengono prorogate per il 2023 le agevolazioni per l’acquisto della prima casa per i giovani under 36.

Per quanto concerne le imprese, la premier Meloni ha spiegato che la Manovra 2023 punta anzitutto a tutelare il settore produttivo davanti a scenari economici e internazionali complicati come quelli attuali. Per far ciò, oltre alle misure contro il “caro bollette”, la Manovra 2023 prevede alcuni strumenti.

In materia fiscale, per autonomi e partite IVA si punta sullo strumento della flax tax. La Manovra 2023 ne prevede tre, di cui due per queste categorie. In particolare, figurano:

  • una flat tax sui redditi incrementali: cioè alle partite IVA che hanno un aumento di fatturato rispetto al massimo picco del triennio precedente, si applica una flat tax del 15% sul maggiore utile conseguito con una soglia massima di 40mila euro;
  • l’aumento della flat tax al 15% per gli autonomi che fatturano fino a 85mila euro (mentre ora il fatturato era a 65mila euro);
  • la terza flat tax è quella sui premi di produttività per i lavoratori dipendenti.

Per le piccole e medie imprese viene rifinanziato con un 1 miliardo per il 2023 il Fondo di garanzia PMI e viene prorogato il bonus IPO (credito imposta per favorire la quotazione delle PMI in borsa). Il pacchetto per la politica industriale, invece, dovrebbe essere ridotto. Su questo fronte, infatti, la Manovra 2023 dovrebbe prorogare il credito d’imposta per la formazione 4.0 e rifinanziare la Nuova Sabatini per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

Confermato, invece, l’addio al credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali tradizionali non 4.0. Oltre alla sospensione, anche per il 2023, dell’entrata in vigore di plastic e sugar tax, sono previste misure per la cosiddetta “tregua fiscale” e l’innalzamento del tetto dell’uso del contante da 1.000 a 5.000 euro.

Sul fronte della previdenza, oltre ad aumentare le pensioni (soprattutto quelle sociali, ma non solo) la legge di Bilancio prevede anche:

  • la conferma dell’APE sociale per i lavori usuranti;
  • la proroga per il 2023 di Opzione donna, prevedendo alcune modifiche (si potrà andare in pensione a 58 anni con due figli o più, a 59 anni con un figlio, a 60 anni altri casi);
  • l’avvio di un nuovo schema di anticipo pensionistico per il 2023 che consente di andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica (quota 103), mentre per chi decide di restare a lavoro si prevede una decontribuzione del 10%.

Per quanto concerne invece il Reddito di cittadinanza (RdC), la Manovra 2023, spiegano dal governo, “prevede che dal 1° gennaio 2023 alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) è riconosciuto il RdC nel limite massimo di 7/8 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili. E’ inoltre previsto un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. In mancanza, decade il beneficio del reddito. Si decade però dal reddito, anche nel caso in cui si rifiuti la prima offerta congrua”.

Se proprio vogliamo sintetizzare in uno slogan il senso della manovra di politica economica del governo Meloni potremmo utilizzare l’espressione vorrei ma non posso. Vorrei sforare i vincoli delle compatibilità finanziarie ma non posso proprio, perché altrimenti i mercati si rivolterebbero, come è accaduto in Gran Bretagna. Vorrei abolire subito il reddito di cittadinanza, ma mi rendo conto che la situazione sociale del Paese non lo consente e quindi sostanzialmente rinvio il tema al 2024. Vorrei fare la riforma fiscale, ma non comincio nemmeno a parlarne gettando molto fumo con le tre flax tax.

Certo, alle condizioni date, non esistevano margini particolarmente ampi di manovra: tra vincoli di bilancio, misure di emergenza per i costi delle bollette elettriche, tempo molto risicato tra elezioni e legge di stabilità non poteva essere posta una aspettativa troppo elevata.

Molte delle misure riguardano un tempo limitato, a cominciare dallo scudo sui costi della bolletta elettrica che si limita a finanziare solo i primi tre mesi del 2023, per finire con il reddito di cittadinanza, coperto per i prossimi otto mesi. In qualche modo la politica economica della destra è stata rinviata a settembre del prossimo anno.

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