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Sala vuole stipendi più bassi al Sud

by Lucia Severino

“E’ intrinsecamente sbagliato che un dipendente pubblico, a parità di ruolo, guadagni gli stessi soldi a Milano o a Reggio Calabria perché il costo della vita in quelle due realtà è diverso”. Queste le parole del Sindaco di Milano Giuseppe Sala. Ma ci fa o ci è?

Praticamente vorrebbe la reintroduzione di quelle che furono le gabbie salariali. Ossia un meccanismo di calcolo differenziato, in vigore in Italia fino al 1972, in base al quale gli stipendi al Sud erano più bassi. Cioè tu fai esattamente lo stesso lavoro del tuo pari funzioni di Milano, in più i servizi pubblici fanno pena e devi magari curarti fuori regione, pagarti l’asilo privato per i figli e andare in ufficio con l’auto, però siccome vivi a Reggio Calabria devi guadagnare meno.

Ci sono voluti anni di battaglie sindacali per far saltare questo meccanismo stupido e discriminatorio e ora Sala vorrebbe ripristinarlo. Attenzione: un esponente del PD. Non un leghista della Val Brembana. Un politico di centrosinistra, o almeno sedicente tale, vedrebbe bene per esempio che un professore di scuola prendesse meno del già misero stipendio che ha, se insegna al Sud. Dove peraltro il suo lavoro è assai più difficile.

Poi si stupiscono che la gente non li voti più. E non è la prima volta di Sala. A maggio, in polemica con il governatore della Sardegna, fece una tirata nordista sui milanesi che, nonostante tutto, avevano “sempre accolto da tutta Italia”. E d’altronde è stato proprio il PD ad avviare concretamente l’iter dell’autonomia differenziata. Questo perché pensa di riguadagnare consensi inseguendo l’elettorato del ventre molle del nord. Non gli è bastato, così facendo, di far arrivare il M5Stelle al 30%.

E’ questa la visione politica del Sindaco della capitale economica del Paese? Della forse unica città italiana veramente europea e internazionale? E non è il solo a pensarla così al Nord. Poveri noi.

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