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Miasmi a Giugliano: qual è la situazione ad oggi? Risponde l’Arpac

by Flavio Cioffi

I miasmi a Giugliano e in altre località vicine durano da più di un mese. Negli ultimi giorni il fenomeno sembra essersi ridotto ma comunque persiste. Sin da subito l’Arpac ha accertato l’assenza nell’aria di sostanze nocive per la salute ed ha avviato controlli serrati sul territorio per l’individuazione delle cause. La magistratura sta indagando con l’ausilio della stessa Arpac. Non si è ancora arrivati ai nomi dei responsabili ma pare non manchi molto, nonostante le difficoltà legate alla vastità dell’area colpita, all’incidenza delle condizioni meteo ed alla possibile molteplicità delle fonti. Però la gente è stanca. Vuole sapere a che punto siamo e chi sta facendo cosa per uscire da questa emergenza. Lo abbiamo chiesto al Direttore Generale dell’Agenzia regionale per l’ambiente, Stefano Sorvino, e al Direttore Tecnico Claudio Marro.

Qual è la situazione ad oggi?

Marro. Il fenomeno si è attenuato sensibilmente nell’ultima settimana, durante la quale abbiamo attivato un presidio territoriale h24, 7 giorni su 7.

Sorvino. I miasmi si avvertono a fasi alterne e in orari variabili. Negli ultimi giorni c’è stata una significativa attenuazione, ma non possiamo dire però che il fenomeno si sia esaurito.

Ma è vero che brancolate nel buio circa le cause?

Sorvino. Assolutamente no. Fin dall’inizio abbiamo sviluppato delle ipotesi, restringendo progressivamente l’ambito degli accertamenti. Prima di tutto sugli impianti collegati al ciclo dei rifiuti ma anche su altre matrici, come gli sversamenti di reflui zootecnici o di altre sostanze.

E quali sono queste ipotesi?

Marro. Probabilmente c’è qualche disfunzione in alcuni impianti di gestione di rifiuti, associata ad un particolare ristagno dell’aria.

Quanto siete vicini all’individuazione dei responsabili?

Marro. Molto vicini. Abbiamo quasi individuato l’attività che ha generato il problema e adesso abbiamo focalizzato l’attenzione sugli impianti che svolgono quel tipo di attività.

Cioè quale?

Marro. La gestione di rifiuti e in particolar modo la frazione organica.

Epicentro nell’ASI di Giugliano, o sbaglio?

Marro. Non sbagli, ma non possiamo escludere impianti di alcune zone limitrofe.

Sorvino. Anche nell’ASI di Caivano i controlli hanno dato alcuni esiti significativi e il programma prevede l’ispezione di una serie di altri siti e il controllo delle aziende zootecniche.

Arpac ha sensibilmente potenziato la propria attività di monitoraggio, come state operando?

Marro. Sin dall’inizio del fenomeno abbiamo potenziato l’attività di controllo della qualità dell’aria per escludere che questi miasmi fossero collegati al rilascio in atmosfera di sostanze nocive. Quindi abbiamo costituito una task force, aumentando di 5 volte il numero dei tecnici addetti alle ispezioni presso gli impianti potenzialmente responsabili. Abbiamo 10 squadre in campo che riescono ad eseguire più di 20 ispezioni alla settimana. Poi, come detto, ci sono i presìdi h24 per 7 giorni su 7. Cinque squadre dell’Arpac Multiservizi, con circa 20 operatori impegnati, girano quotidianamente su tutto il territorio per geolocalizzare e caratterizzare il più possibile le esalazioni avvertite e segnalarle agli ispettori, consentendo loro di intervenire tempestivamente sugli impianti.

Sorvino. L’emergenza, sin dagli inizi di settembre, è stata gestita con il massimo impegno da parte del Dipartimento di Napoli. Poi si sono aggiunti tecnici esperti nella verifica degli impianti provenienti dagli altri dipartimenti dell’Agenzia. Il che ci ha consentito di aumentare esponenzialmente il numero di controlli. Le indagini odorimetriche vengono effettuate mediante prelievo di aria da sottoporre a panel test e analisi chimica per la caratterizzazione degli odori. Le analisi saranno anche implementate, grazie alla sinergia con INEA, UNIA e CNR, mediante sensori innovativi (naso elettronico). Ricorreremo anche all’uso di droni per individuare eventuali criticità.

Marro. Vi è poi l’attività di sistematizzazione dei dati disponibili (catasto rifiuti, Siti Contaminati, impianti ARIR, AIA, Depuratori, Aziende Zootecniche, Spandimenti Reflui zootecnici e fanghi o materiali di varia natura) sempre al fine dell’individuazione delle fonti emissive. L’attivazione a Caserta delle attrezzature per la misura dell’Indice Respirometrico Dinamico (IRD) per misurare il grado di stabilizzazione del compost in uscita dagli impianti, connesso con la capacità di rilasciare esalazioni maleodoranti. La settimana scorsa è stata installata la strumentazione per la misura del vento in quota, da 40 a 290 metri di altezza con una risoluzione temporale di 10 minuti, nell’isola ecologica di Qualiano.

A che punto sono, nei limiti entro i quali è possibile dirlo, le indagini di polizia giudiziaria?

Marro. Abbiamo elaborato uno specifico piano di indagini che stiamo portando avanti, ma non ci sono ancora risultati definitivi.

Sorvino. In questa emergenza si è verificata la più ampia collaborazione, che fa capo ad Arpac, con i NOE, i Carabinieri di Giugliano e Qualiano, la Polizia, i Vigili del Fuoco ed anche l’Esercito che opera sulla Terra dei Fuochi, con il coordinamento della Prefettura.

Arpac ha attivato un’apposita App per le segnalazioni dei miasmi da parte dei cittadini. Quanto sono utili queste segnalazioni?

Marro. Ne riceviamo oltre 450 al giorno e sono determinanti. Perché ci permettono di capire meglio il fenomeno. Le fasce orarie da attenzionare (8-9 del mattino e 19-23 di sera) e la localizzazione delle esalazioni in correlazione con i dati meteo.

Superata l’emergenza manterrete questo livello di controllo?

Sorvino. Uno dei nostri obiettivi è proprio l’intensificazione dei controlli ordinari, però la specificità di questa esperienza sottolinea l‘importanza di un settore sul quale stavamo già investendo: la olfattometria dinamica. Una materia nella quale noi siamo avanti grazie al laboratorio ubicato a Caserta che sarà attivato nelle prossime settimane.

Marro. Questa esperienza ci consentirà anche di mettere in campo una metodologia specifica, da applicare nel caso si verificasse nuovamente una situazione di emergenza come quella attuale.

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