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by Redazione

Monaco. La “Leonardo da Vinci”, la più moderna e tecnologicamente avanzata nave posacavi al mondo, è stata realizzata dai cantieri Vard in Brattvåg, Norvegia, per il gruppo Prysmian e sarà consegnata nella seconda metà del 2021. Gestirla toccherà alla Sea World Management di Montecarlo, che già si occupa delle altre tre navi posacavi del gruppo. La SWM segue 21 navi (cisterne e bulk carriers oltre alle tre posacavi). Prysmian Group è leader nel settore dei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni (oltre 11 mld di euro di fatturato, circa 29.000 dipendenti in oltre 50 Paesi e 106 impianti produttivi). La Leonardo da Vinci è in grado di installare i cavi sino a una profondità di 3000 metri ed è dotata di due piattaforme rotanti con capacità di 10.000 e 7.000 t. La prima a essere dotata dei thruster retrattili della Wartsila WST-24R in grado di assicurare la massima stabilità durante le operazioni e di ridurre al massimo l’impiego di spazio a bordo. Quello della posa dei cavi è un mercato che si prevede possa raggiungere entro il 2025 un fatturato complessivo di 26,16 mld di dollari, con un tasso di crescita annuale superiore al 12%.

Genova. Dopo aver erogato i ristori ai camionisti danneggiati dal crollo del Ponte Morandi, lo Stato chiede il pagamento retroattivo delle tasse sulle somme ricevute. A denunciarlo come un paradosso è Trasportounito. Secondo l’associazione si tratterebbe di circa 180 milioni di euro di ristori erogati e in via di erogazione ad oltre un migliaio di aziende di autotrasporto, sui quali andrebbero restituiti dai 60 ai 70 milioni. In questo senso si sarebbe espressa l’Agenzia delle Entrate che ritiene che nel cosiddetto decreto Genova non è prevista esplicitamente l’esenzione fiscale su queste somme. Anche se pare che non sia prevista neanche l’applicazione della tassazione ordinaria. Tanto che la stessa struttura commissariale presso la Regione Liguria, al momento della liquidazione dei ristori, non ha applicato la ritenuta d’acconto. Secondo Trasportounito si tratterebbe di “una vera e propria vacatio legis” e sollecita i parlamentari liguri ad “un intervento chiarificatore e normativo” anti-tassazione.

Palermo. Siglata una concessione, del valore di oltre 22 milioni di euro, tra l’AdSP del Mare di Sicilia occidentale e il raggruppamento di imprese Free Energy Saving, Luxmaster e Free Energia. Un innovativo project financing, denominato “Smart Port”, che prevede la realizzazione di interventi integrati di efficientamento energetico delle strutture portuali di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle. Un progetto di transizione verso un modello di gestione portuale sostenibile. In concreto il progetto prevede: una control room nel porto di Palermo per il controllo anche in remoto delle quattro aree portuali; la fornitura di nuovi armadi rack, switch core, firewall, server e sistemi di storage per la sicurezza perimetrale e di processo; una piattaforma digitale di wayfinding e digital signage che, mediante App e totem interattivi touch-screen, proporrà ai turisti itinerari ed eventi organizzati sul territorio.

Federagenti lancia l’allarme sul rischio collasso delle aziende di brokeraggio impegnate nell’attività di noleggio e compravendita delle navi. Il settore starebbe pagando il prezzo della pandemia ma soprattutto le conseguenze di un trend negativo che prosegue ormai da anni. Trend dovuto alla contrazione nel trasporto di alcune materie prime alla rinfusa (in primis il carbone) ed alla perdita del controllo da parte dei capitali italiani di attività strategiche industriali (come quella della siderurgia), con la conseguente riduzione del numero di compagnie di navigazione italiane impegnate. In pratica, “lo scavalcamento da parte di competitor esteri che sul mercato domestico possono competere con minori vincoli”. Un circolo vizioso nel quale i grandi caricatori escludono le società nazionali di brokeraggio, Sulla sola piazza di Genova, in 10 anni, il numero delle aziende si sarebbe quasi dimezzato. Anche per questo motivo Federagenti, nell’augurare buon lavoro al nuovo Ministro delle infrastrutture e trasporti, Enrico Giovannini, lo invita a valorizzare con forza il mare e tutte le attività di logistica connesse e si mette a disposizione per fornire quegli elementi di conoscenza del mercato (interconnessione fra mare e terra di merci e persone attraverso i porti e sulle sue intrinseche caratteristiche di sostenibilità) di cui solo gli agenti marittimi sarebbero “testimoni neutrali”. Anzi, il presidente Alessandro Santi candida la categoria come “neutrale raccordo” tra produzione e distribuzione delle merci e tra i grandi player che ne controllano i flussi via mare. Un ruolo essenziale “di conoscenza, di monitoraggio, di analisi e di previsione” anche per la definizione da parte del Governo delle scelte strategiche. Sarebbe giunto il momento di intervenire sui vincoli burocratici che frenano l’economia marittima e di valorizzare le potenzialità dei territori nei quali gli agenti marittimi operano e sono in grado di portare avanti azioni di promozione per attirare investimenti internazionali.

Federlogistica auspica che il Ministero della transizione ecologica intervenga “sul tema dell’effetto del cambiamento climatico sul mare e sulle infrastrutture portuali, sul rinnovo della flotta navale proiettandosi verso lng e idrogeno e di quella camionistica, su un potenziamento delle ferrovie”. Sarebbero “guai seri” se invece si desse ulteriore vigore ad un ambientalismo di “ostruzione” che non avrebbe garantito serie politiche ambientali e nel contempo avrebbe bloccato l’adeguamento infrastrutturale. Anzi il sistema dei ministeri “per obiettivi”, cui Federlogistica è da tempo favorevole, “potrebbe rendere indispensabile un serio ripensamento della riforma Bassanini e sdoganare da subito, come accaduto recentemente in Francia, il Ministero dello sviluppo e della tutela del mare”.

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