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Ripagati con la stessa moneta

by Maria Pia Basilicata

L’Autrice è dirigente scolastico presso il Ministero dell’istruzione

La piccola grande Greta si è spesa all’infinito per coinvolgere e interessare tutti, e dico tutti, politici, importanti e normali persone, di ogni parte del globo, ricchi e poveri, giovani e vecchi, allo stesso argomento: uniamo le nostre forze per salvare il nostro pianeta terra prima di un’implosione o cos’altro ancora nessuno lo sa.

Abituati come siamo alla nostra quotidianità, alle nostre abitudini, abbiamo poca consapevolezza dei nostri limiti e abbiamo difficoltà a superare le nostre piccolezze i nostri disagi, nel vortice frenetico in cui siamo catapultati perdendo il senso del tempo.

Lo scorrere del tempo è dedicato a raggiungere obiettivi e traguardi sempre più ragguardevoli nella società e perdersi nella vista del sole che sorge, o soffermarsi al calar delle tenebre nei tramonti di ogni colore, sembra quasi diventato un lusso gratuito, che ci viene regalato come una forma di estasi di cui godere ma senza rendere conto, tanto meno rispettare.

Prendiamo a piene mani quello che la natura ci offre, siamo abituati a farlo, una forma di pretesa senza apprezzare e valutare la ricchezza e l’esclusività di cui gode l’umanità.

Il rispetto della natura e di quello che ci impone per la collettiva sopravvivenza diviene sempre più urgente, necessario, improrogabile. In effetti sarebbe arrivato il momento in cui la consapevolezza di un cambio di direzione sulle condizioni in cui versa il nostro pianeta ha un peso rilevante nelle scelte strategiche dei governi di tutto il mondo. E’ fondamentale comprendere e contrastare i cambiamenti climatici in atto come, ad esempio, le evidenze scientifiche dimostrano la presenza del buco nell’ozono. L’inquinamento atmosferico, lo smog, causato dai combustibili industriali, da elevate concentrazioni di polveri sottili, dovute anche ai gas di scarico delle macchine, ci fa ammalare. L’acqua potabile, indispensabile per noi esseri viventi e non, che si rinnova continuamente attraverso il suo ciclo naturale a condizione che la quantità del prelievo non superi la velocità della sua riproduzione, viene data per scontata ma di fatto non è inesauribile. Lo scioglimento dei ghiacciai invaderà le terre lungo le coste trasformandole, a poco a poco, in terre sommerse. La scomparsa di molte specie animali, considerato un evento raro finora, ma è già superiore di dieci volte la media degli ultimi millenni, altera il nostro equilibrio vivente. Soprattutto la minaccia della scomparsa delle api, che trasportano il polline di fiore in fiore, indispensabile per la sopravvivenza della stragrande maggioranza delle piante, è una calamità per l’intera umanità e saremo costretti a farlo manualmente senza considerare i costi da impiegare e il tempo necessario per effettuare un lavoro assolutamente obbligatorio e ora totalmente gratuito. Da qualche anno si parla della deforestazione dell’Amazzonia, una delle zone più importanti al mondo per la biodiversità, denominato il polmone della terra poiché contribuisce ad assorbire anidride carbonica e rilasciare ossigeno nell’atmosfera. Gli incendi avvenuti in Australia nell’estate scorsa, per sette mesi consecutivi, sono scene incresciose non solo per la morte di decine di uomini ma anche per tutte quelle povere bestie, circa un miliardo, di ogni specie di cui alcune a rischio di estinzione, soffocate incenerite e senza scampo. Siamo preparati e in qualche modo riusciamo a sopportare la paura del terremoto, poiché è sempre stato parte dei periodi storici dell’umanità di ogni tempo che l’uomo ricordi, diversamente è una brutta novità delle nostre generazioni la frequenza sempre più irruenta degli uragani degli ultimi anni che sconvolgono le coste delle Americhe e ora anche dell’Europa.

A tal proposito vorrei ricordare un episodio che ha visto protagonista un paese, Castellaneta Marina, in provincia di Taranto. Qui c’è un piccolo paradiso terreno, dove gli amministratori, negli anni passati, sono stati oculati nel preservare un territorio boschivo esteso fin sul mare Ionio, con regole semplici ma precise e soprattutto inderogabili. Strano ma vero! L’estate scorsa, nel mese di luglio, quella zona è stata devastata da una tromba d’aria molto violenta, che ha spazzato via migliaia di pini secolari, con gravi danni alle abitazioni e per sola casuale fortuna, senza vittime innocenti.

Un episodio così brutto mai si era manifestato prima.

Un mese di agosto col continuo ronzio delle seghe elettriche per liberare le villette dagli alberi ma ogni giorno il perpetrare di quel ronzio assordante, in quel silenzio spettrale, era paragonabile al silenzio del periodo di lutto per la perdita di persona cara. Nessun proprietario è uscito indenne da quel ronzio, nessuno si è rallegrato per una maggiore luce o raggio di sole che arrivava sul porticato e nelle finestre. Una gran tristezza! La consapevolezza che di fronte alle forze della natura siamo soli inadeguati impotenti. Per non parlare poi delle spese che ognuno ha dovuto affrontare, velocemente, poiché in una casa al mare il periodo di soggiorno è sempre limitato dalle ferie estive ridotte oramai a pochi giorni. Come un albero secolare che ti accompagna nel percorso della tua esistenza, per 40 estati e più, possa poi cedere alla furia del tempo? Ma quanto tempo ci vorrà per ripristinare l’habitat come era prima?  Ancora non sappiamo, chi come me non abita nelle vicinanze, in quali condizioni ritroveremo i nostri cari luoghi, come la natura abbia provato a ricostruire il suo naturale ambiente. Significherà qualcosa il fatto che, in questo frangente, la natura ha risparmiato l’essere umano, inverosimilmente? Non ricordo dove, ma si dice che occorre leggere i segnali che arrivano da qualche parte perché siano da monito per evitare successive e peggiori situazioni. Saprà l’uomo interpretare tutti i segni inequivocabili che ci arrivano dalla natura o continueremo nello sperpero delle nostre risorse?

Riusciremo ad imparare ad apprezzare tutto il bene che ci circonda e che i nostri antenati ci hanno preservato per millenni? Nell’ultimo secolo la tecnologia, benvenuta e desiderata, ha condotto al progresso sempre continuo e allo sviluppo della civiltà moderna, sicuramente utilissima in una infinità di manifestazioni, ma l’uso distorto in altrettante infinità di manifestazioni, ha condotto a un dissesto dell’equilibrio tra natura e uomo. Non è solo questione di volontà ma gli interessi economici ovviamente sono enormi e soprattutto le maggiori multinazionali non sono disposte a cedere parte dei loro profitti e guadagni per riconvertire tutto o parte delle strutture dei loro impianti in nome e per conto del resto dell’umanità. Ovunque nel mondo intero. Spesso i governi che hanno al loro interno membri di tali lobbies, non prendono e non vogliono, finora, alcuna posizione e continuano a frapporre ostacoli. Tutti, e sottolineo tutti, dobbiamo rallentare la nostra corsa all’impazzata o saremo costretti a fermarci chissà dove. Intanto siamo stati costretti in casa, tutti insieme, appassionatamente, a causa di un invisibile virus, silenziosamente, noncurante e sprezzante del valore della vita, ci ha ripagato con la stessa “moneta” usata da noialtri con la natura.

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